
Gli ultimi sviluppi lavorativi mi permettono di avere un pò più di tempo a disposizione per andar per cantine.
Vi voglio raccontare la mia esperienza nella cantina di Ca’ del Bosco, in Franciacorta, la Champagne d’Italia.
La partenza è da Salerno con gli amici Giuseppe Agata ed Umberto Pannuto, referenti di zona dell’azienda, Pino Della Pietra dell’enoteca San Pietro di Salerno,
Luca Petrone di Masseria del Cuccaro di Eboli, Raffaele Bordese di Tavernola di Battipaglia, Raffaele Bottiglieri di Casa del Parmigiano di Salerno e gli amici sommelier Vincenzo Isoldi e Luigi Colucino. Destinazione Erbusco, provincia di Brescia, in piena Franciacorta, una delle maggiori zone vitivinicole italiane prettamente vocata per le bollicine. Il nome deriva da “curtes francae” e indicava una zona franca, cioè dove non veniva pagato dazio doganale dai monaci medievali che allora istruivano i contadini a coltivare i campi.
Il terreno è simile a quello della Champagne, in quanto si è formato con la discesa dei detriti dalle Alpi i quali sono stati stabilizzati dal monte Orfano che ancora si può ammirare, facendo da tappo. I vitigni principali sono lo chardonnay, il pinot nero, il pinot bianco che si adattano meglio alla spumantizzazione con tracce di vitigni internazionali come il merlot, il cabernet franc, il cabernet sauvignon.
Si arriva in cantina è già si riesce ad ammirare la straordinarietà di essa: il cancello d’entrata è stato creato da Arnaldo Pomodoro nel lontano 1987 intitolato “L’ inno al sole”.
La visita prosegue con la gentilissima Nicoletta che ci farà da Cicerone in questa avventura.
Cantina tecnologica ma sempre con rispetto della tradizione. Tutto il processo di vinificazione è lasciato alle macchine, impressionalmente disposte a catena all’interno.
Ogni tipologia di vitigno segue il suo processo di lavorazione e poi alla fine vengono assemblati per produrre le prestigiose cuvèe della casa.
Proseguendo il tour si ammirano altre opere d’arte come “Il peso del tempo sospeso” realizzato dall’iperrealista Stefano Bombardieri rappresentato da un rinoceronte a grandezza naturale sospeso in aria, ed “Il Codice Genetico” della scultrice Rabarama.
Dopo aver passato in rassegna la zona di vinificazione ci addentriamo nei lunghi corridoi dove sono sistemate le pupitres, cavalletti dove vengono sistemate le bottiglie di spumante in seconda fermentazione, alle quali verrà fatta la sboccatura attraverso il remuage, ossia la rotazione della bottiglia di un quarto per volta per permettere alle sostanze di raggiungere il collo della bottiglia.
Dopo la sboccatura viene aggiunta la liquer d’expedition, una soluzione zuccherina per determinare il grado zuccherino dello spumante.
Esperienza bellissima è stata la sboccatura in diretta fatta dall’assistente enologo di una bottiglia vendemmiata nel 1990. Lasciata in affinamento per ben 20 anni, abbiamo avuto l’onore di degustarla. Purtroppo la temperatura ambiente che si aggirava intorno ai 6-8 °C non ci ha permesso di poterla apprezzare in pieno ma era un vino che esprimeva subito un bel giallo paglierino carico con un perlage che lasciava intendere tutta la sua delicatezza, fine, mai grossolano e soprattutto persistente. Il naso esprimeva tutto un ventaglio olfattivo tipico dei vitigni, con terziari evoluti con note di acacia, agrumate candite, cacao amaro e classico finale minerale. Pervadeva il palato con possenza, con giusto equilibrio ed ancora tanta vita data dalla vena acida che ancora era in auge.
Si passa alla degustazione guidata dall’enologo Stefano Capelli, da sempre collaboratore di Maurizio Zanella nella conduzione dell’azienda, nell’elegante sala ristorante al primo piano.
Tavolo imperiale da nove posti, nove vini in rassegna cercando di spiegarli in poche righe:
CUVEE PRESTIGE
Vino con 28 mesi di permanenza sui lieviti, il cristallino risalta sopra la bianca tovaglia con spettro olfattivo che spazia dal fruttato ai sentori primari in ultima fase. In bocca lascia un’ottima scia delicata data anche dall’utilizzo di vini d’annata per l’elaborazione.
DOSAGGIO ZERO 2005
Tonalità oro-brillante con perlage di ottima fattura. L’olfatto spazia dall’agrumato al floreale passando per una sfumatura minerale chiudendo in una crosta di pane. Chiude in bocca con una buona struttura ed un notevole richiamo alle sensazioni nasali.
DOSAGGIO ZERO 2002
Paglierino carico con toni sempre cristallini, bollicine ancora fini e durature. Il naso è disposto ancora su note agrumate in evoluzione ed appena appena di cacao amaro. Al palato i suoi 41 mesi di permanenza sui lieviti esplodono in una persistenza piacevole e duratura.
BRUT MILLESIMATO 2002
Giallo dorato sostenuto ancora da numerose bollicine. il naso è maturo con frutta gialla e tostato con un fondo di crosta di pane. Palato esuberante con richiamo netto alle sensazioni provate in precedenza.
BRUT MILLESIMATO 1998
Siamo sul giallo dorato anche in questa occasione con perlage che non ha confini. Dal bicchiere esce una complessità di naso fatti di elementi tostati e agrumi canditi sempre serviti su un vassoio minerale.
L’assaggio è morbido e burroso stuzzicato gentilemente dalla vivacità delle bollicine.
CURTEFRANCA BIANCO 2007
Gilallo paglierino e splendente con buona sistemazione degli elementi olfattivi come floreali e fruttati di polpa gialla (melone). Di pronta beva ma non molto lungo, possedendo allo stesso tempo buon equilibrio.
CHARDONNAY 2006
Combinazione monovarietale in stile borgogna con note tostate intense (il legno c’è ma non si vede….!!!!) su scia esotica. Lunga persitenza e piacevole impatto al palato.
MAURIZIO ZANELLA 2003
E’ un cabernet sauvignon di buona intensità di colore. Olfatto franco di sentori varietali, speziato. In bocca si avverte ancora la sua relativa giovinezza. Ne ha di tempo……..
MAURIZIO ZANELLA 1998
12 anni di vino ed ancora reggono le sostanze coloranti. Naso sempre franco con peperone rosso, speziato e terziari in evoluzione. Tannini ammorbiditi ben amalgamati che non lasciano fastidi al palato.
Persistenza un pò sotto la norma.
Dopo questa maratona di assaggi ci accomodiamo al ristorante dove lo chef Vittorio Fusari di Dispensa Pane e Vini di Erbusco, ci delizia con il suo pranzo.
Alla fine di questa giornata non poteva mancare l’assaggio dell’ammiraglia: il Franciacorta Annamaria Clementi 2002, metodo classico con 7 anni di permanenza sui lieviti.
Che dire…..nel bicchiere dove è stato versato questo vino ci troverete di tutto, non ho parole lascio a voi la descrizione dopo averlo assaggiato.
Roberto Adduono
Maitre e sommelier
Tags: Ca' del Bosco, Erbusco, Roberto Adduono







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