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A Stio Cilento la 15ª Sagra dei piatti poveri

Ecco una buona opportunità per fare una puntatina a Stio Cilento, comune situato a circa 675m. s.l.m., ai piedi di una collina adornata dal verde dei castagneti, tra i fiume Alento e Calore. L?occasione è data dalla 15ª edizione della Sagra dei Piatti Poveri del Cilento che si svolgerà dal 17 al 23 agosto. Questa manifestazione, organizzata dall?Associazione il Punto, presieduta da Claudio D?Ambrosio, con la collaborazione di Gabriella D?Ambrosio ed il patrocinio del Comune di Stio amministrato dal dinamico ed effervescente sindaco Pasquale Caroccia, è uno dei più importanti appuntamenti estivi di tutto il ?Parco?. In un secolare castagneto, con musica, danze e tanto divertimento, vengono preparati piatti di cui si era persa la memoria come i ?ciccimaretati? (zuppa composta da legumi e cereali come ceci, fagioli, lenticchie, granturco, cicerchie e grano), il grano al forno, le melanzane imbottite, le foglie di barbabietole con patate e le ?patane cu lu vicci?. Per i numerosi ospiti (lo scorso anno ci sono state circa 10.000 presenze) è a disposizione un funzionale servizio navetta che collega i parcheggi con il centro storico (dove domina la Chiesa di S. Pietro e Paolo costruita nel XIII secolo) e la località Casalicchio, dove si svolge l?interessante kermesse gastronomica.
Dibbì

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D?estate, la sera, si esce più volentieri, e spesso, nonostante il gran numero di possibilità, capita che non sappiamo dove andare. Questo, anche perché non abbiamo tutti gli stessi gusti, e in una comitiva, così come in una famiglia, c?è chi tira per un posto e chi per l?altro. Quindi, ecco alcuni consigli e suggerimenti su dove andare ed a cosa bisogna fare attenzione. Iniziamo dal ristorante. Quale scegliere? Alcuni sono da scartare a priori, come quelli improvvisati dove vengono trasgredite le più elementari regole di professionalità; dove il servizio viene affidato a ragazzini che non sanno neanche che, se si beve acqua e vino, a tavola necessitano due bicchieri a persona. Oppure, quelli che, quando entrate nel locale, nessuno vi da retta, e quando poi viene qualcuno, vi pone la più stupida delle domande: dovete mangiare? O ancora quelli dove, una volta seduti, vi chiedono cosa volete mangiare senza darvi il menu e senza dirvi cosa offre il locale, e poi gli stessi, alla fine, sul conto vi aggiungono un bel 10% di servizio. Di locali così ne siamo pieni e, secondo me, quando si risparmia sul personale, sicuramente lo si fa anche sulle materie prime. Capita che offrono bocconcini che oltre a non essere di bufala, sono del giorno prima, oppure che l?insalata sia condita con un volgare olio di semi, o ancora che una bottiglia di vino di un?azienda sconosciuta, che loro acquistano a meno di 2 euro, ve la fanno pagare 8 euro (più il servizio) dimenticando che sono circa sedicimila lire. Quindi, scegliete ristoranti collaudati che conosciamo (e ce ne sono tanti) e cercate di evitare gli ?esperimenti?. È chiaro che bisogna sapere cosa si vuole. Alcuni ristoranti sono noti per la buona cucina, oppure per avere una valida scelta di vini, altri per usare esclusivamente pesce fresco e di mare ed altri per la buona carne. Le pizzerie? Sono quelle che in estate lavorano di più. Consiglio, anche in questo caso, di andare in quelle collaudate, che hanno il forno a legna e, se possibile, non devono essere troppe affollate; francamente, non è bello aspettare anche due ore per una pizza fatta in fretta. Quindi, o si esclude di andarci al sabato, oppure, ci si va quando ci vanno i tedeschi, cioè quando il sole non è ancora calato del tutto. Ora, passiamo alle sagre. Ad agosto, basta guardarsi intorno e tutti i giorni c?è solo l?imbarazzo della scelta. Ogni paese, ogni contrada ha la sua sagra. Molte sono quelle che vengono effettuate unicamente a scopo commerciale da persone che non hanno scrupoli a somministrare cibi scadenti. Il loro unico obiettivo è guadagnare. Le sagre che preferisco sono quelle utili a valorizzare prodotti tipici oppure quelle che servono a riscoprire antiche tradizioni. Queste, sono spesso organizzate dalle locali ?pro loco? con i contributi dei vari enti (Comune, Provincia, Comunità Montane, ecc.). Con i ristoranti e le pizzerie non ho fatto nomi, anche se credo di aver fatto capire il concetto, invece, con le sagre, voglio consigliare quelle che secondo me, sono più interessanti. Inizio con ?Alla tavola della Principessa Costanza? che si svolge a Teggiano dall?11 al 13 agosto e quest?anno è giunta alla XII edizione. L?evento, che rievoca l?arrivo per la prima volta a Diano (l?odierna Teggiano), nell?agosto 1481, della Principessa Costanza che aveva sposato Antonello Sanseverino, Principe di Salerno, richiama in questa cittadina circa 60.000 persone che provengono da ogni angolo d?Italia. Lungo il percorso, in sei caratteristiche taverne, si possono assaporare pietanze preparate secondo ricette medioevali. Altra sagra interessante è quella dei ?Piatti Poveri? che si tiene a Stio dal 17 al 23 agosto. Stio, è un paese cilentano in piena espansione, famoso per i buoni prodotti che offre la sua terra sana e incontaminata. Alla sagra si possono gustare piatti unici, di cui si era persa la memoria ma che fanno apprezzare tutto il loro valore. La caratteristica di questa festa è la totale assenza di qualsiasi piatto a base di carne. Continuiamo con la ?Sagra del Fusillo di Felitto? (14-24 agosto) che quest?anno festeggia il suo trentesimo anniversario. Chi non conosce questi fusilli, che sono sottili e preparati unicamente a mano, ha una buona occasione per gustarli in tutta la loro bontà.
Sperando di aver fatto cosa gradita, auguro a tutti ?Buon Ferragosto?

Diodato Buonora – Agosto 2005

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