cilentano

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Viaggi e assaggi…

…Gusto cilentano e ospitalità alla "Panoramica" di Giungano

In questa tappa, alla ricerca dei nostri sapori e delle nostre cose belle, sono a Giungano. Il paese è piccolo, poco più di 1000 abitanti, ed è situato ai confini del Comune di Capaccio. Chi ha visitato il centro storico, rimasto quasi intatto, ricorda bene come l’insieme mostra tutta la bellezza architettonica del Medioevo, dei Palazzi Signorili e dei portali. Qui, ogni anno ad agosto, si svolge la festa dell’antica Pizza Cilentana, organizzata dall’associazione "Cilentum Pizza". Il paese viene addobbato con tante piante, fiaccole e bracieri e, utilizzando 9 forni antichi già esistenti nelle case gentilizie, vengono riaperti antichi portoni. Alla festa partecipa tutto il paese, più di 200 collaboratori, dai bambini delle scuole elementari che fanno giochi antichi, alle persone anziane che riproducono i mestieri di una volta. Per l’occasione c’è tanta musica, anche itinerante, e tanta allegria. Viene promosso il prodotto pizza cilentana in tutta la sua filiera dalla farina al cacio ricotta di capra stagionato.

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Un mio articolo pubblicato su  "Tempi-Cilento" di luglio 2008, mensile in vendita in tutte le edicole del Cilento

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L?azienda Sacchetta, l?amore verso il nostro territorio di un cilentano del nord

Il mondo del vino continua ad essere in pieno fermento ed è praticamente impossibile tenerlo sotto controllo. L?ultimo esempio di questa ?rivoluzione? è la scoperta di una cantina che, pensate, è a 10 minuti da dove abito. Quando mi hanno proposto di assaggiare un vino prodotto nel Comune di Ogliastro Cilento, con regolare etichetta e tutto il resto, e che già da alcuni anni produce vini bianchi e rossi Paestum Igt (Indicazione Geografica Tipica), non credevo fosse possibile. Mi sembrava strano che non ne avessi mai sentito parlare. È proprio il caso di affermare: ?Mai dire mai?. Conosciuto ed assaggiato il vino, ho voluto conoscere il produttore, Giovanni Cantalupo (nella foto), il quale si è trasferito a Milano nel lontano 1959 e che da 9 anni ha impiantato un vigneto nella sua terra d?origine creando l?azienda Sacchetta. Una parentesi simpatica per spiegare l?origine del nome dell?azienda: Sacchetta era il soprannome del papà di Giovanni che ai suoi tempi faceva il sarto ad Eredita Cilento (frazione di Ogliastro). Era chiamato così per il modo in cui faceva le tasche, in pratica sempre troppo piccole. Per arrivare in azienda è molto semplice: dalla S.S. 18 arrivando da Salerno si esce subito dopo Paestum, si va verso Ogliastro, pochi Km sulla sinistra s?intravede la segnaletica per Cicerale. Si continua seguendo le indicazioni per questa cittadina e dopo aver imboccato la salita e proseguito per pochi km, sulla destra s?intravede un casolare rivestito di pietre (una vecchia ?passulara?, che era usata per seccare i fichi) con davanti dei bellissimi bouganville. Qui c?è l?azienda Sacchetta. In occasione della mia visita era un?afosa giornata di fine giugno. Nonostante ciò si poteva ammirare un panorama mozzafiato dove da una parte s?intravedeva il mare e la piana di Paestum (sembra che nelle giornate limpide si possa ammirare Capri e la Costiera Amalfitana), mentre dall?altra parte si godeva un?insolita vista panoramica su Eredita Cilento. Il vigneto è curato come se fosse un giardino: impianto a gocce pianta per pianta per l?intera superficie vitata che è di circa un ettaro. L?acqua che viene utilizzata è quella di ?pozzo?, che, analizzata, ha dato un risultato da far invidia alle migliori acque pure che esistono in commercio. Per il momento, in azienda, si raccolgono unicamente le uve che vengono vinificate a Colliano nell?azienda di Carlo Cupo sotto la supervisione dell?enologo Antonio Pesce. Due i vini prodotti: il ?San Maffeo Biancamano Bianco Paestum Igt?, 5500 bottiglie di un bianco ottenuto da uve Trebbiano, Malvasia e Chardonnay e 5500 bottiglie di ?Le Suarè Rosso Paestum Igt?, un rosso vinificato con uve Aglianico e Cabernet Sauvignon. I nomi dei vini sono dati dalle località dove sono ubicati i vigneti, con l?eccezione che il rosso è stato volutamente ?francesizzato? da Giovanni aggiungendo l?accento sulla ?e?. Tutte le bottiglie sono numerate. La produzione è quasi interamente commercializzata, senza problemi, a Milano o sul Lago di Garda. Difatti, Giovanni, anche se pensionato, vive ancora a Milano e viene ad Ogliastro una decina di volte all?anno. Una sola persona lavora annualmente in azienda ed è il bravo Alfonso Vinci. Giovanni, con questa assunzione, fieramente ci confessa che ha evitato che un altro cilentano prendesse il treno per andare verso il nord. Alla ?Sacchetta?, oltre al vino, producono olio extravergine d?oliva, fichi bianchi del Cilento, pomodori secchi farciti, prugne, mandorle e un buon miele. Con tutti i prodotti dell?azienda, durante il periodo natalizio, viene confezionato un cesto-regalo che è molto richiesto da diverse aziende del Nord. Quanto prima si pensa di organizzare in azienda una sala degustazione e di avere tutta l?attrezzatura per poter vinificare ad Ogliastro. Appena pronta, la ?Sacchetta? è organizzata per poter essere visitata anche dai diversamente abili. Veramente una bella realtà che mostra l?amore verso il nostro territorio da parte di un cilentano del nord.
Recapito: Azienda Agricola Sacchetta. Località Suare, 84061 Ogliastro Cilento (SA). Sede legale e commerciale: Via Pablo Neruda 7/E, 20093 Cologno M.se (MI). Tel. 02.2532995 ? 335.5786360

