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Il vino protagonista alla Tenuta Capodifiume

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"Ricett’iss" il volume di Giuseppe Daddio protagonista alla Feltrinelli

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La mozzarella di Paestum protagonista alla festa dei 20 anni del Gambero Rosso

È stato un gran successo. La mozzarella di Paestum ha partecipato ai festeggiamenti dei 20 anni del Gambero Rosso, una delle riviste più note dell?enogastronomia che da diversi anni è specialista nelle guide di vini, ristoranti e alberghi oltre ad essere anche televisione con il canale ?Raisat-Gambero Rosso Channel?. Alla ?Città del Gusto? di Roma, sede dell’importante testata, oltre 800 persone sono state ospiti d?eccezione a questo particolare evento. Rinomati chef come Antonello Colonna e Fulvio Pierangelini o ancora personaggi come Luigi Cremona e tantissimi altri hanno gustato prodotti di qualità altamente scelti tra vini, spumanti, prosciutti, formaggi, salumi d?oca, olio e?. mozzarella di bufala di Paestum. L?unica Mozzarella presente o meglio l?unico prodotto campano. I caseifici presenti di Paestum, selezionati dal ristorante Nonna Sceppa, erano: La Bufalara, Riva Bianca, Masseria Lupata e La Perla del Mediterraneo. Solo chi c?è stato potrebbe testimoniare i volti di compiacimento che gli ospiti mostravano nel degustare una mozzarella che a detta di molti è da considerare una delle migliori al mondo.

Dibbì

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Al Ceppo di Agropoli il whisky come protagonista

Capita spesso che vengo invitato a manifestazioni dove si degusta vino, e a volte, a malincuore, per motivi professionali, sono costretto a rinunciare. L?ultimo invito, invece, è stato particolare: Andrea Attanasio, noto rappresentante di vini della provincia di Salerno, mi ha invitato al Ristorante ?Il Ceppo? di Agropoli per una degustazione di Whisky. Un po? per cambiare, un po? perché un invito al Ceppo, uno dei ristoranti più prestigiosi della provincia, è difficile rifiutare, inoltre aggiungiamo che Andrea Attanasio è una persona che merita tanta stima, vien da sé che non ho avuto esitazioni ad accettare. Ed ecco che mi sono ritrovato tra bellissime persone, cioè amanti della gastronomia, per una serata che vale la pena di raccontare. Ad accoglierci, oltre ad Andrea c?era Antonio Argentieri (Area Manager della Fazi Battaglia, azienda che importa il whisky che sarà degustato) e lo scozzese Peter Gibson, responsabile Italia della Morrison Bowmore che simpaticamente indossava il classico e tradizionale gonnellino delle sue zone (nella foto). Senza perder tempo, siamo passati a tavola e ci hanno servito questo menu, magistralmente preparato dagli chef del ?Ceppo?: Antipastino di salumi, ricottina, bocconcini e pizza casereccia ? Ravioli e fusilli al ragù di carne ? Carne mista e cacciagione al ragù con patate fritte ? Cinghiale alla cacciatora e tordi alla brace con broccoli in padella ? Torta Le Diablo con crema al mascarpone. Ad accompagnare la ?cena degustazione?, i sapienti sommelier del locale hanno abbinato i vini dell?azienda Fazi Battaglia: il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Le Moie, il Morellino di Scansano Doc Greto delle Fate e il Vin Nobile di Montepulciano Docg Pasiteo. Fino a questo punto hanno messo a dura prova la nostra resistenza ?mangereccia?, grande cibo e grandi vini ed ? il bello doveva ancora arrivare. Ecco che Peter Gibson, che ha cenato al mio tavolo ed ho avuto modo di apprezzare il suo sapere, si alza ed inizia a parlarci di whisky. I distillatori della Morrison Bowmore hanno la distilleria di Bowmore (una delle più antiche distillerie della Scozia) a Islay (Isole Ebridi) e quelle di Auchentoshan e Glen Garioch, tutte in zone famose per il buon malto. Infatti i whisky degustati sono tutti di ?single malt?, cioè, prodotti con solo malto e non sono dei ?blended? (ottenuti da diversi cereali). Ecco la scaletta dei whisky degustati: Auchentoshan 10 anni, Glen Garioch 15 anni, Bowmore 12 anni, Bowmore 17 anni e Bowmore Darkest. Non voglio fare delle sviolinate, ma questi distillati non hanno nulla a che vedere con quei whisky commerciali di largo consumo. Sono prodotti che con i loro caratteristici profumi delicati ed i sapori ricchi ed armoniosi raccontano ed esportano un territorio bello da scoprire. Personalmente non sono un bevitore di questi prodotti, ma un whisky del genere non mi dispiacerebbe sorseggiarlo dopo pasto, magari con un bel sigaro cubano.
Diodato Buonora

