Viaggi e assaggi – Vinitaly 2011. Non solo vini di qualità, ma anche emozioni

Vinitaly 2011

Nella foto: Allo stand della San Salvatore: Antonio Rotondaro, Silvia Ricco, Raffaele Daniele, Diodato Buonora, Dario Piccolo e Peppino Pagano

Continua la crescita del vino. A dimostrarlo sono i dati della 45ª edizione del Vinitaly che annualmente si tiene a Verona. In cinque giorni ci sono stati circa 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri. Veramente una grande organizzazione quella della cittadina scaligera, pensate il tutto si svolge su 91.000 metri quadrati netti di superficie espositiva, quasi 4.500 stand, 2.500 giornalisti accreditati da oltre 50 paesi. Personalmente sono stato a Verona i primi due giorni della manifestazione. Pochi, veramente pochi. Con tutto quello che c’è da vedere, da ascoltare e da degustare ci vorrebbero mesi. Sono stato già altre volte al Vinitaly e l’esperienza mi ha insegnato che bisogna essere programmati il più possibile dando poco spazio all’improvvisazione. Nei miei due giorni ho visitato soprattutto stand di aziende che mi piacciono, di quelle che non solo vendono vini di qualità, ma anche emozioni. Difatti, sempre di più il consumatore è orientato a conoscere vini che sanno di territorio, dove la natura e la mano dell’uomo sono molto più importanti della chimica e della standardizzazione. Francamente, a Verona ho avuto anche delle delusioni, ma vi voglio raccontare solo dei vini che mi sono piaciuti. Per scelta personale ho selezionato solo aziende che hanno dei prezzi accessibili, facile dire che è buono un vino che costa molto. Il primo giorno l’ho dedicato alle aziende fuori della Campania. Il primo stand che ho visitato è stato quello della Toscana, qui ho assaggiato i vini dell’azienda Basile di Cinigiano (GR), 20.000 bottiglie, solo rossi prodotti principalmente da uve sangiovese coltivate da agricoltura biologica. Allo stand c’erano i fratelli Giovanbattista e Domenico Basile, professionisti napoletani che per amore della natura hanno investito in Toscana per produrre dei vini schietti e sinceri. I vini degustati sono il Cartacanta 2007, il Comandante 2006 e l’Ad Agio 2007.

vignamaggio

Lo stand della toscana Vignamaggio con i pugliesi di Feudi di Terra d’Otrando

Sempre in Toscana sono stato alla rinomata Vignamaggio che nel suo stand ospitava anche l’azienda pugliese dei Feudi di Terra d’Otranto. Persone squisite e professionali ci hanno fatto degustare il meglio delle due aziende, vini come quelli che piacciono a noi. Ho proseguito il mio tour fino alla Basilicata per incontrare Sara Carbone, dell’azienda Carbone di Melfi. Una piccola azienda (45.000) bottiglie: 3 diversi tipi di Aglianico del Vulture Doc e un Fiano Igt. Il Fiano si è dimostrato molto diverso da quelli a cui siamo abituati, soprattutto più minerale. Mentre i rossi “Terre dei fuochi 2009”, “400 Some 2007” e “Stupor Mundi 2007” esprimono e confermano la grande versatilità che l’aglianico offre alle pendici del vulcano spento del Vulture. Veloce salto in Veneto per i vini di Agostino Vicentini (60.000 bottiglie). Tra quelli degustati ho apprezzato molto il Soave, il Soave Superiore, il Valpolicella “Idea Bacco” (stesso procedimento dell’amarone) e il Recioto di Soave. Siamo in Trentino, terra di vini bianchi profumati e di rossi fruttati e piacevoli. Siamo allo stand della Gaierhof – Maso Poli, due aziende, una sola proprietà. Qui abbiamo conosciuto Luigi Togn, il titolare in primis, che gradualmente sta affidando le redini aziendali alle tre figlie: Romina, Martina e Valentina. Ad occuparsi di noi è stato Stefano, da una vita alla Gaierhof. Abbiamo degustato il Gewürztraminer, il Riesling e la Nosiola di Maso Poli e il Moscato Giallo della Gaierhof assieme ad una gustosa torta alle mele trentine. Ottimo il rapporto qualità-prezzo di questi vini.

Vinirtaly 2

Il “mio gruppo” All’Antica Masseria Venditti

Sempre nel padiglione del Trentino c’era l’Antica Masseria Venditti, azienda biologica dell’enologo Nicola Venditti di Castelvenere (BN). L’azienda beneventana da anni non la troviamo nel padiglione della Campania, effettivamente me lo ricordo da sempre come il meno bello del Vinitaly. Gli stand somigliano a dei box per cavalli, il tutto squadrato e suddiviso per provincia. Alla Venditti abbiamo degustato la Vandari (Falanghina che quest’anno ha ricevuto la Gran Menzione al Vinitaly), il Bacalàt e il famoso Barbetta. Restando al “nord” sono andato in Friuli per degustare i vini della Zof, azienda che mi era stata segnalata da un ristoratore di Sorrento. Qui ho avuto il piacere di conoscere Daniele Zof, giovane e bravo produttore enologo, con una personalità forte tipicamente friulana, così come i suoi buoni vini. Ho bevuto (non degustato) il Ribolla Gialla spumante, il Sonata (Chardonnay e Sauvignon) e il Verduzzo Friulano.

Vinitaly 3

Secondo giorno. Prima di dedicare il mio tempo ai campani ho fatto un salto in Veneto per un buon Prosecco. Ho conosciuto i fratelli Marzio (enologo) e Massimo Sacchetto dell’azienda Carmina. Grande amore per il vino e la propria terra. I loro vini spumanti (il Loggia, l’extra dry e la Cuvée C) degustati sono stati freschi, fruttati e piacevoli. Rientrano senza problemi nella ristretta cerchia dei vini che mi piacciono. Per concludere, ecco la Campania. Qui mi conoscono in molti. Mi sono soffermato allo stand della Casa Vinicola Cuomo – I Vini del Cavaliere (Capaccio-Paestum), che ha presentato la nuova veste grafica dei prodotti. Per i vini, ottimo il Leukos, un fiano leggermente barricato. Poi, ho gustato in anteprima lo spumante metodo classico (non ancora in commercio) di Alfonso Rotolo (Rutino), i vini della Casa di Baal (Montecorvino Rovella) del simpaticissimo grande viticoltore Annibale Salerno e i vini dell’Azienda San Salvatore di Giuseppe Pagano del Savoy Beach Hotel che è stato per la prima volta al Vinitaly come espositore. I suoi vini portano nomi fortemente legati al territorio: Jungano (aglianico), Trentenare (fiano), Calpazio (greco), Vetere (rosato) e Pian di Stio (fiano biologico). Prima di partire ho fatto un salto da Di Prisco per assaggiare in anteprima il suo Taurasi 2007 (che promette molto bene) assieme ad una succulenta soppressata paesana. Questo il mio Vinitaly, ho visitato aziende che non vendono solo vini di qualità, ma anche emozioni.

Diodato Buonora – Unico Settimanale – Aprile 2011

Tags: , , , , , , , , , , ,

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Codice di sicurezza:

Archivio

Su wikio

liquida