Domus Clelia a Paestum Antica, ottima cucina all’ombra dei templi

Carmen e Amedeo Prearo con parte del loro staff

Da sempre sono molto orgoglioso e fiero di essere nato a poche centinaia di metri dalle mura di Paestum. Quando guardo la meravigliosità dei nostri templi, spesso penso ad un episodio di circa 25 anni fa. Ero a Roma per un corso di aggiornamento sul management e sull’ospitalità, il docente era il professore Alberto Camandona della “Luiss” di Roma. Il primo giorno, quello delle presentazioni, il professore, ad ognuno di noi, ha chiesto il paese di provenienza. Quando è toccato a me ho detto, con fierezza, Paestum (se avessi detto Capaccio, nessuno l’avrebbe conosciuto!). Alla mia risposta, gli occhi del professore Camandona si sono illuminati ed ha esclamato: “una meraviglia, la prima volta che sono stato a Paestum ho pianto nel vedere tanta maestosità. Mi sono commosso e mi commuovo ancora adesso a pensarci!”. Sapevo di abitare in un luogo molto apprezzato, ma non mi aspettavo tante belle parole. Eppure, lo sappiamo tutti, la maggior parte degli abitanti del nostro comune non è consapevole della fortuna che ha a vivere vicino a dei monumenti archeologici di così tanta bellezza. Mah! Tornando a noi, ho fatto questa premessa, perché pochi fa giorni sono stato invitato, da amici, al ristorante Domus Clelia di Paestum Antica (così è scritto sul bigliettino del locale e la definizione mi piace molto), nel cuore della zona archeologica. L’appuntamento era per le 13, come mia abitudine sono arrivato in anticipo.

 Una birretta con vista

Guardandomi intorno, mi è venuta spontanea l’idea, per ingannare l’attesa, di sedermi davanti al locale per una birretta e uno stuzzichino. Seduto, vedevo e ammiravo il Tempio di Cerere (a poche decine di metri) in tutta la sua maestosità. Avevo la sensazione di essere in un posto lontano eppure ero nella “mia” Paestum. Proprio in quel momento ho ripensato all’episodio del professore Alberto Camandona. Aveva ragione, a guardare i nostri templi è facile commuoversi. Finita la birretta e finito il “sogno”, sono arrivati i miei amici e siamo andati all’interno, al tavolo che avevano prenotato. Il locale è nuovo, è stato aperto circa due anni fa. A gestire il posto troviamo l’architetto Amedeo Prearo con la moglie Carmen che sono anche i proprietari delle mura. Amedeo che, come dicevamo prima è architetto, si è impegnato ad ottenere il massimo, senza minimamente infrangere le severe leggi del luogo, da questa struttura che in poco tempo è diventata una delle più belle di Paestum. Il Domus Clelia ha un ambiente luminoso, sobrio, piacevole e invitante. All’entrata, sulla sinistra, c’è un attrezzato bar, a seguire una piccola saletta con camino, un salottino e poi la sala. Sempre sulla sinistra c’è la cucina a vista e il forno a legna per le pizze. A riceverci abbiamo trovato il sorriso e l’accoglienza della signora Carmen che ci ha messo nelle mani di due giovani e bravi camerieri, Giovanna Abbate e Benito Colombo, che durante tutto il pranzo ci hanno coccolato ed assistito con molta professionalità, facendoci sentire a casa nostra. Ci portano il menu. La scelta delle portate è mista tra terra e mare. Senza volerci appesantire abbiamo optato, all’unanimità, per un antipasto e un secondo.

Abbiamo scelto un guazzetto ai frutti di mare con crostone di pane, in pratica delle vongole, cozze e fasolari con pomodorini e crostoni. Un piatto semplice che abbiamo ben apprezzato per la qualità e la freschezza della materia prima.

A seguire ci siamo lasciati tentare dal “Baccalà pastellato su vellutata di ceci neri”, servito in una cialda di parmigiano, che abbiamo accompagnato con delle fresche patatine chips con la buccia. Il tutto è stato piacevole e gustoso.

Molto apprezzate sono state anche delle pizzettine fritte con pomodoro, formaggio e origano e dei bastoncini di pasta fritta serviti all’inizio come stuzzichino di apertura. Abbiamo rinunciato al dolce anche perché le 2 portate ci hanno soddisfatto e, come detto sopra, non volevamo appesantirci. Alla fine ci siamo complimentati con i titolari e con 2 degli chef, Fiore Cantalupo e Enrico Vecchione. Come vino abbiamo optato per un prodotto a km 0, l’ottimo Heraion 2016, il Fiano Cilento Dop dell’azienda Cuomo – I Vini del Cavaliere di Capaccio Paestum. Per dovere di cronaca, anche se non abbiamo preso il primo, alcuni mi hanno destato curiosità e appena mi capita cercherò di assaggiarli come ad esempio: “Cavatelli con asparagi e cacio ricotta” e “Pasta mista con patate a buccia rossa e impepata di cozze”. Da sottolineare che il Domus Clelia, la sera, offre anche una pizza di qualità (l’ho assaggiata in precedenti occasioni), frutto di una lunga lievitazione, farine selezionate e quindi molto digeribile. Tra quelle viste sul menu segnaliamo la “Paesana” (datterino rosso, mozzarella, formaggio e basilico), la “Paestum Antica” (crema di carciofi, parmigiano, basilico e mozzarella), la “Prato verde” (zucchine, gorgonzola e mozzarella) e la “Domus Clelia” (datterino giallo, melanzana, provola, formaggio, mozzarella e basilico). Noi, ci siamo stati, ci ritorneremo e consigliamo con piacere il posto. Domus Clelia offre veramente una buona cucina all’ombra dei templi di Paestum Antica. Costo indicativo: 30/35 euro a persona, vini a parte. 

Ristorante Domus Clelia, Via Magna Grecia 821 – 84047 Paestum (SA). Tel. 0828.811430. www.domusclelia.it   

Diodato Buonora – Il Settimanale UNICO – Maggio 2017

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