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Al Ristorante ?Il Giubileo? a Pozzuoli, il mare come protagonista

Ecco un posto che, se capitate da queste parti, consiglio di visitare. Un luogo dove sembra si sia fermato il tempo. Da Napoli è, allo stesso tempo, vicino e lontano. Vicino perché è praticamente attaccato alla città. Lontano perché il caos ed il traffico sono molto distanti. Il posto è il ristorante ?Il Giubileo? gestito da meno di un anno da Enzo Coppola e Luigi Ombra, due persone che stanno investendo molto in qualità totale, intendo dire sia sulle materie prime che nelle risorse umane. Fino a un anno fa il ristorante si chiamava ?La Veronica?, poi, i nuovi protagonisti hanno deciso di cambiare il nome in quanto loro, precedentemente, gestivano sempre in zona, un locale di successo chiamato proprio ?Il Giubileo?. Per arrivarci da Napoli è sufficiente raggiungere il mare e seguire la costa verso nord. Subito dopo aver passato Bagnoli, all?inizio di Pozzuoli troviamo il locale. Si entra e al pian terreno c?è una sala che è una vera finestra sul mare, grande, spaziosa e luminosa, uno di quei ristoranti tipicamente napoletani. Stranamente in sala non ci sono clienti. Eravamo attesi in quanto eravamo ospiti di cari amici partenopei. Ed ecco che ci accompagnano al piano di sotto: una sala all?aperto, simile a una palafitta situata tra il mare e gli scogli. Il pavimento è in legno come quelli dei pontili, i tavoli sono arredati ed apparecchiati con molta professionalità. Siamo stati accolti da un professionista che con grande ?savoir faire? ci accompagna al nostro tavolo. All?ingresso un tavolo dove c?è esposto quanto di meglio il mare abbia offerto in nottata: gamberoni, gallinelle di mare, polipi, calamari, spada, spigole e così via, praticamente una meraviglia per chi ama il pesce fresco di mare. Però, lo spettacolo più bello è dato dalla vista: dal ristorante si possono ammirare le isole di Nisida, Procida, Capri, Ischia, oltre che al Vesuvio e ad un bel panorama della vicina Bagnoli. Sì, avete capito bene, è proprio un?immagine da cartolina. Stare seduti in un posto così, anche senza mangiare vale il prezzo, rilassamento e calma totale, anche se il locale pian pianino si sta affollando da bella gente, da persone che apprezzano le buone cose della vita. Siamo stati ospiti e quindi non abbiamo visto il menu. Per iniziare siamo stati letteralmente invasi da una mareggiata di antipastini: pesce bandiera marinato, salmone affumicato (servito con toast e burro come normalmente si dovrebbe fare), insalata di polipi veraci, julienne di carote, zucchine e calamari (originale e gustosissima), pesce spada impanato, poi, in un caratteristico tegame di rame ci hanno portato una zuppetta di polipi, crostoni di pane ed involtini di pesce spada, leggermente piccante. Eravamo in cinque e siamo rimasti sorpresi da tanta bontà. A seguire, anche perché avevamo degli impegni lavorativi, non abbiamo preso il primo (che secondo me avrebbe meritato almeno un assaggino). Abbiamo continuato con una zuppa preparata con una bella gallinella di mare (orientativamente sarà stata di circa 1500 grammi) e dei freschi gamberoni rossi. Un piatto così semplice e così buono, dove il vero protagonista è stato il mare che con il dolce mormorio delle sue onde faceva da sottofondo musicale alla nostra giornata partenopea. A seguire, eravamo sazi ma il responsabile di sala, Antonio Barone, ha voluto servirci prima dei gustosi dolci a centrotavolo e successivamente una grande coppa, che avrebbe meritato una foto, con frutta fresca ed esotica. Come vino, ho visto che ?Il Giubileo? è ben fornito da etichette regionali, soprattutto avellinesi, napoletane e casertane. A noi hanno servito due chicche della Mastroberardino: il Greco di Tufo 2005 e la Lacrimarosa 2005, vini che hanno degnamente accompagnato una giornata che sin d?ora ho voglia di ripetere.

Ristorante Pizzeria Il Giubileo, Via Napoli 12, Lungomare La Pietra, 84040 Pozzuoli (NA) Tel. 081.7626161. Voto 79/100.