Diodato Buonora – giugno 2007

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?La via dell?olio cilentano?, un percorso enogastronomico e culturale per rilanciare l?oro verde del Cilento

Prende il via venerdì prossimo a Butani ?La via dell?olio cilentano?, significativa iniziativa di valorizzazione territoriale che vede protagonista l?olio di oliva dell?areale di produzione della Denominazione di Origine Protetta del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Elemento fondamentale della dieta mediterranea ideata dallo studioso americano Ancel Keys, l?olio cilentano rientra a pieno titolo nel paniere alimentare dei prodotti di eccellenza della Comunità Montana Lambro e Mingardo e rappresenta una indispensabile risorsa turistica e culturale sulla quale è stato avviato un articolato programma di eventi che parte venerdì. La prima tappa è fissata alle ore 11 dell?11 maggio prossimo con la presentazione del progetto presso l?Aula Consiliare della Comunità Montana a Futani dove intervengono il presidente Pietro Forte, l?assessore al Turismo Carmelo Stanziola, il regista Giandomenico Curi ed il direttore artistico Gaetano Stella. Il calendario prosegue a Centola, sempre alle ore 11 ma di sabato 19 con il taglio del nastro della mostra fotografica ???Na frasca e ?na petra?? e quindi alle 21 con uno spettacolo folk di scena a Centola; il 3 giugno, invece, a Pisciotta prima alle ore 10 spazio al convegno con degustazione sul tema ?Cilento, solo olio d?oliva? e in serata gran finale con uno spettacolo folk. Dall?8 al 10 giugno, invece, si tengono le degustazioni con spettacoli folk e mostre mercato ad Ascea, mentre il 17 giugno si passa a Camerata: alle ore 11 c?è l?inaugurazione della mostra fotografica ?Segni cilentani? presso la frazione Marina in località porto e alle 21 si chiude con lo spettacolo teatrale ?I crociati? presso l?anfiteatro Kamaraton.

