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Tutti i vincitori con al centro Ganluca Bisol e Riccardo Cioni 

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CONSORZIO BUFALA CAMPANA "MAI ESPORTATO IN CINA"

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Propongo un comunicato del "Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana" che è stato pubblicato sulla maggior parte dei quotidiani italiani.

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Carciofo di Paestum Igp,
verso la costituzione del consorzio di tutela

Dal 2004 il Carciofo di Paestum ha ottenuto il marchio d?Indicazione Geografica Protetta. Nel 2005 sono stati immessi sul mercato i primi carciofi Igp. Il 2006 sarà l?anno della costituzione del consorzio di tutela. La Cooperativa Paestum che ha curato l?iter per il riconoscimento del marchio ha già inviato al ministero dell?Agricoltura la bozza dello statuto. Ottenuta l?approvazione il consorzio in breve tempo potrà essere operativo.
Attualmente sono 15 i produttori, tutti di Capaccio-Paestum, le cui aziende sono iscritte all?elenco Igp. La produzione del 2005, avvenuta su quasi 100 ettari di terreno, ha comportato un produzione di circa 1000 quintali. «C?è molto interesse verso il prodotto da quando è stato ottenuto il riconoscimento. ? spiega Gerardo Rega, produttore e membro del consorzio promotore ? La domanda arriva sia dalla grande distribuzione che dai negozi di qualità. E la richiesta riguarda sia il prodotto fresco che trasformato».
Attualmente i controlli sulle coltivazioni finalizzati a verificare che la produzione avvenga secondo i criteri previsti dal disciplinare, viene eseguita dall?Ismecert. La costituzione del consorzio di tutela consentirà, inoltre, ai produttori di Carciofi Igp di concorrere alle opportunità di finanziamento offerte dalla Comunità Europea.

«Il riconoscimento del marchio di tutela per il Carciofo di Paestum contribuisce ad attestare l?ottima qualità dei prodotti di questa terra. Paestum vanta anche la Mozzarella Dop. Si tratta di prodotti che vanno ad arricchire e accrescono le potenzialità di una località unica per le sue caratteristiche: il grande patrimonio archeologico dei templi, il mare, lo splendido paesaggio e la sua posizione, all?ingresso di uno splendido parco naturale» afferma l?amministratore dell?Azienda di Soggiorno e Turismo di Paestum Francesco Testa.

Il Carciofo di Paestum Igp
Ha le bratte serrate, tenere alla base e di colore verde chiaro che sfumano nella parte superiore in una tinta tra il rosso cupo, il rosa e il violetto. La sua parte più pregiata è il ricettacolo floreale, carnoso, compatto, estremamente tenero e dal sapore delicato alla cottura. E? un particolare biotipo del gruppo dei carciofi ?Tardivi?, tipologia ?Romanesco?. Viene chiamato anche ?Tondo di Paestum?, per la sua forma, o più volgarmente ?Pasquaiolo? perché si raccoglie nel periodo di Pasqua, in un arco di tempo che va dall?1 febbraio al 20 maggio.
Nel 2005 sono entrati in commercio i primi carciofi Igp, coltivati a Paestum (località originaria di provenienza da cui il nome) ma anche in alcune zone di Agropoli. Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano Serre.
La produzione unitaria massima è di 50 mila capolini a ettaro.

I primi coltivatori di questa particolare specie furono agricoltori del Napoletano che, trasferitisi in zona, impiantarono i ?carducci? a due passi dagli imponenti templi, all?interno della città antica (si ritiene che il carciofo possa derivare dal cardo selvatico).
La provenienze del carciofo in genere si fa risalire ai paesi del bacino del Mediterraneo orientale. La sua diffusione in Occidente viene attribuita agli Arabi, in Italia è presente certamente dal XV° secolo quando risulta che fu portato da Napoli a Firenze da tale Filippo Strozzi.
La presenza del carciofo nella Piana del Sele è segnalata nelle statistiche del Regno di Napoli fin dal 1811, ma la sua diffusione in questa fertile terra avviene soprattutto a partire dalla fine degli anni Venti, a seguito della bonifica dei terreni e delle trasformazioni agrarie dovute alla riforma fondiaria.