Diodato Buonora – ottobre 2006

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All?Arco Vecchio di Monte Cicerale: protagonista il Cilento

Una sorpresa positiva: l?osteria Arco Vecchio di Monte Cicerale. Siamo nella località famosa per i buoni ceci, nel cuore del Cilento. Qui nella frazione Monte, alcuni amici, quasi un anno fa, hanno avuto l?idea di aprire questa osteria che con le sue bontà si sta facendo conoscere in tutta la provincia (e non solo). Per raggiungere il posto, provenienti da Battipaglia, si esce dalla S.S. 18 subito dopo Paestum e si seguono le indicazioni per Cicerale. La nostra meta gastronomica la troviamo nella frazione Monte, poco prima di giungere in piazza. Qui sulla sinistra, molto bene illuminati, si vedono gli archi dell?osteria. L?auto si parcheggia agevolmente in strada. Noi, in due, senza prenotare, abbiamo visto subito un ambiente molto caldo ed accogliente, anche se non c?era nessuno a riceverci. In seguito arriva uno dei soci e ci fa accomodare nel posto che ci piaceva di più. È una domenica sera sul tardi, il locale è poco affollato. Ripeto, l?ambiente è piacevole, il locale è suddiviso in più salette, tutte arredate in perfetto stile cilentano, le sedie sono quelle comode impagliate, i tavoli sono preparati con cura, con posate e bicchieri di qualità, le tovaglie e i tovaglioli sono di colore beige chiaro, mentre i coprimacchia sono a grandi quadroni, su tutti i tavoli un mini fiasco che fungeva da porta candela; i muri dello stabile, che è un?antica casa di fine ?800, sono stati sapientemente ripresi con rivestimenti in pietra locale. Veniamo al dunque: l?ordinazione viene fatta alla voce, non ci è stato presentato il menù, ma in questi ambienti dove regna la naturalezza e la genuinità dei prodotti, penso sia giusto così. Ecco che come antipastini, il nostro tavolo è letteralmente e lentamente travolto da un?infinità di cose buone e sfiziose: biscotti di grano bagnati e conditi con pomodori, olio e origano (più o meno un?acquasale in versione moderna), poi, ceci (naturalmente di Cicerale) tostati, melone, prosciutto crudo, soppressata, salsiccia, formaggi pecorini e caprini, melanzane, patate, zucchine, fagioli e pomodori preparate in svariati modi, si prosegue con pizzetta al pomodoro, ai fiori di zucca, frittelle, zucchina dorata e fritta, gatto? di patate, gatto? di patate e melanzane, frittatina di zucchine e (non abbiamo capito perché, sembrava un pesce fuor d?acqua) delle alici fresche dorate e fritte. Sicuramente avrò dimenticato qualcosa, ma francamente anche se prendevo nota, era impossibile registrare tutto. Passiamo al primo: per amor di territorio abbiamo scelto una lagane e ceci che era degna di una bravissima nonna cilentana. Buona, molto buona, che, condita con dell?olio accompagnato da peperoncini croccanti e piccanti, ci ha costretto a chiedere una seconda bottiglia di vino. Al secondo abbiamo gustato un ricco fagottino con funghi porcini di qualità accompagnato da patate al forno. Il dolce? Abbiamo dovuto rinunciare, con tutta la buona volontà non ce l?avremmo fatta. Abbiamo solo preso dei morzelletti locali che, anche se non era l?abbinamento ideale, ci hanno fatto bere ancora un po? di nettare di Bacco. Contemporaneamente abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Claudio Mollo (nella foto con Sonia e Carmine) lo chef che, originario della zona, ha avuto lunghe esperienze al Nord e all?estero e non poteva essere altrimenti, la sua passione per l?arte culinaria è evidente. Singolare ed intelligente la carta dei vini: conteneva solo vini di aziende cilentane, come Rotolo, De Conciliis, Botti, Marino, Vinari/Barone e Maffini. Pensate, a più riprese mi è capitato in diversi locali ?nostrani? di non trovare nessuna delle nostre etichette. Qui voglio veramente fare i complimenti a chi ha avuto questa idea. Noi, comunque, abbiamo bevuto un Cilento Aglianico 2004 di Vinagri/Barone e un Cilento Aglianico 2001 barricato di Botti. Alla fine, abbiamo ricevuto un conto da oscar qualità-prezzo: 70 euro in due che, se si tolgono i 25 del vino, diventano 22,50 euro a persona. Di questi tempi, con tanti ristoratori impazziti, è bene notare questo indirizzo sulla propria agenda: vale assolutamente la pena visitare. Inoltre, il locale si sta organizzando per poter ricevere le prenotazioni on line, scegliendo direttamente il tavolo: sarà il primo al sud ad offrire questo servizio.

Osteria Arco Vecchio, Via Santa Maria ? Frazione Monte Cicerale, 84053 Cicerale (SA). Tel. 0974.834187 ? Chiuso il martedì – Sito web: www.osteriaarcovecchio.it – Voto 75/100.

Diodato Buonora – luglio 2007

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