Le dichiarazioni
?L?olio di oliva, elemento fondamentale della dieta mediterranea, è uno dei prodotti di eccellenza del paniere alimentare della Comunità Montana Lambro e Mingardo e l?oliveto, con le sue forme cangianti sia nei colori che nelle dimensioni delle varie cultivar, connota il paesaggio rurale dell?intero territorio comprensoriale. L?uomo che qui ha scelto di dimorare nei millenni ha plasmato il paesaggio, anche in funzione del reperimento di aree da destinare alla coltivazione dell?olivo, per consegnarcelo così come oggi lo vediamo. La Comunità Montana, conscia del ruolo istituzionale che le è proprio, intende attivare programmi di valorizzazione della produzione dell?olio di oliva e, nel contempo, avviare percorsi di conoscenza legati alla gastronomia tipica. L?invito che si rivolge al moderno viaggiatore è quello di visitare con occhio attento ed animo aperto il nostro territorio, il quale non si sottrarrà al suo compito di ospite attento e premuroso?.

Presidente Comunità Montana Lambro e Mingardo
Pietro Forte

?La Comunità Montana Lambro e Mingardo gode di quelli che sono gli appeal naturali richiesti dal mercato turistico internazionale: costa, collina e montagna. Grazie alla sensibilità e alla collaborazione di altri enti, si è inteso dare anche un valore aggiunto a tutto ciò attraverso una serie di eventi, tra i quali anche ?La via dell?olio cilentano? che sicuramente contribuirà a qualificare l?intero comprensorio e, nello stesso tempo, a renderlo ancora più accogliente. Siamo sempre più convinti, che solo grazie alla sinergia tra le istituzioni e gli operatori turistici si riescono a dare quel valore aggiunto e quella spinta determinante allo sviluppo del territorio. Diventa quindi fondamentale, in questo contesto, il ruolo di ?trait d?union? tra i vari protagonisti che la Comunità Montana sta cercando di attivare e di coordinare a vari livelli?.

Assessore al Turismo Comunità Montana Lambro e Mingardo
Carmelo Stanziola

Salerno, 9 maggio 2007 ufficio stampa
dott.ssa Maristella Di Martino
347.4631482

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Ilaria Di Bartolomeo: miele, confetture e?vino cilentano

