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 Teresa Zoccoli e Maurizio Cerri

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I giovani di “Nostro” 

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Luca Capasso e Valentino Galdi

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 Alfredo Capasso, Vittorio Celentano, Lucio Capasso e Antonello Lanza  

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L?azienda Sacchetta, l?amore verso il nostro territorio di un cilentano del nord

Il mondo del vino continua ad essere in pieno fermento ed è praticamente impossibile tenerlo sotto controllo. L?ultimo esempio di questa ?rivoluzione? è la scoperta di una cantina che, pensate, è a 10 minuti da dove abito. Quando mi hanno proposto di assaggiare un vino prodotto nel Comune di Ogliastro Cilento, con regolare etichetta e tutto il resto, e che già da alcuni anni produce vini bianchi e rossi Paestum Igt (Indicazione Geografica Tipica), non credevo fosse possibile. Mi sembrava strano che non ne avessi mai sentito parlare. È proprio il caso di affermare: ?Mai dire mai?. Conosciuto ed assaggiato il vino, ho voluto conoscere il produttore, Giovanni Cantalupo (nella foto), il quale si è trasferito a Milano nel lontano 1959 e che da 9 anni ha impiantato un vigneto nella sua terra d?origine creando l?azienda Sacchetta. Una parentesi simpatica per spiegare l?origine del nome dell?azienda: Sacchetta era il soprannome del papà di Giovanni che ai suoi tempi faceva il sarto ad Eredita Cilento (frazione di Ogliastro). Era chiamato così per il modo in cui faceva le tasche, in pratica sempre troppo piccole. Per arrivare in azienda è molto semplice: dalla S.S. 18 arrivando da Salerno si esce subito dopo Paestum, si va verso Ogliastro, pochi Km sulla sinistra s?intravede la segnaletica per Cicerale. Si continua seguendo le indicazioni per questa cittadina e dopo aver imboccato la salita e proseguito per pochi km, sulla destra s?intravede un casolare rivestito di pietre (una vecchia ?passulara?, che era usata per seccare i fichi) con davanti dei bellissimi bouganville. Qui c?è l?azienda Sacchetta. In occasione della mia visita era un?afosa giornata di fine giugno. Nonostante ciò si poteva ammirare un panorama mozzafiato dove da una parte s?intravedeva il mare e la piana di Paestum (sembra che nelle giornate limpide si possa ammirare Capri e la Costiera Amalfitana), mentre dall?altra parte si godeva un?insolita vista panoramica su Eredita Cilento. Il vigneto è curato come se fosse un giardino: impianto a gocce pianta per pianta per l?intera superficie vitata che è di circa un ettaro. L?acqua che viene utilizzata è quella di ?pozzo?, che, analizzata, ha dato un risultato da far invidia alle migliori acque pure che esistono in commercio. Per il momento, in azienda, si raccolgono unicamente le uve che vengono vinificate a Colliano nell?azienda di Carlo Cupo sotto la supervisione dell?enologo Antonio Pesce. Due i vini prodotti: il ?San Maffeo Biancamano Bianco Paestum Igt?, 5500 bottiglie di un bianco ottenuto da uve Trebbiano, Malvasia e Chardonnay e 5500 bottiglie di ?Le Suarè Rosso Paestum Igt?, un rosso vinificato con uve Aglianico e Cabernet Sauvignon. I nomi dei vini sono dati dalle località dove sono ubicati i vigneti, con l?eccezione che il rosso è stato volutamente ?francesizzato? da Giovanni aggiungendo l?accento sulla ?e?. Tutte le bottiglie sono numerate. La produzione è quasi interamente commercializzata, senza problemi, a Milano o sul Lago di Garda. Difatti, Giovanni, anche se pensionato, vive ancora a Milano e viene ad Ogliastro una decina di volte all?anno. Una sola persona lavora annualmente in azienda ed è il bravo Alfonso Vinci. Giovanni, con questa assunzione, fieramente ci confessa che ha evitato che un altro cilentano prendesse il treno per andare verso il nord. Alla ?Sacchetta?, oltre al vino, producono olio extravergine d?oliva, fichi bianchi del Cilento, pomodori secchi farciti, prugne, mandorle e un buon miele. Con tutti i prodotti dell?azienda, durante il periodo natalizio, viene confezionato un cesto-regalo che è molto richiesto da diverse aziende del Nord. Quanto prima si pensa di organizzare in azienda una sala degustazione e di avere tutta l?attrezzatura per poter vinificare ad Ogliastro. Appena pronta, la ?Sacchetta? è organizzata per poter essere visitata anche dai diversamente abili. Veramente una bella realtà che mostra l?amore verso il nostro territorio da parte di un cilentano del nord.
Recapito: Azienda Agricola Sacchetta. Località Suare, 84061 Ogliastro Cilento (SA). Sede legale e commerciale: Via Pablo Neruda 7/E, 20093 Cologno M.se (MI). Tel. 02.2532995 ? 335.5786360

