Febbraio 2007

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Anche a Paestum ?m?illumino di meno?

Anche Paestum, con la Dott.ssa Marina Cipriani, Direttrice del Museo e dell’area archeologica di Paestum e la Condotta Slow Food Cilento, ha aderito alla giornata del risparmio energetico ?m?illumino di meno? promossa dalla trasmissione radiofonica ?RAI Radio 2 Caterpillar?.
Quindi, la sera dello scorso 16 febbraio è stata spenta l’intera illuminazione degli scavi archeologici di Paestum e nello stesso tempo si è tenuta una cena a lume di candela, con un menu a basso consumo energetico, presso l?azienda agrituristica Eliseo. Qui, in una bellissima masseria del ?700, con un?illuminazione unicamente con delle fiaccole all?esterno e delle candele all?interno e utilizzando soltanto il forno a legna, è stato preparato un interessante e ricco menu composto da: Misto di verdure sott’olio, Zuppa di fagioli di Controne con peperoni cruschi, Capretto con patate e Carciofi arrostiti, Bavarese di ricotta di bufala. Alla serata, organizzata dalla Condotta Slow Food Cilento guidata dal Fiduciario Giancarlo Capacchione, hanno collaborato alcune aziende della zona come: Masseria Maida (verdure sott?olio e confetture), A.A. Michele Ferrante (fagioli di Controne e peperoni crusche essiccati al sole), Antica Forneria di Paestum (pane a lievitazione naturale cotto a legna), Frantoio Oleario La Torretta, Azienda Vinicola Cuomo (Fiano Paestum Igt e Aglianico Cilento Doc) e la Masseria Eliseo (Verdure di stagione – capre allevate in azienda – prodotti da latte di bufala). L?iniziativa, che è stata un successo, ha voluto dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta. (nella foto Giancarlo Capacchione e Ettore Bellelli della Masseria Eliseo).
Dibbì

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Mamma mia, ma dove sono capitato?
Era da tempo che non capitavo in un posto del genere. Il peggio del peggio. Ma andiamo per ordine. Un sabato di questo mite febbraio, per tranquillità e sicurezza di trovare posto, telefono per prenotare un tavolo. Una voce femminile mi dice che non era necessario. Facendo presente che fosse sabato, mi risponde di non preoccuparmi. Ed eccomi che in compagnia di altre tre persone arrivo alla mia meta, a circa 10/15 km da Paestum. Un amico mi aveva detto: «Vai là, si mangia ?paesano?, buono, abbondante e non costa molto». Un po? per cambiare, un po? perché nei dintorni mi sono rimasti pochi ristoranti che vale la pena di visitare, eccomi in questo locale del quale, purtroppo, non riesco a dirvi il nome. Perché? Lo so, siete curiosi? ma in questi casi a cosa serve dirvi dov?è? Ahimè, anche questi ristoranti hanno una propria clientela, gente che esce unicamente per abbuffarsi senza guardare minimamente la qualità. Il loro obiettivo è unicamente la quantità. Comunque, come prevedevo, dopo aver parcheggiato senza riuscire a fare a meno di ?zancarmi? le scarpe, entriamo e troviamo il locale affollato e non vediamo tavoli liberi. C?è un po? di confusione, nessuno si cura di noi. Avremmo voluto quasi andare via, quando arriva un giovane: jeans, camicia a quadri, pettinatura moderna (cioè pettinato senza pettine), barba incolta e gomma masticante. In pratica l?immagine del perfetto cameriere!!! Ci dice: «Volete mangiare?». Avrei quasi voluto rispondere che volevamo acquistare dei vestiti, poi, abbiamo detto in coro: «Sì». Si guarda intorno, ed ecco che in un angolino vicino alla porta s?inventa un mini-tavolo 70×70 e ci fa accomodare. Pensiamo che è meglio di niente. L?ambiente? Circa 50 posti distribuiti in modo scoordinato e senza nessuna linearità. Le tovaglie, giallo paglierino scarico, hanno già fatto il loro intero percorso di vita: sono visibilmente scambiate e la nostra era anche un po? strappata in un angolo. I tovaglioli, dello stesso colore, hanno un accentuato profumo ?muffato?. Le posate sono di diversi modelli, mentre i bicchieri sono i famosi ?duralex?, mal asciugati e quindi leggermente macchiati. Dobbiamo ordinare. Non esiste il menu. Il nostro cameriere esemplare ci chiede cosa volevamo mangiare. Noi abbiamo chiesto: «Cosa c?è?». Ed ecco le proposte: antipasto all?italiana o quello di mare; ravioli ai funghi porcini, pennette all?arrabbiata, scialatielli alle vongole o fusilli al sugo; bistecca di maiale, grigliata mista di carne o frittura mista di pesce. Beh, la scelta è ?molto incoraggiante. Comunque, a questo punto abbiamo pensato di ballare fino in fondo. Nel frattempo vado alla toilette per lavarmi le mani: sporca, piccola e con una nauseante puzza di fogna. Ed ecco che il nostro antipasto all?italiana è composto unicamente da prodotti scadenti da ingrosso catering come prosciutto senza sapore e salatissimo, affettati vari di dubbia provenienza, sott?oli, formaggio fresco di pecora e una mozzarella asciutta con all?interno dei buchi simili all?emmenthal svizzero. Come primo ci hanno portato dei ravioli ai funghi visibilmente pasticciati, (sicuramente hanno subito diversi ?riscaldamenti?). Mentre la grigliata si è presentata con quattro tipi di carne: una salsiccia bruciacchiata, una fettina di vitello che mi ha fatto ricordare la suola di scarpe scadenti, un pezzetto d?agnello che se non fosse stato freddino avrebbe potuto essere anche gustoso, mentre è da dimenticare la coscetta di pollo. Come contorno delle patatine visibilmente surgelate ed un?insalata mista che abbiamo dovuto condire con dell?olio anonimo servito in una bottiglietta senza etichetta, cosa che da un po? di tempo è vietato nei ristoranti. A questo punto, ?soddisfatti? della serata, abbiamo rifiutato la frutta fresca e la torta ricotta e pera che vista com?era, non ispirava minimamente e ci siamo lasciati offrire una grappa casereccia, servita in bicchierini di carta, imbevibile per l?elevata gradazione alcolica. Come vino potevamo scegliere solo quello locale, bianco o rosso, che naturalmente abbiamo rifiutato bevendo della birra. Un posto da evitare, dove in quattro abbiamo pagato 80 euro, naturalmente senza ricevuta fiscale. È il caso di dire: «Mamma mia, ma dove sono capitato?».
DIODATO BUONORA – FEBBRAIO 2007

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Curiosità ? una frittata da 1000 dollari

New York è una città che offre molto di tutto e per quanto riguarda servizi, hotel e ristoranti di lusso e sicuramente una delle prime città al mondo. Se volete un piatto speciale, con il quale stupire qualcuno, o semplicemente ammaliare il proprio palato, basta recarsi al “Le Parker Meridien Hotel” all’interno del quale è presente un eccezionale ristorante.

