Il Cilento non finisce mai di sorprendermi. Pochi giorni fa, per la prima volta sono andato a Caselle in Pittari via autostrada. Sono partito da Battipaglia, sono uscito a Padula-Buonabitacolo ed ho preso la superstrada (che va verso Sapri) che mi h portato alla mia meta gastronomica. Anche grazie alle ultime piogge e alla bella giornata, ho ammirato paesaggi da favola dove la natura la faceva da padrona. Tanto verde, dolci colline con fitta vegetazione e tanta aria buona. Spesso si sente dire che il Cilento, per le sue bellezze, somiglia alla Toscana. Sarà una casualità, ma mentre sto scrivendo l’articolo mi trovo proprio in Maremma, il polmone verde a sud della regione di Dante. Ebbene, non è vero che il Cilento somiglia alla Toscana, la nostra terra è molto più bella ed interessante e meriterebbe di essere valorizzata maggiormente. Diamo tempo al tempo, continuiamo su questa strada e i risultati arriveranno. Come dicevo poc’anzi, sono stato a Caselle in Pittari, un bel paesino arroccato su una collina, di circa 2000 abitanti, nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano a 460 m. sul livello del mare. Un luogo ricco di storia, infatti, in indagini archeologiche compiute negli ultimi decenni, sono stati ritrovati reperti preistorici. Basta fare un giro veloce in macchina per rendersi conto di trovarsi in un paese sano, pulito, con gente laboriosa che quotidianamente fa il suo dovere. L’ultima volta che ho avuto la stessa sensazione è stata qualche anno fa girovagando per il Trentino, non so se rendo l’idea. Il ristorante che ho recensito è “La Pietra Azzurra”, situato sulla sinistra appena all’ingresso del paese. Il locale è accogliente, dispone di due salette, in stile rustico, una al pian terreno e l’altra al primo piano. A gestire il locale troviamo Michele Croccia che lo ha aperto nel 1997. Michele, che è un grande amante della natura, in una delle sue escursioni in montagna trovò una grande pietra che con i riflessi solari diventava azzurra. La recuperò e ne fece un piano di un tavolo che è stato a lungo davanti al locale. Poi, con il tempo e le intemperie, la pietra perse i suoi poteri naturali di colorazione e fu spostata altrove. Questo episodio ha dato il nome al posto che da tempo è meta di molti gourmet, soprattutto degli amanti della pizza. Infatti, entrando, sulla destra c’è una bella collezione di coppe e sulla sinistra un’interessante esposizione di foto. Grazie alla sua passione, la bravura di Michele nel fare le pizze ha varcato i confini addirittura nazionali. Il nostro “campione” che iniziò la sua carriera in una pizzeria di Palinuro, è iscritto all’AIPP (Albo Italiano Pizzaioli Professionisti) e si è piazzato con ottimi risultati in molte gare del settore. Tra queste cito il titolo di vice campione del mondo (2009) nel Campionato Mondiale della Pizza. La sua pizza è studiata nei minimi particolari per avere una leggerezza unica ed essere facilmente digeribile. Con la Scuola Italiana Pizzaioli (oggi Michele è maestro istruttore) ha frequentato tutti i corsi di aggiornamento: pizza base, pizza in pala, pizza in teglia, con farina di soia, dessert, classica e senza glutine. Su quest’ultima voce, Michele tiene a precisare che il suo locale, tramite l’AIC (Associazione Italiana Celiachia), è regolarmente informato sulla cucina senza glutine e gli affetti di questa tipologia sono i benvenuti nel suo locale. Per quanto riguarda le foto esposte nel locale, una è con Michele mentre offre a Marcello Lippi (ai tempi della sua esperienza come CT della Nazionale di calcio) una pizza con la scritta “forza azzurri”, ed è uno dei ricordi più belli del nostro campione. Di pizza e di Michele Croccia si potrebbe scrivere un libro, ma mi fermo qua per raccontarvi la mia esperienza a tavola. Premetto che la pizza l’avevo assaggiata qualche giorno fa su invito di una caro amico. In occasione della mia visita, un venerdì a pranzo, ho assaggiato un misto di salumi che comprendeva salsiccia e soppressata locale, mentre la pancetta e il prosciutto crudo erano di Parma. Poi, a seguire dei ravioli caserecci al sugo e un misto di carni alla brace con agnello, vitello e maiale, rigorosamente della zona, insieme a verdurine preparate in diversi modi. Ho rinunciato al dolce e (strano, diranno quelli che mi conoscono) al vino, però il locale è fornito di un buon assortimento di etichette locali e regionali. La sensazione che ho avuto è stata quella di ritrovarmi in un posto dove regnano la semplicità, la selezione della materia prima, i sapori veri del Cilento e una grande passione per l’ospitalità. A breve, La Pietra Azzurra presenterà ai suoi clienti un nuovo menu dove sarà protagonista, oltre alla carne, il pesce della vicina Policastro. Per un tuffo nella natura e nei nostri sapori non avete che fare una capatina a “Caselle”, da Battipaglia dista meno di un’ora. Costo indicativo a persona, 20-30 euro.
Ristorante La Pietra Azzurra, Via M. Caporra, 64 – 84030 Caselle in Pittari (SA). Tel. 0974.988779. Sito Web: info@ristorantelapietraazzurra.it
Nella foto: Michele Croccia
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Diodato Buonora – Il Settimanale UNICO – Maggio 2012
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