Diodato Buonora – giugno 2007

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A Michele Alois la 7ª tappa per il nostro sondaggio vinicolo

L?azienda di Michele Alois è la settima finalista (Caserta 1), per definire la ?cantina campana preferita? dai ?navigatori? del ?Diodato Buonora News?. Questi gli altri finalisti: Alfonso ROTOLO e MONTEVETRANO (Salerno); Mastroberardino e Colli di Castelfranci (Avellino); Mustilli e Fontavecchia (Benevento)

Attualmente in rete l?8° ed il 9° sondaggio: CASERTA 2 e Napoli 1. Sono in testa Villa Matilde da una parte e dall?altra che è appena iniziato ci sono i primi voti per De Angelis e F.lli Nasti.
A seguire ci sarà l?ultimo sondaggio Napoli 2. Nel mese di agosto la finalissima.

VOTATE ANCHE VOI. Si può votare una volta al giorno per ogni sondaggio.

Questo il verdetto del 5° sondaggio:

1° Alois 16,85 %
2° I Borboni 15,73%
3° Viticoltori del Casavecchia 13,48%
4° Alepa 11,23%
5° Michele Moio, Terre del Principe 8,98%
7° Telaro 7,86%
8° Della Valle Jappellj 6,74%
9° Caputo 5,61%
10° Fattoria Selvanova 4,49%
——————————————————————————–
DB

Riferimenti: Per notizie sull?azienda Alois :

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Non è facile entrare nella guida dell?Espresso dopo appena due anni di apertura. Il ristorante ?Brezza Marina? ci è riuscito con validi argomenti: i pesci del nostro mare. Infatti, la recensione della famosa guida inizia così: ?Bisogna davvero conoscere uno per uno tutti i pescatori della costa cilentana per proporre pesci cilentani di rara qualità??. Introduzione, che è tutto dire. Il locale è in contrada Laura: al semaforo (l?unico), si svolta verso Salerno e dopo poco più di cento metri, sulla destra, troviamo la nostra meta. Dall?esterno sembra un condominio, basta entrare e subito notiamo una bella atmosfera. L?ambiente lo potremmo definire un classico moderno, i tavoli, messi alla distanza giusta, sono vestiti con eleganti tovaglie lunghe color beige. Al centro della sala, un?invitante esposizione di pesce fresco. A riceverci il ?patron?, Carmine Ricco, che ci fa accomodare. Seduti notiamo sul tavolo un cavalletto con la scritta ?venerdì 20 febbraio?, chiediamo spiegazioni, ed ecco che girandolo si legge ?Miseria e nobiltà?. È il tema della serata gastronomica che sarà organizzata il giorno indicato. Infatti, mensilmente sono proposte serate a tema. Già fatte quella del baccalà e quella del pesce azzurro. Per ordinare non ci portano la lista. Con l?offerta marina che cambia ogni giorno è impossibile approntare un menu. Quindi ? lasciamo fare. Come stuzzichino di benvenuto ci portano una bruschettina con pomodorini, una fettina di buona ricotta e del miele. Poi è il turno degli antipasti: cicinielli all?acqua pazza (semplici e buoni), carpaccio di rombo con carciofi e cicinielli crudi ed a seguire una zuppetta con sconcigli, fagioli e pan cotto. Interessante l?inizio, tutto è stato cucinato con raffinata semplicità. I piatti, belli anche da vedere, vengono impreziositi con il buon olio che è su tutti i tavoli, quello della Masseria dell?Impiccato di Ostini, ottimo come quello Dop della nostra provincia. È la volta del primo: tagliolini con i cicinielli (buoni, ma il gusto ed il sapore sono identici a quelli del primo antipasto). Ottimo il secondo, dove lo chef, il giovane Vincenzo Menichino, ha mostrato interamente il suo talento, ci ha fatto gustare il ?filetto di rombo chiodato, gratinato al limone? accompagnato con delle croccanti verdurine fritte. Vino: da una lista di circa cento etichette, dove stranamente prevalgono i rossi, abbiamo scelto il ?Colli di Lapio 2002, Fiano di Avellino Doc di Clelia Romano?. Un vino che nonostante ?l?horribilis 2002? si è confermato buono come quello delle precedenti annate. Anche i dolci si sono rivelati all?altezza: ricotta e pere, millefoglie al cucchiaio e foresta nera. Per chiudere fichi secchi del Cilento accompagnati con un?ottima grappa di moscato d?Asti, Bric del Gaian 1995, elevata in carati di rovere e prodotta dalla distilleria Berta di Monbaruzzo. Il servizio è stato cortese e disponibile. A cercare un difetto, non abbiamo capito perché il cameriere non indossasse la giacca e perché iniziasse a sbarazzare prima che tutti i commensali finissero di mangiare. Conto onesto: 35/40 euro.

Ristorante ?Brezza Marina? Via F. Gregorio 52 ? 84040 Laura di Paestum (SA). Tel. 0828.851017. Chiuso il mercoledì. Voto 78/100.

Diodato Buonora – febbraio 2004

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