Da tempo, su queste pagine, affermiamo che con l?impegno, la capacità, la competenza, la serietà e la volontà di ottenere dei risultati si hanno sempre dei buoni frutti. In poche parole: la serietà paga sempre. Un esempio? Ilaria Di Bartolomeo, nata a Torino da genitori cilentani (provenienti da Perdifumo), nel 1997 decide di ritornare alle origini, lasciando il freddo nord per il nostro verde Cilento, che ci invidiano da più parti. È stato proprio un caso d?immigrazione al contrario. In un momento dove in gran parte dei paesi del Cilento i giovani emigrano verso le città per esigenze lavorative, Ilaria ha dimostrato che basta avere le idee chiare ed il successo può giungere ovunque. Sfruttando alcune proprietà di famiglia, la Di Bartolomeo avvia un?attività di apicoltura per la produzione di miele monofloreale. Amante della natura, ha pensato di approfittare dell?ambiente incontaminato del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, trasferendo al prodotto finale i profumi ed i sapori che offre la nostra natura. Poi, sempre con lo stesso amore verso le cose buone ha iniziato a produrre confetture e marmellate con frutta ottenuta con agricoltura biologica. È stato un successo con tantissimi consensi positivi dagli amanti della gastronomia di qualità. Oggi l?Apicoltura S. Pietro (questo il nome dell?azienda) offre una vasta gamma di prodotti che ?parlano? esclusivamente il ?cilentano?. I vari mieli sono ottenuti da alveari ubicati in svariate zone del Parco: per esempio il miele di castagno viene prodotto a Perdifumo e quello di eucalipto a San Marco di Castellabate. Altri mieli sono il millefiori, l?acacia, la sulla (una pianta foraggiera caratteristica dei terreni argillosi della regione mediterranea; fiorisce verso la fine della primavera con un bel fiore rosso), gli agrumi e i limoni. In totale, si producono circa 100 q di miele che inizialmente era commercializzato solo in Campania. Poi, pian pianino, ha varcato i confini regionali e nazionali. Difatti, una grande catena di supermercati inglesi, che distribuisce prodotti alimentari italiani di qualità, ha i prodotti dell?Apicoltura San Pietro nel suo catalogo. Inoltre, un cilentano a Monaco di Baviera che importa prodotti nostrani di nicchia, ha inserito i vasetti della S. Pietro nei migliori punti vendita enogastronomici di tutta la regione. Per una completa panoramica citiamo gli altri prodotti dell?azienda: come confetture troviamo quella di fragole, fichi cilentani, albicocche, zucca, pesche, cipolle, prugne, more, mirtilli e lamponi; mentre come marmellate quella di arance, limoni e mandarini. Per far conoscere i suoi prodotti, Ilaria li ha presentati alla ?Mia? di Rimini, al ?Cibus? di Parma e al ?Salone del Gusto? di Torino, tre delle più importanti fiere del settore. Ora è proprio il caso di dire: non finisce qua! Dal 2003 sono stati acquistati 16 ettari di terreno (nei quali ci sono 2,5 ettari coltivati a vigneti, oltre a 1400 piante d?ulivo) in località Marettima nel comune di Laureana Cilento e dal 2004 si è iniziata la produzione dei primi vini DOC e di un olio che ha una bassissima percentuale di acidità. Nelle vigne sono coltivate uve fiano, trebbiano, malvasia e aglianico dalle quali Ilaria, con l?aiuto di suo fratello Daniele che cura la produzione (i due nella foto) produce 3 tipi di vino per un totale di circa 18.000 bottiglie: il Cilento Bianco Doc (è appena uscita l?annata 2005, nettamente più interessante della precedente), il Cilento Aglianico Doc (a giorni dovrebbe uscire l?annata 2004, assaggiata in cantina dobbiamo ammettere che promette molto bene), ambedue commercializzati con il nome di Noè. Il terzo vino è un aglianico giovane e leggero (finalmente: la maggior parte dei viticoltori si ostinano a produrre vini molto alcolici) che solo da qualche giorno vediamo in giro con un?interessante etichetta rossa ed il nome di ?Archetto?. Ilaria, da donna del miele a donna del vino, un?imprenditrice che ama il Cilento e vedrete, queste terre le daranno il premio che si merita.

Recapito: Apicoltura S. Pietro, Contrada S Pietro, 84072 Castellabate (SA). Tel./fax 0974.960964 ? 3334983566. e-mail apisanpietro@tiscali.it

Diodato Buonora – giugno 2006

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Una casetta appollaiata su una piccola collina, intorno viti curate in modo maniacale, tanto verde, aria salubre, molta natura, il mare non si vede ma non è lontano; se ne respira l?aria. Siamo appena fuori Agropoli in contrada Moio, l?azienda è quella di Carmine Botti (nella foto), un signore di 56 anni con una vita interamente dedicata al vino cilentano. Carmine, la bontà in persona, gentilissimo e disponibile; parlare con lui di vino non ci si stanca mai. Da quando una delle due figlie, Emiliana, ha iniziato a lavorare con lui è più felice, la tradizione vinicola familiare potrà continuare. L?azienda vinifica unicamente il raccolto delle uve coltivate nei 5 ettari di proprietà, sufficienti a produrre poco più di 30.000 bottiglie, quasi tutte a Denominazione d?origine controllata. La cantina è al piano seminterrato, dove soggiornano tranquillamente le botti e le barrique (piccole botti). Carmine vorrebbe la sua cantina più comoda e funzionale, ma ci confessa: «le restrizioni dovute al Parco non mi consentono di avere una cantina come vorrei, anzi, questo Parco da tutti decantato, a me ha provocato solo grattacapi». Però, tutto questo non gli vieta di fare il vino come piace a lui, cura le bottiglie una ad una, dalla raccolta all?imbottigliamento, il tutto eseguito con amore e passione. I suoi vini: il Cilento Bianco Doc, ottenuto in prevalenza con uve fiano, di un invitante colore giallo paglierino, è adatto come aperitivo o per accompagnare le alici fritte e l?insalata di mare; il Cilento Rosato Doc, prodotto con uve aglianico, sangiovese e primitivo, tipologia di vino snobbata dai più, ma è adatto e piacevole per essere bevuto in compagnia, di preferenza sotto una ?preola? e magari accompagnando la più classica delle ?acquasale?; il Cilento Aglianico Doc, un vino dove c?è tutta la forza della nostra terra, per intenderci quello della domenica e delle feste, che può accompagnare alcuni dei più famosi piatti delle nostre tradizioni come fusilli, cavatielli, salumi cilentani, capretto ed agnello; di questo vino ne esiste una versione superiore che ha ricevuto un ulteriore invecchiamento sia in barrique che in bottiglia. Inoltre, l?azienda Botti, vinifica un bianco e un rosso da tavola, semplici, ma ugualmente prodotti con grande professionalità. Approfittate delle ultime giornate di sole per fare una capatina in contrada Moio ad Agropoli. In cantina c?è sempre qualcuno ed è possibile acquistare anche una sola bottiglia a prezzi molto convenienti. Salute.

