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l Itinerari del gusto…

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Le degustazioni…

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Successi per l’azienda di Agostino Vicentini di Colognola ai Colli (VR)

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L?azienda Sacchetta, l?amore verso il nostro territorio di un cilentano del nord

Il mondo del vino continua ad essere in pieno fermento ed è praticamente impossibile tenerlo sotto controllo. L?ultimo esempio di questa ?rivoluzione? è la scoperta di una cantina che, pensate, è a 10 minuti da dove abito. Quando mi hanno proposto di assaggiare un vino prodotto nel Comune di Ogliastro Cilento, con regolare etichetta e tutto il resto, e che già da alcuni anni produce vini bianchi e rossi Paestum Igt (Indicazione Geografica Tipica), non credevo fosse possibile. Mi sembrava strano che non ne avessi mai sentito parlare. È proprio il caso di affermare: ?Mai dire mai?. Conosciuto ed assaggiato il vino, ho voluto conoscere il produttore, Giovanni Cantalupo (nella foto), il quale si è trasferito a Milano nel lontano 1959 e che da 9 anni ha impiantato un vigneto nella sua terra d?origine creando l?azienda Sacchetta. Una parentesi simpatica per spiegare l?origine del nome dell?azienda: Sacchetta era il soprannome del papà di Giovanni che ai suoi tempi faceva il sarto ad Eredita Cilento (frazione di Ogliastro). Era chiamato così per il modo in cui faceva le tasche, in pratica sempre troppo piccole. Per arrivare in azienda è molto semplice: dalla S.S. 18 arrivando da Salerno si esce subito dopo Paestum, si va verso Ogliastro, pochi Km sulla sinistra s?intravede la segnaletica per Cicerale. Si continua seguendo le indicazioni per questa cittadina e dopo aver imboccato la salita e proseguito per pochi km, sulla destra s?intravede un casolare rivestito di pietre (una vecchia ?passulara?, che era usata per seccare i fichi) con davanti dei bellissimi bouganville. Qui c?è l?azienda Sacchetta. In occasione della mia visita era un?afosa giornata di fine giugno. Nonostante ciò si poteva ammirare un panorama mozzafiato dove da una parte s?intravedeva il mare e la piana di Paestum (sembra che nelle giornate limpide si possa ammirare Capri e la Costiera Amalfitana), mentre dall?altra parte si godeva un?insolita vista panoramica su Eredita Cilento. Il vigneto è curato come se fosse un giardino: impianto a gocce pianta per pianta per l?intera superficie vitata che è di circa un ettaro. L?acqua che viene utilizzata è quella di ?pozzo?, che, analizzata, ha dato un risultato da far invidia alle migliori acque pure che esistono in commercio. Per il momento, in azienda, si raccolgono unicamente le uve che vengono vinificate a Colliano nell?azienda di Carlo Cupo sotto la supervisione dell?enologo Antonio Pesce. Due i vini prodotti: il ?San Maffeo Biancamano Bianco Paestum Igt?, 5500 bottiglie di un bianco ottenuto da uve Trebbiano, Malvasia e Chardonnay e 5500 bottiglie di ?Le Suarè Rosso Paestum Igt?, un rosso vinificato con uve Aglianico e Cabernet Sauvignon. I nomi dei vini sono dati dalle località dove sono ubicati i vigneti, con l?eccezione che il rosso è stato volutamente ?francesizzato? da Giovanni aggiungendo l?accento sulla ?e?. Tutte le bottiglie sono numerate. La produzione è quasi interamente commercializzata, senza problemi, a Milano o sul Lago di Garda. Difatti, Giovanni, anche se pensionato, vive ancora a Milano e viene ad Ogliastro una decina di volte all?anno. Una sola persona lavora annualmente in azienda ed è il bravo Alfonso Vinci. Giovanni, con questa assunzione, fieramente ci confessa che ha evitato che un altro cilentano prendesse il treno per andare verso il nord. Alla ?Sacchetta?, oltre al vino, producono olio extravergine d?oliva, fichi bianchi del Cilento, pomodori secchi farciti, prugne, mandorle e un buon miele. Con tutti i prodotti dell?azienda, durante il periodo natalizio, viene confezionato un cesto-regalo che è molto richiesto da diverse aziende del Nord. Quanto prima si pensa di organizzare in azienda una sala degustazione e di avere tutta l?attrezzatura per poter vinificare ad Ogliastro. Appena pronta, la ?Sacchetta? è organizzata per poter essere visitata anche dai diversamente abili. Veramente una bella realtà che mostra l?amore verso il nostro territorio da parte di un cilentano del nord.
Recapito: Azienda Agricola Sacchetta. Località Suare, 84061 Ogliastro Cilento (SA). Sede legale e commerciale: Via Pablo Neruda 7/E, 20093 Cologno M.se (MI). Tel. 02.2532995 ? 335.5786360