Il ristorante del Meridien vanta di avere in menù l’omelette più costosa del mondo. Realizzata con uova, aragosta e costosissimo caviale, questa “The Zillion Dollar Frittata” è disponibile per 1,000 dollari l’una.

Per chi è veramente curioso di provare il sapore di questa creazione culinaria ma non ha la minima intenzione di spendere una tale cifra, il ristorante ne propone una versione più piccola per 100 dollari, ma non è sicuramente altrettanto “chic”.

Fonte: Deluxeblog

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GASTROBARZELLETTA ? I cornetti sono finiti

Un tizio entra in un bar e fa: - Mi dia un cappuccino e un cornetto!

Il cameriere: - Mi dispiace… i cornetti sono finiti.

- Allora mi dia un latte macchiato ed un cornetto!

- Guardi le ripeto che i cornetti sono finiti.
- Già, già… allora mi porti un tè e un cornetto!

- T’HO DETTO CHE I CORNETTI SO’ FINITIII!!!!!

- Ah… mi scusi… non ci sono cornetti? Grazie… proverò in un
altro bar!

Un cliente abituale, che aveva seguito la scena, si rivolge al
cameriere: - Ma lo sai che c’hai proprio una bella pazienza… io al posto
tuo avrei preso il vassoio dei CORNETTI e glielo avrei tirato
in testa!

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VINIBUONI D?ITALIA, TOURING CLUB ITALIANO
E MOVIMENTO TURISMO DEL VINO
INVITANO ALLA SCOPERTA DEI VINI DA VITIGNO AUTOCTONO

Al Punto Touring di Napoli, il 1 marzo, assaggi e degustazioni guidate dei vini
campani selezionati nella Guida Vinibuoni d?Italia 2007

Arrivano a Napoli in tournée i vini censiti nell?ormai classica Guida Vinibuoni d?Italia, curata da Mario Busso e Luigi Cremona. Una guida che si inserisce nella più schietta tradizione del Touring Club Italiano, pensata per tutti coloro che – esperti o meno – apprezzano il vino e desiderano approfondire la conoscenza del patrimonio vitivinicolo più autenticamente italiano.
In 7 città d?Italia si stanno svolgendo degustazioni guidate di quello che è il meglio della produzione enologica da vitigni autoctoni, presenti cioè da più di 300 anni; una produzione che sta raggiungendo livelli di qualità ogni anno più elevati e propone prodotti piacevoli, rari, unici ed autentici.

Esempi eccellenti di valorizzazione delle radici locali, della tipicità e del Made in Italy, che a Napoli gli appassionati potranno degustare il 1 marzo alle ore 18.00 presso il Touring Club Italiano in Via Cesare Battisti 11.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino – che proporrà in degustazione i vini dei propri associati ? e con l’Azienda Baronia di Pontelatone, che abbinerà ai vini prodotti tipici della gastronomia campana.

Interverranno il Vicepresidente del Touring Club Italiano Amedeo Tarsia in Curia, il Presidente del Movimento Turismo del Vino della Campania Daniela Mastroberardino, Luciano Pignataro giornalista e coordinatore della guida per le Regioni Campania Calabria e Basilicata e Luigi Cremona, curatore della guida.

La manifestazione, organizzata come un percorso del gusto ispirato ai prodotti tipici della Regione Campania, culminerà al banco di degustazione dei vini della guida Vinibuoni d?Italia e di quelli delle aziende che aderiscono al MTV della Campania.

La partecipazione è libera.
I partecipanti potranno acquistare a prezzo speciale la Guida Vinibuoni d?Italia 2007.

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A Paestum corso di degustazione acque minerali

L?A.D.A.M. (Associazione Degustatori Acque Minerali) in collaborazione con l?A.M.I.R.A. (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi), organizza a Paestum, lunedì 5 marzo 2007, presso il Savoy Beach Hotel, ?Un corso di degustazione di acque minerali di 1° livello?. Gli argomenti trattati saranno: Conoscere l?acqua ? I principi alimentari delle acque minerali ? Come leggere le etichette ? Le condizioni igieniche delle acque minerali ? Classificazioni delle acque (quantitativa / qualitativa) – Introduzione alla degustazione: 1° riconoscimento di quattro acque minerali.
Al corso di formazione, rivolto a ristoratori, albergatori ed amanti della buona cucina, possono partecipare tutti gli interessati e prevede oltre alla parte teorica, una parte pratica (da svolgere a tavola).
A tutti i partecipanti sarà rilasciato un Attestato A.D.A.M. di 1° livello.
Il costo comprensivo di: corso, colazione di lavoro, attestato di frequenza ed iscrizione all?A.D.A.M. è di 70 euro.
Per informazioni ed iscrizioni: Diodato Buonora, Fiduciario AMIRA Paestum, 338 9426245 ? dbuonora@libero.it

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Curiosità: la velocità del tappo del lambrusco

Sapete qual’è la velocità raggiunta dai tappi di Lambrusco? Oltre 55 km/h!. La notizia, riportata dal TG5, giunge dall’Ospedale Civile di Modena, secondo il quale oltre il 12% dei ricoveri annuali nel locale reparto di Oftalmologia è dovuto a danni agli occhi causati da “incontri ravvicinati” con i tappi. Lambrusco sotto accusa, quindi? Non proprio, semmai ad essere sotto l’occhio (è proprio il caso di dirlo) del ciclone è l’imperizia di coloro che stappano le bottiglie rivolgendole incautamente verso se stessi o altri esseri umani…
Fonte: Club di Papillon

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Gioca e fai giocare
al ?TOTOENOGASTRONOMIA?
e vinci un soggiorno a Paestum
Concorso N° 6

Ecco il 6° Concorso del gioco di Diodato Buonora. Come la volta scorsa, fra tutti coloro che risponderanno esattamente a tutte le domande, saranno sorteggiati 3 buoni-pernottamento gratuiti di 3 notti, per 2 persone, all?Hotel Esplanade di Paestum (SALERNO).
La colonna vincente del Concorso N°4 è: 2X1 221 22X X221
6 partecipanti ha fatto ?13? e di questi 3 riceveranno il premio:

saratrotta@……..
amira.trieste@……….
dangeloraffaele06@……..