Diodato Buonora – settembre 2004

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Dopo vino, olio, carne di bufala e mozzarella, il nostro ?viaggio del gusto?, ha fatto tappa in una pescheria, o meglio dire, una pescheria doc. Siamo a Paestum, in contrada Laura, la zona degli alberghi e dei ristoranti più alla moda. Qui al centro, dove sono i semafori, troviamo la ?Pescheria Anna?, gestita da Liberato Serrapede (nella foto). Liberato è una persona squisita e disponibile che ci parla volentieri del suo lavoro, della sua passione a vendere il pesce, una passione che in famiglia si tramanda da oltre trent?anni. La storia ebbe inizio nel ?70, quando la signora Anna, mamma di Liberato, aprì una pescheria in Via Piave ad Agropoli. Successivamente nell?80 fu aperta una succursale in Via Risorgimento sempre ad Agropoli e poi ancora verso la fine degli anni ?90 un punto vendita anche a Paestum, che in poco tempo è diventata una tappa obbligatoria per chi cerca il pesce cilentano e non solo. Noi siamo stati in pescheria dopo due giorni di pioggia continua, e nonostante ciò, i banchi del negozio, igienicamente impeccabili, offrivano quanto di meglio il nostro mare possa offrire: spigole di mare, sogliole, seppie, triglie, mollame, cefali, polipi e sgombri. Inoltre non manca mai la pescatrice (o coda di rospo), il rombo chiodato, i frutti di mare (che generalmente arrivano da Chioggia) e i pesci d?allevamento (per chi non ha troppe pretese). Quotidianamente, Liberato si approvvigiona del pesce che i suoi pescatori di fiducia pescano lungo le coste di Agropoli, Santa Maria di Castellabate ed Acciaroli. Dopodiché, sempre in nottata, va al mercato ittico di Salerno per vendere il pesce in esubero ed acquistare quello che i suoi numerosi clienti gli ordinano; tra essi molti ristoratori ed albergatori che tutte le mattine di buonora arrivano da Liberato per accalappiarsi il pesce migliore. Naturalmente, quello più richiesto e gettonato è proprio quello del nostro mare. Chiacchierando con Liberato abbiamo scoperto qualche mania di clienti particolari, come quella di un ristoratore emergente della zona, che cerca solo il pesce raro e nostrano, quello che profuma di Cilento. Come dicevamo sopra, da Liberato non c?è solo Cilento, troviamo sempre gli astici vivi che arrivano dal Canada, oppure le anguille, le stesse che a Natale vanno a ruba. Ancora, il buono e umile baccalà, solo quello di qualità, poi troviamo i pesci affumicati: salmone, spada e tonno; i gamberi all?acqua, i pesci marinati come alici, salmone, orata e spada, poi, la bottarga e il succedaneo del caviale. Abbiamo chiesto a Liberato poche regole per riconoscere un pesce fresco: occhi lucidi, non scavati, branchie rosse, duro al tatto e colore vivo lucente. Adesso, dopo aver scritto, mi vien voglia di una bella fritturina di alici nostrane, naturalmente quelle di ?. Liberato.