Diodato Buonora – giugno 2007

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Passulara, un?azienda biologica per il fico bianco del Cilento

Una delle cose belle di questa rubrica è che mi permette di andare in giro un po? in tutta la provincia, cosa che altrimenti, dato i miei numerosi impegni professionali e non, mi sarebbe molto difficile. L?ultimo mio ?itinerario? mi ha portato nel Cilento ed esattamente a Rutino dove avevo un appuntamento con Giuseppe Di Fiore (nella foto), titolare dell?azienda agricola biologica ?Passulara?, che, dopo aver impiantato nel 1999 un bellissimo ?ficheto? nella vicina Torchiara, da due anni commercializza il vero fico bianco del Cilento Dop. Per arrivarci, si esce dalla S.S. 18 a Prignano Cilento (pochi km dopo Agropoli) e ci si lascia guidare dalle indicazioni, che in questo angolo di paradiso sono ubicate in modo perfetto, per intenderci, alla svizzera. Se ci andate vi rendete conto che la zona è veramente tenuta molto bene sia nel pubblico che nel privato. Per alcuni momenti ho avuto l?impressione di attraversare un paesaggio valdostano o altoatesino, segno che da queste parti anche i politici si sono impegnati per la salvaguardia di una zona che è patrimonio mondiale protetto dall?Unesco. Arrivato a Rutino, ho fatto una bella chiacchierata con Giuseppe Di Fiore e soprattutto una lunga passeggiata in azienda per ammirare le bellezze naturali, agricole e paesaggistiche che offre la zona. Di Fiore, che da anni s?interessa di gastronomia, è il responsabile dei vini della Campania per il gruppo Partesa, è uno dei soci dell?azienda cilentana vitivinicola Barone e, come dicevamo sopra, è il titolare di ?Passulara?. L?azienda si estende su sei ettari, vi sono impiantate 2500 piante di fichi che sono coltivate rigorosamente in modo biologico e sono certificate da Is.Me.Cert (Istituto Mediterraneo di Certificazione dei prodotti e dei processi del settore agroalimentare), l?organismo di controllo per questo prodotto Dop. L?introduzione di questa pianta nel Cilento, originaria dell?Arabia meridionale, sembra essere precedente al VI secolo a.C. Essa è da attribuire ai coloni greci che da queste parti avevano fondato diverse città. Gradualmente questo frutto dalla metà del ?400 ad oggi si è trasformato da ?pane dei poveri?, come un tempo veniva definito, ad alimento pregiato da consumare soprattutto nel periodo natalizio. Il fico bianco da millenni caratterizza il paesaggio del Cilento. Ultimamente queste coltivazioni erano state quasi abbandonate ma il recente riconoscimento Dop ha fatto in modo che persone come Di Fiore, che amano i nostri prodotti e la nostra storia, investissero su di esse, anche perché da qualche anno in tutto il mondo vengono richiesti i nostri prodotti cilentani che, come sappiamo tutti, sono la base per la vera dieta mediterranea. La Dop Cilento del fico bianco si riferisce al prodotto essiccato della cultivar ?Dottato?, pregiata varietà di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno. L?azienda Passulara attualmente produce 100 quintali di fichi freschi che essiccati diventano 1/3 di essi. La raccolta si effettua in genere dal 20 agosto al 15 settembre e Di Fiore ci confessa che non è molto facile trovare manodopera per un periodo così breve. Tra i prodotti dell?azienda ci sono: i fichi secchi ed i fichi secchi mondi, che per lo più sono destinati a laboratori di pasticceria artigianale; il capicollo di fichi secchi mondi, commercializzato con il nome di ficollo, è a forma del famoso salume e oltre al frutto è farcito con mandorle, finocchietto e scorza d?arancia; la confettura di fichi in confezioni di 30 gr. (destinata soprattutto alla ristorazione di qualità) e di 310 gr.; poi due novità: l?Affresco che è un distillato di fichi del Cilento, 40 % di volume alcolico ed è ottenuto distillando con alambicco a bagnomaria a vapore indiretto dei fichi freschi in purezza a cui sono stati aggiunti dei lieviti selezionati; l?Essichè, invece, è un liquore di fichi secchi del Cilento che viene ottenuto macerando i frutti per circa 10 giorni in alcol puro.
Come ho già avuto modo di scrivere altre volte, onore a chi con il lavoro e la passione porta in giro i prodotti ed il nome del nostro Cilento. Complimenti.