Queste le domande del Concorso N° 6

1 ?La regione del vino Barolo:
(2) Veneto
(X) Alto Adige
(2) Piemonte

2 ?Cosa è la vodka?
(1) Acquavite di ginepro
(X) Acquavite di prugne
(2) Acquavite di grano e patate

3 ? Quale pesce da il caviale?
(1) Salmone
(X) Storione
(2) Trota

4 ? In cucina con quale verdura si utilizza il termine ?Doria??
(1) Carote
(X) Carciofi
(2) Cetrioli

5 ? Quale è il paese d?origine del caffè?
(1) Brasile
(X) Abissinia
(2) Colombia

6 ? Quale pollame dà il miglior foie gras?
(1) Anatra
(X) Oca
(2) Faraona

7 ? Quale marca di champagne produce il ?Compte de Champagne??
(1) Pommery
(X) Taittinger
(2) Krug

8 – In quale nazione si produce il Madeira?
(1) Spagna
(X) Portogallo
(2) Francia

9 ? In quale cocktail ci sono ?Cointreau, gin e succo di limone? come ingredienti?
(1) Negroni
(X) White Lady
(2) Side Car

10 ? Quale è la temperatura ideale dell?acqua per la preparazione di un buon caffè?
(1) 60 ? 70 gradi
(X) 85 ? 90 gradi
(2) più di 100 gradi

11 ? Cosa vuol dire la definizione caviar Malossol?
(1) Caviale poco salato
(X) Caviale molto salato
(2) Uova di salmone

12- Quale è il vitigno bianco dello champagne?
(1) Sylvaner
(X) Pinot grigio
(2) Chardonnay

13 ? Il Samos è un vino da dessert, di quale nazione?
(1) Grecia
(X) Portogallo
(2) Spagna

Inviare la colonna esatta a dbuonora@libero.it.
Si può giocare fino alle ore 24 del 4 marzo 2007

Riferimenti: Il TOTOENOGASTRONOMIA numero 5

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Formaggi e vino senza peccato

È stato un bel successo il 2° Salone della Mozzarella di Bufala Campana, una manifestazione in continuo crescendo che ha coinvolto molto gli operatori del settore lattiero caseario di tutta la provincia di Salerno e non solo. Non è una novità che la mozzarella è il prodotto gastronomico campano più conosciuto all?estero. Insieme ad essa gli organizzatori hanno voluto far conoscere altre tipicità enogastronomiche del nostro territorio come i fusilli di Felitto e di Gioi, il carciofo di Paestum, la pizza, la carne di bufalo ed i vini salernitani. Proprio a riguardo di questi ultimi, segnalo l?interessante incontro che si è tenuto in due serate: ?Dal Bianco al Rosso. L?intrigante abbinamento dei Vini autoctoni e l?Oro Bianco della Campania: la Mozzarella di Bufala Campana Dop?. Tutto questo su un tavolo a ferro di cavallo, addobbato in modo originale e con riferimenti azzeccati al Salone della Mozzarella Dop. Ai formaggi di bufala come la mozzarella, la ricotta, il caciocavallo ed il caciocavallo affumicato, descritti con sapienza dalla dottoressa Giuseppina Gargiulo, i maîtres dell?Amira (Maurizio Calabrese, Raffaele Daniele e Francesco Grippo), con la collaborazione degli allievi dell?istituto alberghiero di Gromola-Capaccio, hanno abbinato e descritto i vini delle cantine di Alfonso Rotolo, De Conciliis, I Vini del Cavaliere, Vinari, Marino e Monte Pugliano. Per i 40 ospiti circa che hanno partecipato alla singolare degustazione, d?ora in poi sarà più facile abbinare formaggi e vino senza peccato.
Dibbì

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Tutti i sapori dell’Aglianico
Campania, Basilicata, Puglia e Molise

Seminario-degustazione Slow Food a Lecce
con Luciano Pignataro e Severino Garofano

Organizzato dalla Condotta Slow Food Neretum, sabato 24 alle ore 19 si tiene a presso la Torre del parco a Lecce il primo seminario nazionale sull’Aglianico: inziativa senza precedenti sul più nobile e importante vitigno del Sud le cui origini si perdono nella notte dei tempi, rilanciato all’inizio degli anni ’90 da alcuni produttori che hanno creduto nell’autoctono in tempi non sospetti. Una scelta lungimirante e fortunata, confortata dal successo internazionale di un vino difficile ma capace di dare grandi soddisfazioni, testimoni i continui riconoscimenti della critica specializzata italiana e internazionale. La sua zona naturale di vocazione è la dorsale dell’Appennino Meridionale compresa tra il vulcano di Roccamonfina ai confini tra Lazio e Campania e il Vulture in Basilicata dove il clima freddo, le escursioni termiche e la mineralità del suolo vulcanico lo rendono tipico e inimitabile. Uva a vendemmia tardiva, si raccoglie tra la fine di ottobre sino a San Martino, l’Aglianico è la base di vini di lunghissimo invecchiamento, capaci di esprimersi senza alcuna difficoltà per dieci, quindici anni, sino a toccare i 40 come dimostra l’annata 1968 ancora in commercio. I migliori enologi italiani si confrontano con le caratteristiche di questa uva i cui tannini sono un banco di prova per qualsiasi tecnico abbia voglia di creare qualcosa di nuovo e di originale.
Nel corso degli anni l’Aglianico si è diffuso nel Cilento, oggi è la prima uva del Parco Nazionale, nel Materano, in Puglia e nel Molise dove, insieme alla Tintilia, costituisce, l’autoctono di punta. Solo il Sangiovese, tra i vitigni italiani, conosce una simile diffusione extraregionale.
Tre le famiglie principali: il Taurasi, prima docg a bacca rossa del centro-Sud, il Taburno nel Sannio e il Vulture. Ma è presente in tutte le doc della Campania, della Basilicata e del Molise oltre che in alcune pugliesi.
Il seminario, voluto da Francesco Muci fiduciario della Condotta Slow Food salentina, sarà tenuto dal giornalista del Mattino Luciano Pignataro, autore di guide specializzate sui vini del Sud sponsor free e dall’enologo Severino Garofano, irpino di nascita e salentino di adozione, papà di alcuni dei rossi che hanno fatto la storia della viticoltura calabrese e pugliese. Seguirà una degustazione di sei vini a curata da Duccio Armenio e un banco di assaggio con abbinamenti sul tema scelti dallo chef Perrone.
Le aziende presenti con annate storiche sono le irpine Caggiano, Feudi di san Gregorio, Mastroberardino, Vinosia, le sannite del Taburno Cantina del Taburno, Fontanavecchia e Rivolta, le lucane Cantine del Notaio, Terra degli Svevi, Terra dei Re e Paternoster, la molisana Di Majo Norante, le pugliesi Masseria Monaci, Rivera, Rotolo del Cilento, Telaro e Villa Matilde della zona di Roccamonfina e del Falerno. Info: 328-2341776

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ARRIVA L’ARANCIATA SENZA ARANCE !!!