Le peculiarità che fornisce ai piatti gli sono valse, fin dall?antichità, l?appellativo di ?re dell?orto?. E? utilizzato in tutte le sue parti: il capolino si può mangiare fresco o cotto, in vari modi. Le sue foglie vengono utilizzate per bevande simili al te, liquori, dolcificanti non calorici. E? possibile mangiarlo in moltissimi modi: sott?olio nell?antipasto, nel primo piatto, farcito come secondo, trifolato come contorno, sulla pizza. Ma è apprezzato soprattutto arrostito sulla brace con prezzemolo, aglio, sale e pepe e condito con olio extravergine d?oliva.
Ma al di là dell?apprezzamento gastronomico, il carciofo si distingue anche per il suo alto valore nutritivo: contiene tutte le principali vitamine, è ricco di sali minerali e di fibre e inoltre possiede proprietà farmacologiche.

Paola Desiderio
Addetto Stampa A.A.S.T. Paestum
paoladesiderio@paestum.it

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Il bufalo di qualità al Consorzio Alba


Gustosa, sana, sicura, nutriente e biologica, questi sono i 5 buoni motivi, secondo il Consorzio Alba, per consumare la carne di bufalo. Il Consorzio Alba (Allevatori bufalini Associati), con sede ad Ogliastro Cilento, sostiene e promuove il consumo della carne bufalina dal 1998. Nella mia visita, insieme al Direttore, dott. Luigi Aldo Baj (nella foto), ho potuto costatare con quanta cura, professionalità, impegno e soprattutto igiene è lavorata la carne. L?Alba distribuisce autonomamente i propri prodotti, sia freschi che insaccati come l?assolo (bresaola di bufala), la schiacciata di Paestum, la soppressata, il bufalino cocktail e la salsiccia sia dolce che piccante. Il bufalo, da anni snobbato e dimenticato, grazie all?impegno del consorzio ha sempre più consensi nei confronti dei ristoratori e dei consumatori. Gli allevatori del consorzio, tutti cilentani, destinano alla macellazione solo i maschi fra i 12 e i 15 mesi di età che sono nutriti in modo esclusivamente naturale. Per garantire la qualità delle carni e la salute degli animali, i veterinari dell?ASL sono presenti quotidianamente per effettuare continui controlli, tutto questo a vantaggio del consumatore che con la carne di bufalo è certo di gustare un prodotto nostrano e sicuro. I vantaggi di questa carne rossa sono una maggior capacità di ritenzione idrica rispetto ad altre carni, un bassissimo contenuto di grassi saturi, molte proteine, una consistente percentuale di ferro, meno calorie dei bovini, molta digeribilità ed un basso tenore di colesterolo, tutti pregi che ne fanno un alimento adatto soprattutto ad anziani, bambini, sportivi e cardiopatici.
Gli associati all?Alba sono: l?Azienda Agricola Chirico Benedetto di Ascea, l?Azienda Zootecnica dell?Alento di Perito, l?A. A. Salati Ianniti Evelina e l?A. A. Bellelli Ettore di Capaccio, l?A. A. Contini Francesco di Altavilla Silentina, l?A. A. Fravita di Matinelle, e l?A. A. Palumbo Pasquale di Eboli.
Grazie alla volontà e all?intuito di queste aziende, la bufala, presente nell’Italia meridionale già in epoca romana, non è solo mozzarella, ma anche carne e salumi di qualità che vanno a vantaggio della nostra economia.
Chi vuol avere un primo approccio con il ?bufalo? dell?Al.B.A. a Capaccio-Paestum può provare presso l?Osteria La Pergola, Il Vecchio Podere, il Ristorante Oasi, La Ruota del Pavone, il Ristorante Nettuno, la Masseria Eliseo e la Tenuta Seliano; a Battipaglia al ristorante Tavernola, a Pontecagnano alla Masseria Casella, ed a Salerno al ristorante Spunzillo.
Il Consorzio Alba è molto attivo a livello promozionale. Con la collaborazione di Slow Food ha organizzato 14 cene in altrettante città italiane per far conoscere la carne bufalina cilentana. Inoltre è stato presentato un ricettario redatto con l?aiuto di grandi chef che è andato letteralmente a ruba. Per chi ha la passione della cucina, tutte le ricette le può trovare sul sito del Consorzio.

Recapito: Consorzio Alba (Allevatori Bufalini Associati), Località Difesa, zona industriale ? 84061 Ogliastro Cilento (SA) ? tel. 0974.844019 ? fax 0974.844127 ? sito web: www.consorzioalba.com – e-mail: info@consorzioalba.com

Diodato Buonora – febbraio 2004

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