Recapito: Azienda Agricola Biologica Giuseppe Di Fiore, Via S. Cesareo 3, 84070 Rutino (SA). Tel. 0974.830116 ? 335.1099781 ? e-mail: difioregiu@tiscali.it

Diodato Buonora ? giugno 2007

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All?azienda Paragano di Perdifumo, carni e salumi cilentani come una volta

Ricordo che ero ancora un bambino e a casa ogni anno si ammazzava il maiale. Era una festa che si aspettava con gioia. Erano i tempi che a Paestum quasi tutte le famiglie avevano il proprio porcellino che generalmente si acquistava il 24 marzo durante la fiera che si teneva alla vigilia della festa dell?Annunziata. Cresciuto ed allevato con cibi naturali il maiale diventava grande. Poi, verso dicembre-gennaio, appena arrivavano i primi freddi, era pronto per diventare salsicce, capicolli, soppressate, pancette, prosciutti e così via. Sicuramente erano altri tempi, ma i sapori di quei salumi che avevo impresso nella mia memoria non li avevo più sentiti, finché non ho assaggiato i salumi dell?azienda agricola Paragano che, per un istante, mi hanno fatto ritornare indietro nel tempo di almeno quarant?anni. Sì, forse avrò esagerato un po?, ma questi salumi sono la vera espressione della cultura cilentana degli insaccati, prodotti ?quasi? come venivano fatti una volta. Il ?quasi? non vuole assolutamente essere dispregiativo: i tempi sono cambiati e le cose non si fanno più come una volta, sia in allevamento che in trasformazione, è normale ed utile un po? di tecnologia. Andiamo per ordine: per raggiungere l?azienda si prende la strada che da Agropoli va verso Santa Maria di Castellabate. Poco prima di giungere a Santa Maria, sulla sinistra, oltre ad esserci l?insegna di Perdifumo, c?è quella dell?azienda Paragano. Si prosegue per poco più di un km e sulla sinistra si trova la macelleria dell?azienda che per chi conosce la zona diciamo che è in contrada Noce 6-7 km prima di Perdifumo. Qui sono stato ricevuto da Alberico, 34 anni, che si occupa della macelleria e della trasformazione delle carni, mentre il fratello Antonio, 31 anni (i due nella foto), s?interessa dell?allevamento degli animali. Alberico ci racconta che in passato lavorava in un?azienda di infissi in alluminio mentre suo fratello che si era diplomato al liceo scientifico, aiutava il papà nell?azienda agricola di famiglia. Le carni venivano vendute a vari macellai della zona. Poi, dal 2001 l?idea di aprire una macelleria e di commercializzare e trasformare in proprio le carni degli animali allevati in azienda. Oggi, Antonio si prende cura di circa 35 bovini, 50 maiali, tanti polli e 5 mucche. I bovini e i polli dopo essere stati macellati, vengono commercializzati come carni fresche, mentre con i maiali, in gran parte, vengono prodotti soppressate, salsicce, pancette e capicolli e ci si sta organizzando anche per ottenere dei prosciutti di qualità. Invece con il latte delle mucche si producono delle cacioricotte (formaggio tipico ottenuto con tecniche di lavorazione miste tra quelle del formaggio tradizionale e della ricotta), anch?esse vendute in loco. L?azienda Paragano non esporta i propri prodotti, essi vengono venduti a qualche ristorante o al dettaglio unicamente in contrada Noce. Quindi se volete assaggiarli non vi resta che segnarvi l?indirizzo sotto?