Allarme della Coldiretti contro il decreto che liberalizza la vendita di bevande gassate dal nome di fantasia ?colorate d?arancia senza contenere neanche l?ombra del succo di agrume?. Si tratta in sostanza di liquidi che contengono soltanto zucchero, coloranti e aromi. Il danno (e l?inganno) si ripercuote sia sulla salute del consumatore che sui produttori di agrumi, che solo in Italia sono centomila, situati prevalentemente in Calabria e Sicilia. Il decreto spazza via quello precedente che stabiliva la percentuale di succo d?arancia in misura non inferiore al 12%.

Fonte ? Club di Papillon

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Marrazza, dal 1957 la macelleria dei torresi di Paestum

Su queste pagine, oltre al gusto, ho descritto vari luoghi della nostra provincia. Questa volta voglio parlare di Torre di Paestum, contrada del Comune di Capaccio a cui sono affezionato, anche perché è il luogo dove sono nato. Partiamo da lontano: quando nel 1943 ci fu lo sbarco degli alleati in questa contrada (come si vede in alcune foto storiche) c?erano un pugno di case e la Torre Medioevale. Un monumento che tutte le amministrazioni, dal dopo guerra ad oggi, hanno lasciato all?abbandono, quando credo che esso meriterebbe di essere recuperato dando la possibilità ai turisti di visitarlo anche all?interno. Agli inizi degli anni 50, questa contrada, pian pianino, divenne un piccolo centro abitato. Giovani provenienti da zone limitrofe comprarono un pezzetto di terra e vi costruirono una casetta. Negli anni 60, Torre di Paestum era la contrada più ?viva? di tutto il comune (invece oggi, un po? la legge 220, un po? una politica assente, è diventata la cenerentola del comune). Coloro che sono nati tra la fine della guerra e la metà degli anni 50 ricordano bene i tempi splendenti del Lido delle Sirene e del Cinzia, dell?Hotel Torre, del Cincillà e del Bar Franco. Un turista che voleva venire al mare di Paestum obbligatoriamente sceglieva questo posto. A quei tempi non esisteva la marmaglia che attualmente frequenta le nostre spiagge: c?erano solo turisti di qualità, per lo più stranieri. Quindi ?Torre? era stata meta di conquista e tanti (in pratica la maggior parte dei genitori degli abitanti attuali) avevano raggiunto questo posto per continuare a fare il mestiere che avevano imparato in paese. Tutta gente umile e laboriosa. A Torre in pratica c?era tutto quello di cui s?aveva bisogno allora: il falegname, il calzolaio, il barbiere, il sarto, il pavimentista, il fruttivendolo e altro. Poi, sfogliando tra i ricordi, mi viene in mente ?Aniell u? chianchier? (Aniello Marrazza, il macellaio), quello che nel 1957 aprì la prima macelleria a Torre, 50 anni fa, quando la carne se la potevano permettere in pochi. Ricordo ancora, ero piccolo (7/8 anni) e mia madre, ogni tanto, la domenica mi mandava a comprare 300 grammi di carne macinata, che assieme a mollica di pane e formaggio grattugiato, doveva servire per fare le polpette nel sugo, un lusso per quei tempi. Ma quei sapori non li ho ancora dimenticati. Proprio per rivivere quei momenti felici ho fatto visita alla Macelleria Marrazza, a dieci metri dalla famosa Torre, nello stesso posto di sempre, in una casa antica d?inizio ?900. Qui ho trovato Aniello Marrazza, 43 anni (nella foto), nipote del fondatore che, tra un cliente e l?altro, mi ha parlato della sua storia e di quella del posto. Queste le sue parole: «Mio nonno Aniello aprì la prima macelleria a Paestum nel 1930, nei pressi del Vico Tavernelle dove adesso c?è il Bar Magna Grecia, poi, nel 1957 lasciò mio zio Melchiorre a Paestum e lui venne a Torre per inaugurare questo nuovo punto vendita. Nel 1963 le redini della macelleria a Torre passarono a mia zia Caterina che le tenne fino al 1980. Nel frattempo, io, già da quando frequentavo le scuole elementari, aiutavo quotidianamente mio zio in macelleria a Paestum e seguivo mio padre per imparare ad acquistare gli animali che successivamente dovevano essere macellati. Per me è stata da sempre una vera passione. Così, il 1 settembre del 1980, a soli 17 anni, la mia famiglia mi affidò la macelleria a Torre che ancora oggi gestisco con impegno e amore». Una bella storia che diventa ancora più piacevole se aggiungiamo che nei pressi della macelleria c?era ?Antonio u? barbier?, che aveva una figlia bionda di nome Maria. Ebbene, Aniello s?innamoro? di quella bionda che sposò nel 1990. Ora la storia continua con Maria che collabora con Aniello nella macelleria ed è la mamma delle sue due figlie: Carla e Diamante. Le carni che commercializzano sono quelle solite: bovini, suini, ovini, pollame e coniglio che sono rigorosamente locali o provengono dalla vicina Basilicata. Di ottima qualità sono anche gli insaccati che producono senza aggiunta di conservanti. Aniello racconta che, qualche anno fa, la locale banca inser¬ì le sue salsicce nel tradizionale cesto natalizio che offre ai soci e fu un successo totale tanto che arrivarono telefonate finanche da Roma per poter acquistare altre salsicce. Oggi, dopo 50 anni, Marrazza è sempre la macelleria preferita dei torresi di Paestum.
Recapito: Macelleria Marrazza, Via Torre 25, 84063 Paestum (SA). Tel. 338.4414288

Diodato Buonora – febbraio 2007

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Ecco la colonna vincente ed i vincitori del ?TOTOENOGASTRONOMIA? N° 5

Ben 6 i ?giocatori? che hanno totalizzato 13 punti al 5° Concorso ?Totoenogastronomia?. Solamente 3 di loro (sorteggiati) vincono 1 buono per un pernottamento di 3 notti per 2 persone all?Hotel Esplanade di Paestum.
Ad essere sorteggiati sono stati:
saratrotta@……..
amira.trieste@……….
dangeloraffaele06@……..

A stretto giro gli sarà inviato, via posta, il coupons che gli permetterà di sfruttare vincita entro la fine del 2007. Martedì 20 febbraio su questo blog il Concorso N.6.

