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Di Biasi, il lemoncello del ?Pelè? della Calpazio

Fine anni ?60, inizio anni ?70: erano i tempi delle grandi sfide tra la Poseidon e la Calpazio. Non mi ricordo in che categoria giocavano, ma la rivalità tra i pestani ed i capaccesi era molto sentita. In quel periodo non c?era Sky. Le partite in diretta di serie ?A? erano un sogno. Ci facevano vedere in differita un solo tempo di una partita alle ore 19. Veniva spontaneo, tutte le domeniche, munirsi di radiolina ed andare al campo a tifare per le nostre ?squadrette? del cuore. Ogni team nostrano aveva il suo campione, colui che con le sue gesta riempiva gli spalti di giovani e meno giovani. L?idolo della Calpazio era Franco Di Biasi, che tutti chiamavamo con il nome di Pelè, il calciatore brasiliano considerato il più grande calciatore di tutti i tempi. Pensate come era bravo il Di Biasi per essere paragonato ad un simile campione. Ora, Franco Di Biasi ha 55 anni (nella foto tra i figli Domenico ed Angelo), lavora al comune come capo messo. In precedenza era stato un rispettato vigile urbano. Sin qui, nulla a che vedere con i nostri itinerari, ma questa storiella, che vagamente ricorda la mia infanzia, mi ha molto appassionato, anche perché è l?origine della nostra meta del gusto. Eravamo nell?anno 2000, tempi difficili per trovare un impiego o un lavoro, il nostro ?Pelè? ebbe un?idea magica, simile a quei colpi di tacco che solo i grandi campioni calcistici sanno fare. Inventò un lavoro per Domenico, il suo primogenito che, avendo superato la ventina, aveva difficoltà a rendersi indipendente e crearsi una vita propria. Ed ecco che a casa Di Biasi s?iniziò a produrre il limoncello, sì, proprio il liquore che da qualche anno è il più gettonato delle estati italiane. Si cominciò con l?utilizzare i limoni propri e successivamente quelli nostrani prodotti da agricoltori di fiducia, che non hanno utilizzato trattamenti chimici nelle loro colture. Quella che era solo un?idea, oramai è diventata un lavoro che Domenico svolge con grande passione. Le circa 10.000 bottiglie prodotte annualmente sono distribuite nei migliori alberghi e ristoranti della provincia e si trovano in tutti i supermercati ?Crai? dell?Italia del Nord. Le bottiglie sono commercializzate nelle forme più curiose e belle: luna con stella (500 ml), opera (700 ml), fiasco impagliato (500 ml), anfora Ke (200 ml) e luna (200 ml). In pratica, tante forme che sono adattissime ad essere utilizzate come regali. Su tutte le etichette troviamo ben evidente un?immagine del Tempio di Nettuno. Quindi esportare in giro per l?Italia e nel Mondo una di queste confezioni è come portare dei piccoli nostri ambasciatori, che a tavola parlano dei nostri luoghi e delle nostre terre. In azienda ci viene spiegato come il ?Lemoncello Di Biasi? (chiamato così perché sembra che fino a qualche anno fa la parola limoncello poteva essere utilizzata unicamente dai capresi) viene prodotto in modo del tutto artigianale. Questa la semplice ricetta: ?prendete una decina di limoni nostrani, non trattati, e sbucciateli con il pelapatate, facendo in modo di togliere solo la parte gialla (quella bianca conferisce al prodotto un sapore amaro). Mettete in infusione a freddo in un litro di alcool a 95° per 8-10 giorni in un recipiente chiuso. Preparate uno sciroppo con 500 grammi di zucchero e 1 litro di acqua bollente. Lasciate raffreddare completamente, altrimenti il liquore tende a diventare torbido. Nel frattempo filtrate accuratamente l’alcool. Unite lo sciroppo e lasciate riposare per qualche giorno. Filtrate nuovamente ed imbottigliate?. Una curiosità, i ? Di Biasi? sono anche ?musica?: Angelo (batteria), Domenico (chitarra) ed il cugino Carmine (sax) formano un apprezzato gruppo Jazz chiamato ?DBS?. Cosa volete di più dalla vita? Prima lo sport, poi la musica e per finire un ?lemoncello.
Recapito: Lemoncello Di Biasi, Via Varolato 215, 84050 Gromola – Capaccio (SA). Tel.0828.861283

Diodato Buonora – marzo 2006

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