Recapito: Azienda Agricola Paragano – Via Noce, 18 ? 84060 Perdifumo (SA). Tel.0974.851888

Diodato Buonora – settembre 2006

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Montevetrano vince il 2° sondaggio sul DB news

Con quasi il 29% dei consensi, l?Azienda MONTEVETRANO di San Cipriano Picentino (SA), vince il 2° sondaggio ?vinicolo? in rete e conquista un posto in finale per aggiudicarsi il titolo della cantina campana preferita dai ?navigatori? del ?Diodato Buonora News?.
Ricordiamo che il primo sondaggio è stato vinto da Alfonso Rotolo di Rutino Cilento.
Attualmente in rete il 3° sondaggio: AVELLINO 1 (in testa per il momento Benito Ferrara di Tufo). A seguire ci saranno: Avellino 2, Benevento 1 e 2, Caserta 1 e 2, Napoli 1 e 2.
Tutti i primi classificati parteciperanno ad una finale virtuale.
VOTATE ANCHE VOI. Si può votare una volta al giorno per ogni sondaggio.

Questo il verdetto del 2° sondaggio:

1° Montevetrano 28,57%
2° Andrea Pagano 11,43%
3° Marisa Cuomo 10%
4° Apicella, Monte Pugliano, Reale, Ettore Sammarco, Val Calore, Ianniello-Scorziello, Mila Vuolo.

La storia del Montevetrano (da www.montevetrano.it)
La sua storia ha origine nell?entusiasmo di poter sperimentare tra amici, una passione condivisa per il vino dove i riferimenti mitici del momento nel gruppo erano i vini bordolesi.
Nel 1985 si reinnestò Aglianico Taurasi, Cabernet Sauvignon e Merlot su Barbera, Per?è palummo (piedirosso) e uva di Troia. Su circa due ettari di terreno.
Nel 1991 uscirono le pochissime prime bottiglie di Montevetrano per gli amici con Cabernet Sauvignon al 70% e Aglianico al 30%.
Fu una festa, sembrava un gioco, ma sorprendente perché il Montevetrano era molto superiore alle aspettative.
Riccardo Cotarella prese la cosa sul serio, Luca Maroni ci benedisse, Renzo Cotarella ci salutò tranquillo, Clara Viscogliosi (anima degli appassionati romani di vino, proprietaria dell?enoteca Roffi Isabelli di via della Croce) si eclissò sposandosi, il gruppo si disciolse.
Silvia Imparato e Riccardo Cotarella rimangono, lancia in resta, per un vino da invecchiamento di grandissima qualità.
E? nato nella terra di questa campagna, di questo sud così pieno di possibilità (allora non ancora tutte scandagliate) per la mitezza del clima, la ricchezza del terreno, la capacità professionale e lavorativa di chi ci vive e vi opera.
Ci si impegna in un investimento maggiore nel frattempo e l?annata ?92 fu appena un po? più prolifica nel numero di bottiglie, e decisiva poi per la definizione del Montevetrano che divenne al 10% Aglianico Taurasi, 60% Cabernet Sauvignon e 30% Merlot.
Le annate seguenti fino ad oggi, anche l?annata 2000, si differenziano nella produzione, anche secondo l?andamento climatico stagionale, ma il vino rimane sempre caratterizzato dalla complessità: per struttura, per l?insieme dei profumi speziati e per il sapore fruttato.

Riferimenti: Il risultato del 1° sondaggio

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L?azienda Rotolo vince il primo sondaggio ?vinicolo? sul DBnews

Con il 41% dei voti, gli ?internauti? votano Alfonso Rotolo (nella foto) come azienda vinicola preferita del Cilento. Il sondaggio, che difatti è un gioco, ha messo a confronto 10 aziende cilentane.
Su questo blog seguiranno altri 9 sondaggi, da dove usciranno altri 9 vincitori che si sfideranno in una virtuale finalissima per eleggere la cantina campana preferita dai ?navigatori? del Diodato Buonora News. In questo momento è in rete, sulla destra del vostro monitor, il secondo sondaggio sulle aziende salernitane. VOTATE ANCHE VOI…..
Seguiranno altri 2 sondaggi per ognuna delle altre province campane. In ordine Avellino, Benevento, Caserta e Napoli.

Questo il verdetto del 1° sondaggio:

1° Alfonso Rotolo 41,44%
2° I Vini del Cavaliere 19,07%
3° De Conciliis 17,43%
4° Luigi Maffini 5,59%
5° Barone, Carmine Botti 2,96 %
7° Cammarano, Marino, San Giovanni, Tipaldi 2,63%
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Un nuovo sondaggio: vota la tua azienda vinicola cilentana preferita

Carissimi amici, archiviamo il sondaggio che era sul blog e ne proponiamo un altro. Il nuovo, che trovate sulla destra del vostro monitor, v’invita a scegliere la vostra azienda vinicola cilentana preferita. Le aziende proposte sono quelle più conosciute (rigorosamente in ordine alfabetico): Barone, Botti, Cammarano, Cuomo/I Vini del Cavaliere, De Conciliis, Maffini, Marino, Rotolo, San Giovanni e Tipaldi. A voi le belle cose.
N.B. Tutti possono votare una sola volta al giorno.