Questa la colonna vincente: 2X1 221 22X X221

E le risposte esatte:

1 ?In quale regione italiana si produce il Teroldego?
(2) In Trentino

2 ?Qual’è il miglior modo di conservare i vini più importanti in cantina?
(X) Tenendole in posizione orizzontale in ambiente buio e senza sbalzi di temperatura Lenticchie

3 ? ?Argenteuil? in cucina è sinonimo di:
(1) Asparagi

4 ? Quante bottiglie di champagne contiene un Balthazar?
(2) 16

5 ? La paella è un piatto che storicamente nasce povero, in quanto piatto unico che conteneva un po’ di tutto. Naturalmente oggi non è piú così e la paella è diventata un simbolo della tradizione gastronomica ma anche culturale di quale paese?
(2) Spagna

6 ? La Feta è un formaggio bianco a pasta molle pieno di piccoli fori irregolari; non ha uno strato esterno. In lingua originale significa la fetta, dal taglio della cagliata nelle parti dopo l’elaborazione. Si usa anche chiamarlo formaggio del barilotto o formaggio ‘di tsadila’. Da quale paese proviene?
(1) Grecia

7 ? Nella produzione di quale tipo di vini viene utilizzato, in Francia ed in Italia, il liquer d’expedition?
(2) Nella produzione degli Champagne e di molti metodo classico realizzati con il metodo della rifermentazione in bottiglia

8 – Che tipo di vino è il Primitivo?
(2) E’ un vino rosso prodotto in Puglia, in provincia di Taranto e in Salento, da uve del vitigno Primitivo

9 ? Qual’è il significato della definizione di etereo per un vino rosso?
(X) E’ il sentore tipico dei vini invecchiati, un po’ pungente, dato appunto dalla presenza degli eteri

10 ? Che cos’è la fermentazione alcolica?
(X) E’ il processo durante il quale gli zuccheri contenuti nel succo d’uva si trasformano in alcol e anidride carbonica sotto l’azione dei lieviti

11 ? Il gallo nero appare nel marchio del Consorzio di quale celebre vino rosso?
(2) Chianti Classico

12- In quale regione italiana viene prodotto il vino Montecarlo?
(2) In Toscana

13 ? Quali uve sono previste nel disciplinare di produzione del Gavi Docg?
(1) Cortese di Gavi 100%

Riferimenti: Per visualizzare il gioco completo…

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Cresce il Salone della Mozzarella

Vetrina delle tipicità salernitane e punta a diventare ?Made in Italy?

Si è chiusa con un bilancio più che positivo la seconda edizione dell?evento dedicato all?oro bianco della Campania e delle tipicità salernitane che dal prossimo anno per volontà dell?assessore provinciale all?Agricoltura e Foreste Corrado Martinangelo aprirà le sue porte a tutte le tipicità italiane.
Successo di numeri per la manifestazione: 3000 tranci di pizza, 2000 assaggi di ricotta, 1800 snack dolci farciti con confettura, quasi 3000 tartine, 1300 tartine con patè di pesce del Golfo di Salerno, 950 chili di bocconcini. Oltre diecimila visitatori con il picco massimo di cinquemila nella sola giornata di domenica. La novità assoluta della seconda edizione sono state senza dubbio le degustazioni guidate che hanno visto abbinati i vini cilentani alla mozzarella dop e al carciofo di Paestum Igp, organizzate dalla società Quality Tourism di Paestum in collaborazione con l?Amira di Diodato Buonora e la Cooperativa Paestum (ente promotore del carciofo Igp).
Il bilancio commerciale, secondo gli espositori, è stato ottimo. Una su tre, delle persone che ha compiuto il viaggio gastronomico nel Salone della Mozzarella, non è uscita a mani vuote.
Il successo del secondo salone è attestato anche dalla grande attenzione mediatica suscitata con oltre 90 giornalisti italiani e stranieri accreditati. Tra questi presenti anche 6 troupe della Rai che hanno girato le immagini per i servizi in onda nei prossimi giorni all?interno dei programmi delle tre reti e dei Tg. I servizi realizzati da Gr1 Agricoltura, Tg1 ?Terra e Sapori?, Tg2 ?Non solo Soldi?, Tg3, Festa Italiana, Uno Mattina, Sereno Variabile, potranno essere consultati a breve sul sito dell?evento www.salonedellamozzarella.it. Singolare la presenza di 40 giornalisti stranieri, provenienti in particolar modo dal centro nord dell?Europa. Dopo aver visitato la città di Parma e le aziende produttrici del Parmigiano Reggiano, hanno proseguito per le cantine del Chianti per concludere il tour nell?enogastronomia italiana a Paestum.
Fonte: Unico settimanale

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Olio: in un ristorante su cinque è senza etichetta

In 319 ristoranti dei principali centri urbani, il 18 per cento continua a offrire olio sfuso e senza etichetta, in contenitori anonimi. L?indagine condotta dai funzionari dell?ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentare ha evidenziato ripetute violazioni della legge 81/2006 che impone agli esercizi pubblici di ristorazione di offrire olio di oliva in contenitori etichettati per garantire la corrispondenza dell?origine e della qualità del prodotto che sta consumando. ?Il rispetto della norma – ha detto il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro – concorre a garantire i consumatori e a tutelare gli operatori e le loro produzioni da pericolose contraffazioni e sofisticazioni?.

Fonte: Ansa

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Questo articolo è tratto dal ?Mattino? del 16.02.07. In esso Luciano Pignataro www.lucianopignataro.it, attualmente il più importante e noto giornalista del vino del sud Italia, mi ha citato come ?degustatore professionale?. Grazie Luciano. Ecco l?articolo….
Il vino di Luciano Pignataro
Selvetelle, nuovo Greco antico
Irpinia e Sannio sono ormai diventate una grande riserva di caccia dove gli appassionati di vino possono scorazzare a piacimento. Oltre i nomi storici, oltre le aziende cresciute negli anni ?90 e note in tutto il paese grazie alle quali la viticoltura campana è tornata d?attualità, c?è infatti una batteria di piccole cantine capaci di riservare straordinarie sorprese. Per comodità andate pure alla Maschera di Avellino, dove i ristoratori possono imparare come si fa una carta dei vini. Anzi, le carte, visto che una è interamente dedicata alle bottiglie irpine che si possono chiedere, tutte, al bicchiere, l?altra inizia con le regioni del Sud relegando il resto d?Italia alla fine. Così si fa quando si vuole interpretare un territorio e, soprattutto, quando non si soffre di quel provincialismo tipico di alcuni ristoratori capaci di infilare Sassicaia o Gaja senza avere la Falanghina o l?Aglianico prodotti magari a pochi metri. Una sola eccezione giustifica scelte simili, e riguarda i ristoratori della Terra delle Sirene dove la clientela è internazionale. Considerazioni da fare provando il Greco di Tufo 2005 di Centrella, microscopica azienda, appena due ettari, a Torrioni, alle prese con un solo vitigno, come le mie amatissime Torricino, Marsella, Picariello. Carlo e Andrea, padre e figlio, sono impegnati nel vigneto dal 1977, la prima etichetta è del 2005, annata molto difficile che ha obbligato ad una vendemmia anticipata e flagellata dalle piogge. Il primo sorso l?estate scorsa, il vino era assolutamente scomposto, poco equilibrato al naso con la prevalenza dello zolfo esuberante su cui galleggia questa parte della provincia di Avellino, l?indicatore di freschezza esagerato anche rispetto ai miei parametri personali. Poi, mese dopo mese, la ricomposizione, il brutto anatroccolo è diventato un bel cigno sino alla rivelazione della settimana scorsa quando ho avuto la possibilità di godere del naso ricco, fruttato e minerale, di una freschezza ben equilibrata con l?alcol e la struttura, di una beva lunga e pulita. Davvero un Greco di spessore che solo adesso inizia a vivere anche se degustatori professionali come Diodato Buonora, Gaspare Pellecchia e Fabio Cimmino ne hanno scritto mirabilie sin dal primo incontro con questo Greco. Una sola critica allora: deve essere in commercio a un anno dalla vendemmia, magari un po? più caro. Oppure, chi lo compra, deve aspettare. Il bianco di Centrella non mi fa pensare alla cucina di mare, ma a quella contadina senza pomodoro, ideale ad esempio sulla zuppa di cipolla ramata di Montoro fatta dalla giovane chef Antonella Iandolo, per citare ancora La Maschera di Luigi Oliviero, the man in black. Grazie ai suoi viticoltori, l?Irpinia è diventata il territorio meridionale più grande da esplorare e da bere.

