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Attilio Bachetti e Enzo Coccia

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IMG_6533_Amoriello_offre_la_pizza_alla_Perrusi4

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Usa 2008: a Napoli nasce la pizza pro Obama

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La "Pizza Napoletana STG" trova sempre più spazio ed affermazione nel mondo

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‘A PIZZA: ‘ NU PRANZO PO’ PUVERIELLO

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La Pizza Berlusconi 

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Un articolo pubblicato su "Gente" di questa settimana parla dell’invenzione della pizza antirughe da parte  del vulcanico Cosimo Mogavero ideatore dei marchi "Ciripizza" oltre che di "Pizzia" e "Pizzeria Vittoria". Cosimo ha da poco aperto a Battipaglia "La Fabbrica dei Sapori" http://www.lafabbricadeisapori.it/ , capace di sfornare 2500 pizze al giorno. Io ci sono stato e sono rimasto entusiasta.

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Ciripizza, la pizza campana con il certificato di qualità
Dalla Campania all?Italia: i fratelli Cosimo e Antonio Mogavero sono arrivati a Milano, in Paolo Sarpi angolo Canonica. Un successo per Ciripizza, 02- 36561221, ciripizza.it, che tiene alta la bandiera della Pizza tradizionale campana artigianale, bassa a differenza di quella napoletana con la cornice alta.
La qualità delle pizze di questo angolino, già attrezzato per l?asporto, nasce dall?impasto e dalla sua lievitazione naturale, dai pomodori San Marzano, dalla mozzarella Rivabianca prodotta a Paestum (Salerno), rivabianca.it, dalla conoscenza della storia e anche dalla capacità di pensare a nuove forme, ma con logica. Siamo lontani anni luce dalle assurdità american style. Tutto è ricco ma senza eccessi, c?è logica e armonia di sapori, oltre a una straordinaria digeribilità, virtù rara. Tutto appare nuova per la generosità degli ingredienti, provate la Regina Margherita, il test assoluto. Poi arrivano i Mogavero e allora ecco la Calzonpizza, per metà calzone e per metà margherita, la Cetara (alla colatura di alici) e le pizze antiossidanti studiate con Eugenio Del Toma, nutrizionista.
Nota finale: il conto è accompagnato da un attestato con il quale il gestore si impegna a rispettare il valore dei prodotti tipici italiani. Bravi.
Paolo Marchi
Da Il Giornale

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Usa, la pizza contro il cancro

Ci hanno rubato la pizza. Lo temevamo già, oggi ne abbiamo la conferma. A rendere definitivo lo strappo è l?annuncio che un gruppo di ricercatori del Maryland ha scoperto l?acqua calda. Cioè che la pizza fa bene alla salute. Quale pizza? Quella americana, naturalmente. Dopo la macdonaldizzazione della nostra icona partenopea, ora gli States vogliono convincerci che la pizza sanno farla meglio di noi. Secondo tale teoria, bisogna utilizzare la farina integrale e cuocere l?impasto più a lungo e a temperature più elevate, oltre i 200 gradi, in modo da incrementare la presenza degli antiossidanti, considerati ormai il passepartout della buona salute. Il livello degli antiossidanti raddoppia inoltre quanto è più lunga la fermentazione naturale (ma il nostro «criscito» era esattamente questo, prima che nascessero i santuari del semilavorato). Risultato: le cellule sono protette dai radicali liberi, s?invecchia meno e il rischio cancro diminuisce. Sarà vero? La ricercatrice Liangli Lucy Yu dice che il test pizza fa parte di una ricerca più ampia volta a dimostrare che i farinacei hanno proprietà particolarmente salutari. Perchè proprio la pizza, allora? Perchè è l?alimento più popolare negli Stati Uniti. Ci hanno superato anche in questo. Oggi non siamo più noi i massimi consumatori mondiali, ma proprio gli americani, con 12,5 chili a testa all?anno. Solo al terzo posto arrivano gli italiani, insidiati persino dai giapponesi. Il sospetto è che, non potendo competere con il sapore del made in Italy, gli Stati Uniti abbiano tentato il golpe con la scusa della salute. C?è da ricordare anche che sulla sfoglia della pizza americana si può trovare di tutto: aglio a quintali, salami, wurstel improbabili, indigesti peperoni, fette di ananas. Anche questa pizza fa bene? No, la ricerca consiglia (meno male) di non condire l?alimento con troppi grassi, perchè in tal modo si annullano i benefici. Resta il dubbio che, antiossidanti o no, questa fiammata salutista serva più a rilanciare le grandi catene internazionali che a migliorare un cibo che era già perfetto alla nascita.
SANTA DI SALVO ? da Il Mattino del 28 marzo 2007

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GASTROBARZELLETTA ? Il carabiniere e la pizza

Un carabiniere entra in una pizzeria ed ordina tre etti di pizza.

Il pizzaiolo gli fa:

?Gliela divido in quattro o ad otto pezzi??