Intanto questi i risultati del precedente sondaggio intitolato “Quali notizie preferisci nel Diodato Buonora News?”

22% Recensioni Ristoranti

17% Notizie AMIRA

15% Degustazioni Vini

12% Varie di gastronomia (manifestazioni, convegni etc.)

12% Ricette

11% Recensioni Aziende Gastronomiche

11% Informazioni turistiche nazionali ed internazionali

0% Non mi piace il “Diodato Buonora News”

Ringrazio tutti quelli che hanno votato e mi hanno fatto capire quello che vi piace di più: praticamente quasi tutto.

Grazie
Diodato Buonora

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I Vini del Cavaliere dell?Azienda Cuomo


Articolo pubblicato su “Il Valcalore” il 30 gennaio 2004

“Gli itinerari del gusto? è una nuova rubrica del nostro giornale. Si alternerà a ?Viaggi e Assaggi?, che da quattro anni, sta facendo conoscere ristoranti, trattorie ed agriturismi della nostra regione. L?obiettivo di questo nuovo appuntamento è di far scoprire le realtà gastronomiche locali. Visiteremo: cantine, oleifici, liquorifici, pastifici, biscottifici, panifici e tutte le aziende che valorizzano i prodotti nostrani e di riflesso le nostre zone. Infatti, oggigiorno non c?è turismo senza enogastronomia.
Prima tappa una casa vinicola, l?Azienda Cuomo di Capaccio-Paestum che produce ?I Vini del Cavaliere?. Per arrivarci, dalla SS 18 uscite a Capaccio Scalo, proseguite verso Roccadaspide e dopo circa 2 Km, sulla vostra sinistra troverete Via Feudo la Pila, dove al civico 12 c?è l?Azienda Cuomo. Fino a poco più di tre anni fa, in questa cantina, erano prodotti vini che erano commercializzati localmente. Poi la svolta: i giovani Giovanni, Rosaria e Francesco Cuomo, iniziano a produrre i primi vini Doc, ed in onore di Nonno Francesco, Cavaliere, che 40 anni fa lasciò Pompei per acquistare questa proprietà, li hanno chiamati ?I Vini del Cavaliere?. L?inizio non è stato dei più facili, anche perché Paestum non è rinomata per il vino. Invece, i giovani Cuomo, con la volontà di far bene, la qualità dei prodotti e le buone maniere si sono creati un loro mercato che è in piena espansione, tanto che anche la stampa nazionale si è interessata all?azienda, ne ha scritto spesso e bene.
I vini prodotti, che hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo, sono: la Falanghina Sannio Doc, un bianco fresco e profumato che potrebbe essere il compagno estivo ideale; l?Aglianico Sannio Doc, un vino rosso di grande struttura, molto longevo, che si abbina bene a carni elaborate e cacciagione; il Cilento Bianco Doc, è prodotto in gran parte da uve fiano con una piccola percentuale di trebbiano e malvasia, è ideale accompagnato a pesci e crostacei dei nostri mari; l?Aglianico Cilento Doc, poche le bottiglie ma di gran pregio, ideale con la nostra cucina tipica, paste fresche al ragù e carni cilentane come agnello e capretto; il Paistom rosato, un vino ottenuto con pigiatura soffice d?uve aglianico, adatto a primi estivi leggeri; per finire il Paestum Fiano Igt, in produzione solo dalla vendemmia 2003, sarà, secondo noi, il ?cavallo di razza? che lancerà ?I Vini del Cavaliere? nel gotha delle cantine della Campania.
Altro prodotto di nicchia dell?azienda è la Grappa del Cavaliere, ottenuta mediante distillazione a vapore di vinacce aglianico Doc in alambicco discontinuo. (foto: Giovanni e Rosaria Cuomo)

Casa Vinicola Cuomo, I Vini del Cavaliere, Via Feudo La Pila 12, 84040 Capaccio-Paestum (SA). Tel./fax 0828.725376 ? Sito web: www.vinicuomo.com – E-mail: info@vinicuomo.com

Diodato Buonora

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