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Non succede solo al Sud ? dal Corriere di Como on line 15.02.07

Futuri chef senza cucine
Alberghiero senza le cucine, ultimatum della scuola al Comune
Da sei mesi i ragazzi che studiano nel plesso di Porlezza attendono invano il loro laboratorio

Futuri chef senza cucina. Senza pentole, tegami, fornelli. Una situazione paradossale, quella vissuta dalla sezione alberghiera dell’istituto ‘Vanoni’ di Menaggio. Le due classi prime, che già da settembre si sarebbero dovute esercitare in cucina, non hanno a disposizione alcun laboratorio, fondamentale per il corso di studi. Dal sindaco di Porlezza, comune in cui ha sede il plesso alberghiero del Vanoni, arriva però una promessa: «Entro questa settimana i ragazzi avranno il laboratorio».

Una cucina provvisoria, in attesa che venga completata una maxi struttura da 1.000 metri quadrati che comprende mensa, laboratorio, sala cottura ed eventuale centro ricreativo serale per i ragazzi del Centrolario.

Proprio ieri il preside del Vanoni, Gabriele Bufalino, ha lanciato l’ultimatum. «Le cucine non ci sono mai state consegnate, noi ne abbiamo bisogno. I ragazzi avrebbero dovuto iniziare ad esercitarsi sin da settembre. Recentemente ho avuto un incontro con i genitori e l’amministrazione comunale. Quest’ultima ha promesso la consegna di un laboratorio provvisorio in tempi brevissimi. Per la struttura definitiva, invece, bisognerà aspettare fino a luglio».
Nel frattempo, però, gli studenti dell’alberghiero hanno trascorso i primi sei mesi di scuola senza le cucine. «Erano fondamentali già a partire da settembre – continua il preside – probabilmente l’ente locale è incappato in qualche difficoltà tecnica e non ha potuto rispettare l’impegno assunto l’anno scorso. Da parte mia, sto completando l’acquisto del materiale che ci compete: pentole, tegami, posate e quant’altro. Lo metterò a disposizione quando saranno pronti i locali».

I laboratori servono non solo per i ragazzi già iscritti, ma anche per quelli che arriveranno l’anno venturo. «Abbiamo avviato due prime – dice Bufalino – e se il trend rimarrà costante, anche l’anno prossimo potremmo avviare due classi d’alberghiero». Dopo l’ultimatum del preside, la promessa del sindaco, Sergio Erculiani.

«Entro questa settimana consegneremo un primo laboratorio attrezzato e a norma. Entro luglio, invece, completeremo una maxi-struttura polifunzionale di circa 1.000 metri quadrati: mensa, laboratorio, sala bar, centro cottura. Un locale che potrà fungere anche da punto di ritrovo per i ragazzi del posto. Abbiamo investito in questo progetto circa 900mila euro: avevamo bisogno di un centro cottura, per cucinare i pasti in loco, e di una mensa capiente che potrà servire elementari e medie. E abbiamo recuperato un’importante area da 1.000 metri quadrati proprio sotto la sezione staccata del ‘Vanoni’».

Adesso resta soltanto da aspettare. E verificare, tra una settimana, se la promessa di un laboratorio funzionante in tutto e per tutto si sia trasformata in realtà. Mentre il preside ribadisce con forza l’assoluta necessità di una struttura che permetta ai ragazzi di fare pratica almeno nelle poche settimane che mancano alla fine delle lezioni.
Andrea Bambace

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GASTROBARZELLETTA ? In quel ristorante non possiamo più tornare

Un medico si rivolge ad una sua paziente: “Allora funzionano le pillole energetiche che ho prescritto a suo marito?”.

E lei risponde: “Beh sì. Ieri sera all’improvviso, mi ha spogliato, mi ha stesa sul tavolo e hanno dovuto togliermelo di dosso dopo più di un’ora?.

Il dottore: ? Sara’ contenta??.

Risponde la signora: ?Si, ma in quel ristorante non ci possiamo più tornare”.

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Degustazioni AMIRA ? Cabernet Sauvignon International 2003
Primi: ? Viña Los Vascos? (Cile) e ?Stellenbosch? (Sudafrica)

L?Amira (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi) sezione Paestum organizza periodicamente delle degustazioni vinicole ?alla cieca?, vale a dire i degustatori non sono informati dei vini che assaggiano.
Il tema dell?ultima degustazione è stato: Cabernet Sauvignon International 2003.
Sono stati degustati vini prodotti con Cabernet Sauvignon vendemmiati nel 2003, provenienti da diversi Paesi del mondo (Italia, USA, Sudafrica, Francia, Svizzera, Cile e Messico), che avevano un costo massimo di 11 euro.
Il Cabernet Sauvignon è un vitigno francese di origine bordolese diffuso in tutto il mondo. Dà origine a vini speziati, erbacei e tannici. In molti casi è vinificato in unione con altri vitigni.

14 i vini che sono passati sotto l?esame attento di 13 degustatori AMIRA (Aiello, Buonora, Calabrese, Cavallaro, Daniele, Falanga, Grippo, Lembo B., Napoleone, Onorato, Sangiovanni, Taurone e Vicinanza).

I campioni degustati nei saloni dell? Hotel Esplanade di Paestum hanno decretato il seguente risultato. Naturalmente, è possibile per numerosi motivi che un altro campione della stessa azienda e della stessa annata possa dare un giudizio diverso.