Il carabiniere risponde:

?Faccia solo quattro?non lo so ce la faccio a mangiarne otto!?

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Alla mia non tenera età, ho scoperto che ci sono pizze e Pizze (con la “p” minuscola o maiuscola) e di conseguenza pizzaioli e Pizzaioli. Grazie a un amico, ho scoperto un pizzaiolo da oscar come non avevo mai visto. Si tratta di Francesco Pintozzi, alias Ciccio-Pizza (al centro sulla foto tra due suoi collaboratori, Michele Cerrone e Cristian Pinto) che in quanto a riconoscimenti, nel poco tempo che ho avuto il piacere di sostare nel suo locale, mi ha letteralmente travolto. Ma andiamo con ordine, la pizzeria, che sforna solo pizze da asporto o da portare a domicilio, è a Battipaglia. Per arrivarci, venendo da sud, invece di prendere la bretella che conduce all’autostrada, si prosegue per la strada che conduce al centro, 20-30 metri ed il locale si trova sulla destra. Come dicevo prima, il locale non ha tavoli, quindi la pizza ve la dovete mangiare a casa, ma vi posso assicurare che ne vale la pena. Francesco Pintozzi, è nato a Salerno 37 anni fa. All’età di 13 anni, anche per cercare di emulare il fratello che era un affermato chef di cucina, iniziò a fare l’aiuto pizzaiolo da “Carminuccio a Mariconda” che considera il suo vero maestro. In seguito ha avuto esperienze in Lussemburgo, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Lago di Garda e tante altre località italiane. Da 6 anni gestisce questo posto ben gradito da tutti i battipagliesi e non solo. Pochi sanno che da Ciccio-Pizza tutto è curato, dalla scelta della farina a quella degli ingredienti più basilari come l’olio, la mozzarella ed il pomodoro. Francesco non usa lievito di birra: per lievitare, riproduce personalmente e quotidianamente il necessario in modo tutto naturale. Oramai il suo regno è diventato come un museo della pizza: giornalisti e televisioni non solo italiani si sono interessati alla sua pizza. Qualche esempio di titolo di giornali: “Pintozzi  Pizzaiolo mondiale”, “Ciccio, una pizza da oscar”, “Ciccio, il pizzaiolo dei vip” (la sua pizza è stata gustata da: Fassino, D’Alema, Sgarbi, Vespa, Bennato, Zarrillo, Susanna Agnelli, Maria Teresa Ruta e così via). All’interno si possono vedere esposti una lunga serie di coppe, foto, attestati e trofei, oltre ad un video che mostra un giovanissimo che “gioca” con una pizza facendola girare come un giocoliere. Francesco ci dice: «È un mio figlio d’arte, si chiama Vincenzo Tesauro, ha 17 anni ed è, per il secondo anno consecutivo, campione del mondo di pizza acrobatica nella versione “free style”». Inoltre nel locale si nota un?interessante collezione di Pulcinella di cui Francesco è molto fiero. Poi, in una foto si vede una pizza gigantesca, «quella - continua il nostro pizzaiolo- è una pizza che ha un diametro di 5,19 m ed è stata cotta nel forno a legna più grande del mondo, costruito per l’occasione nella Città della Scienza a Napoli, io ero uno dei 18 pizzaioli selezionati per questo evento che è entrato nel guinness dei primati». Altri meriti: iscritto all’albo italiano pizzaioli come “Gran Maestro Pizzaiolo”, 5 volte campione europeo, 2 volte pizzaiolo dell’anno (2002-2003), presidente onorario dell’Accademia della pizza in Sardegna, ambasciatore italiano della pizza margherita nel mondo, tantissime volte campione italiano, campione del mondo a squadre di pizza acrobatica (marzo 2005), squadra di cui Francesco è capitano. Si potrebbe continuare ancora per molto, ma preferisco proseguire descrivendo l’emozione che ho provato degustando una margherita da sogno. Eccezionalmente, ci è stata servita nel locale, in un cesto, tagliata a fette. Abbiamo mangiato con le mani e bevuto la birra nei bicchieri di plastica. Nonostante questo, la bontà della pizza è stata indescrivibile: cottura, consistenza, fragranza ed ingredienti hanno fatto sì che io possa dire di non aver mai mangiato una pizza così gustosa. Da Ciccio-Pizza si organizzano anche corsi per pizzaioli e Francesco molto fieramente ci ha raccontato che molti vengono da Napoli per imparare i suoi trucchi del mestiere. Prima di andare via gli ho chiesto, quale è la pizza più richiesta. La risposta è stata “Ciccio 1″: provola, salsiccia fresca, parmigiano e rucola. Il locale è aperto tutti i giorni, anche a mezzogiorno. W la pizza.
Recapito: Ciccio Pizza, Via R.Jemma 327, 84091 Battipaglia (SA). Tel.0828.300876. Sito web: www.ciccio-pizza.com – e-mail: info@ciccio-pizza.com

Diodato Buonora – dicembre 2005

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