Recapito: Pescheria Anna, Via F. Gregorio 5 ? 84040 Laura-Capaccio (SA) ? tel. 0828.851926

Diodato Buonora – aprile 2004

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Sono di nuovo ad Agropoli, la porta naturale del Cilento. L?azienda che ho visitato è quella di ?Marino?, rinomata per i suoi buoni vini e l?ottimo olio extravergine d?oliva. A ricevermi ho trovato Raffaele Marino (nella foto), una persona squisita, gentile e disponibile con una gran passione per la nostra terra: il Cilento. Raffaele è un cilentano verace ed è orgoglioso di esserlo. Ha un contatto ?diretto? con tutti i prodotti ottenuti nella sua azienda; è lui che segue tutti i lavori in prima persona. In occasione della mia visita (inizio maggio) era nella vigna; le viti, dopo il lungo inverno, hanno da poco ripreso la vegetazione e devono essere zappate e pulite; le piante ?conoscono? lui, il suo modo di lavorare, quello antico, nostrano, che gli è stato trasmesso da suo padre Lorenzo. La ?Marino? può essere considerata il fiore all?occhiello delle nostre aziende; a mio avviso è la più bella cantina del Cilento, sia sotto il profilo architettonico che quello panoramico. La struttura è elegante e rustica, munita di torre, parzialmente rivestita in pietre, circondata di cipressi e distese di viti che fanno ricordare i paesaggi che si vedono sui depliant delle aziende toscane; a questa vista, che crea un?atmosfera dimenticata, si ha l?impressione di fare un tuffo nel passato. Beati quelli che, anche solo per una notte, riescono ad occupare una delle sei camere dell?agriturismo incorporato all?azienda. Tornando al vino, chi segue questo mondo sa che i ?Marino? con impegno e un lungo iter burocratico riuscirono per primi nel 1992, a produrre i vini Doc nel Cilento. In precedenza, quando tutti impiantavano vitigni adatti solo ad ottenere grandi quantità, i Marino ricominciarono a coltivare i ?nostri? autoctoni, quelli che furono importati dai greci. Il tempo ha dato loro ragione, oggi l?azienda si estende in un unico corpo su di una superficie di circa 30 ettari, dei quali 16 a vigneto specializzato, 10 ad oliveto ed il resto a seminativo. Attualmente è la sola azienda cilentana che produce tutta la gamma dei vini Cilento Doc: il bianco (ottenuto da uve fiano, malvasia bianca e trebbiano), il rosso (aglianico, barbera e piedirosso), il rosato (sangiovese, aglianico e primitivo) e l?aglianico che l?azienda Marino ha messo in commercio quest?anno per la prima volta. Altre ?chicche? dell?azienda sono i vini Paestum Igt (indicazione geografica tipica), che sono il fiano, l?aglianico, il piedirosso (unico produttore cilentano a vinificare questo vitigno in purezza) ed il fiano vendemmia tardiva, il mio preferito. Questo vino è prodotto da uve fiano al 100%, provenienti dalla vigna denominata San Vincenzo, sita in una collina a poca distanza dal mare. Le uve, in questo luogo, subiscono un processo di maturazione ottimale, dovuto all?esposizione al sole dall?alba al tramonto e ad una leggera brezza marina che le mantiene asciutte e le preserva da attacchi di malattie fungine. Anche se l?uva matura ad inizio settembre, viene raccolta a fine ottobre, in modo da ottenere un frutto molto zuccherino che dà al vino quelle caratteristiche necessarie per farlo diventare un grande ?Fiano vendemmia tardiva?, 14-14,5 gradi tutti da godere. Completano la gamma dei vini Marino il Raustiello Bianco e la Fonte del Saraceno sia bianco che rosso, vini da tavola leggeri che hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo. Da provare l?olio extravergine d?oliva Marino: un prodotto che offre profumi e sapori dimenticati.

Recapito: Azienda Agricola Marino, Via Fontana Saracena-Moio ? 84043 Agropoli (SA) ? Tel. & fax 0974.821719. Sito web: www.vinimarino.com e-mail: info@vinimarino.com

Diodato Buonora – maggio 2005

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