1° vino classificato ex aequo: Los Vascos 2003, Cabernet Sauvignon Colchagna, Viña Los Vascos, Peralillo, Cile. ? Un bel vino, un vero cabernet. Il Cile già da qualche anno sta producendo vini che hanno un eccezionale rapporto qualità-prezzo. La bottiglia in oggetto è stata acquistata in Svizzera ed è stata pagata l?equivalente di circa 8,50 euro. La cantina Viña Los Vascos si trova a Peralillo nella Colchagua, una valle che fu abitata dalla più combattiva delle tribù andine, quella dei cacciatori Chiquillanes. Per oltre due secoli è stata proprietà della famiglia Echenique, di origine basca, che ha posseduto questi terreni producendo vini di alta qualità dai 220 ettari vitati compresi in una tenuta di 2.200 ettari di estensione. Dal 1983 Domaines Barons de Rothschild (Lafite), cioè la proprietà di Château Lafite Rothschild a Bordeaux, vi ha investito molti capitali prendendo in mano nel 1988 la conduzione tecnica, ristrutturando i vigneti e rinnovando le tecnologie di cantina. Attualmente la tenuta comprende circa 3.600 ettari, 580 dei quali piantumati al 75% con Cabernet Sauvignon, al 15% con Sauvignon Blanc e al 10% con Chardonnay. Così in degustazione: ?eccellente? all?esame visivo con un bel colore rosso rubino carico. Al naso era da manuale, cioè si percepivano netti i sentori che emana in genere un cabernet: erba fresca appena tagliata e peperone verde oltre a piccoli frutti rossi e neri di sottobosco. ?Ottimo? al gusto in tutti i parametri meno che all?intensità che è risultata ?buono?. Un vino che consiglio di provare per il prezzo e per la piacevolezza. In Italia è distribuito da Meregalli, lo stesso che distribuisce il Sassicaia. Prezzo indicativo in enoteca ? 8,50. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 78/100, buono.

1° vino classificato ex aequo: Cabernet Sauvignon 2003, Wine of Origin Stellenbosch, Somerbosch Winery, Die Boord. Sudafrica ? Anche questo vino ha entusiasmato i degustatori risultando un cabernet da manuale: netti i sentori olfattivi di peperone verde e di erbaceo. Facendo una ricerca sulla Somerbosch Winery ho scoperto che è una delle più importanti del Sudafrica. A condurre la cantina ci sono i fratelli Marius e Japie Roux che hanno preso in mano l?azienda nel 1995 dal loro papà Wally. Dal 2005 si è aggiunto alla società anche il terzo fratello: Wrensch. In degustazione il vino, che ha avuto 12 mesi d?invecchiamento in barrique di rovere francesi, è risultato: ?eccellente? al visivo; ?ottimo/buono? al naso e al gusto. Un buon vino che può permettersi qualche anno d?invecchiamento. Prezzo indicativo in enoteca ? 8,50. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 78/100, buono.

3° vino classificato: Beringer 2003, Cabernet Sauvignon, Stone Cellars, Napa, California. USA ? Questo americano della Napa Valley si è classificato subito dopo i primi della classe. In degustazione sin dall?inizio ha ben impressionato. Alla vista ?eccellente? mostrava il suo bel ?vestito? rosso rubino vivo. Al naso ?buono/ottimo?, dove l?intensità prevaleva sulla persistenza e sulla finezza e si evidenziavano l?erba fresca appena tagliata, il tabacco e la liquirizia. Al gusto era abbastanza piacevole ed è stato giudicato ?buono? all?intensità, al corpo e allo stato evolutivo e ?ottimo? alla persistenza, finezza e piacevolezza. Da aggiungere che, a vedere il prezzo, viene un dubbio: che sia stato invecchiato con i trucioli? Prezzo indicativo in enoteca ? 7,00. Gradazione alcolica 13%. Punteggio finale 74/100, buono.

4° vino classificato: Fleur du Rhone 2003, Cabernet Sauvignon Valais A.O.C., Coop, Basilea. Svizzera ? Un vino equilibrato e caratteristico. Sin dai primi esami si è potuto intuire che è un vino ?rosso-crociato?. Sarà un metodo di vinificazione, o altro, ma al naso ed al gusto (naturalmente sempre alla cieca) qualcuno di noi ha trovato delle similitudini con altri vini svizzeri che generalmente sono prodotti con il pinot nero. La zona di produzione è il Vallese, regione ai confini con la Valle d?Aosta ed il Piemonte, che è il cantone viti-vinicolo più importante in terra elvetica. L?azienda che lo commercializza è la Coop-svizzera, una catena di supermercati presente in tutta la nazione che viene considerata la più importante commerciante di vini del Paese. In degustazione: ?eccellente? alla vista; ?ottimo/buono? al naso e ?buono/ottimo? al gusto. Prezzo indicativo in enoteca ? 10,00. Gradazione alcolica 12,8%. Punteggio finale 72/100, buono.

5° vino classificato ex aequo: Sopra Lago 2003, Terre del Volturno Igt, Fattoria Selvanova, Castel Campagnano (CE) ? Italia ? L?unico cabernet campano in purezza che ha partecipato a questa ?speciale degustazione?. Di campani avremmo potuto prendere anche il ?Si:kjube 2003? di D?Orta e De Conciliis (vino che non producono più), che è stato scartato perché il prezzo superava in enoteca abbondantemente gli undici euro che ci eravamo prefissati. Tornando alla Fattoria Selvanova, azienda che produce questo vino, è una di quelle piccole cantine campane (12 ettari vitati e 30.000 bottiglie prodotte) che si stanno distinguendo per l?amore e la passione che hanno per il mondo del vino. In degustazione questo cabernet è risultato rosso rubino leggermente scarico al visivo; al naso, ?buono?, si percepivano sentori che ricordavano la frutta rossa sotto spirito, lo speziato con in prevalenza profumi di chiodi di garofano e cuoio. Al gusto è piaciuta la persistenza e il corpo. Un vino e un?azienda da seguire con attenzione. Prezzo indicativo in enoteca ? 10,00. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 70/100, buono.

5° vino classificato ex aequo: Mandrarossa 2003, Cabernet Sauvignon Sicilia Igt, Cantine Settesoli, Menfi (AG) ? Italia ? Ha ottenuto l?identico punteggio del precedente in tutti i parametri. Sarà il territorio ed il clima, ma il vino nelle sue caratteristiche ricordava poco le particolarità del vitigno. Prezzo indicativo in enoteca ? 6,00. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 70/100, buono.

5° vino classificato ex aequo: Gold Melodie 2003, Cabernet Sauvignon Vin de Pays D?Oc, Les Domaine Virginie, Béziers. Francia ? Un vino francese ma non di quelli importanti, aveva il tappo a vite. Sappiamo bene che il Cabernet Sauvignon in questo Paese è quasi sempre assemblato con altri vitigni. Comunque questo vino ha dimostrato la bravura dei francesi nell?arte di fare il vino. In degustazione, oltre all?eccellenza alla vista, è risultato ?buono? in tutti i parametri eccetto all?intensità olfattiva e alla persistenza gustativa che hanno avuto l? ?ottimo?. Sentori percepiti al naso: erbaceo e peperone che fanno presagire che il vino è un vero Cabernet. Prezzo da oscar. Prezzo indicativo in enoteca ? 5,00. Gradazione alcolica 12,5%. Punteggio finale 70/100, buono.

8° vino classificato: Cabernet Sauvignon 2003 of Coastal Paso Robles, Anthony?s Home, California. USA ? Un piccolo Cabernet americano in tutto: prezzo e qualità. Prezzo indicativo in enoteca ? 6,00. Gradazione alcolica 13,3%.Punteggio finale 68/100, buono.

9° vino classificato ex aequo: Il Greto 2003, Cabernet Sauvignon Grave Friuli Doc, Friulvini, Zoppola. Italia ? Un vino che merita una menzione particolare. Visto il suo prezzo (generalmente lo si trova nei supermercati di tutta Italia) e la sua gradazione, pensavamo di trovarci di fronte un vino che non avesse più niente da raccontare. Invece, possiamo dire che è stato un vino corretto. Chi l?ha detto che il vino non si acquista nei supermercati? Prezzo indicativo in enoteca ? 2,50. Gradazione alcolica 11,5%. Punteggio finale 66/100, buono.

9° vino classificato ex aequo: Fox Hollow 2003, Cabernet Sauvignon, Broncowine Company, Ceres, California. USA ? La Broncowine produce vini con diversi marchi sia in California che in Argentina per un totale di produzione di circa 230 milioni di litri! Uno di questi è il Fox Hollow. Il vino degustato, anche se non ha entusiasmato, è risultato corretto: ?eccellente? alla vista e ?buono? in tutto il resto. I sentori percepiti erano quelli di prugna matura sciroppata, mentre al gusto aveva una grande morbidezza che, secondo noi, avrebbe potuto essere l?abbinamento ideale con una grigliata di carne mista. Prezzo indicativo in enoteca ? 5,50. Gradazione alcolica 12,6%. Punteggio finale 66/100, buono

11° vino classificato: Cape Cabernet Sauvignon 2003, Certified Wine of Origin Breede River Valley, New Cape Wines, Worcester. Sudafrica
? Poco da dire su questo ?piccolo? sudafricano. Vista: ?ottimo?. Naso: ?buono?. Gusto: ?sufficiente?. Prezzo indicativo in enoteca ? 5,00. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 55/100, sufficiente.


12° vino classificato ex aequo : Cabernet Sauvignon California 2003, Canyon Road Winery, Geyserville, California. USA
? Poco piacevole. Tra le note, un?evidente puzzetta al naso. Per la cronaca l?azienda possiede 140 ettari di vigneti in California. Prezzo indicativo in enoteca ? 9,50. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 51/100, sufficiente.

12° vino classificato ex aequo: Iguado 2003, Cabernet Sauvignon, Casa Madero, Messico ? Il vino è stato acquistato in un supermercato in Germania. Con nostra sorpresa è stato pagato 1 euro e 99: sicuramente è stato un errore in quanto facendo una ricerca in rete, siti del settore lo commercializzano tra i 6 e i 7 euro che francamente non li vale. Di messicano preferiamo la tequila! Prezzo indicativo in enoteca ? 6,50. Gradazione alcolica 13,5%. Punteggio finale 51/100, sufficiente.

14° vino classificato: Cabernet Sauvignon di Torgiano Doc, Lungarotti, Torgiano (PG). Italia ? La delusione della giornata. Con cattiveria, quando abbiamo assaggiato questo vino, si è pensato al ?messicano?. Probabilmente sarà stata una bottiglia difettata. Già alla vista presentava una piccola schiuma che non era Co2. Per il resto, profumi poco piacevoli e gusto anonimo. Prezzo indicativo in enoteca ? 11,00. Gradazione alcolica 13%. Punteggio finale 47/100, sufficiente.

Dal punto di vista professionale è stata un degustazione interessante. Probabilmente (o meglio sicuramente) qualche vino degustato, soprattutto straniero, è stato costruito con i trucioli. Siamo contrari a questa sistema, purtroppo non riusciamo a saperlo perché l?utilizzo di questa pratica non è menzionata in etichetta.

Diodato Buonora, Fiduciario Amira Paestum
Responsabile degustazione
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Curiosità – Il vino più caro del mondo

Perfetto per chi è convinto che la bontà di un vino sia strettamente legata al prezzo.
Forbes parla dei vini più cari del mondo.

Una bottiglia del 1787, un Chateau Lafite, mantiene il record di prezzo di 160.000$ da 18 anni. Questo traguardo è stato ottenuto anche grazie al fatto che è appartenuta a Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, nonché amante del buon vino.

Il suo incarico di ambasciatore in Francia l’ha aiutato nel coltivare questa passione, consentendogli di visitare le vigne di Bordeaux e Borgogna.

A lui sono anche appartenute altre due bottiglie-record, uno Sherry del 1775 venduto a 43.500$, ed il più caro vino bianco mai venduto, uno Chateau d’Yquem (per 56.588$).

Ahimé, questi vini non sono più bevibili, ed i collezionisti sono disposti a pagare queste cifre per il puro gusto di possederli. In particolare, la bottiglia del 1787 fa ora parte della Collezione Forbes di New York.
L’articolo si sofferma anche su come si possa stilare una classifica dei vini più costosi in modo assennato, evidenziando inoltre come tutti i vini che vi potrebbero comparire sono stati venduti in asta, anche per sfruttare la pubblicità ed il clamore che queste suscitano.

Il vino più caro che sarebbe ancora possibile bere è un Montrachet 1978 di Domaine de la Romanée-Conti, battuto da Sotheby’s nel 2001. Sette bottiglie sono state pagate 167,500$ (uno scherzetto da quasi 24 mila dollari a bottiglia !). Pare comunque che questo prezzo sia stato raggiunto più per il gusto dei due collezionisti rimasti in gara di strapparselo l’un l’altro, piuttosto che non per il reale valore del vino in questione.

Strana la storia legata alla bottiglia più cara in assoluto. Nel 1989 William Sokolin doveva piazzare una bottiglia di Chateau Margaux del 1787, anche questa con le iniziali di Jefferson. Chiedeva 500 mila dollari, ma senza fortuna. Aveva deciso di portarsela con se ad una cena al Four Seasons, dedicata ai vini Chateau Margaux. Sfortuna, anzi, fortuna, volle che un cameriere maldestro ruppe la bottiglia, che era stata però provvidamente assicurata per 225.000 $…

Forbes sottolinea inoltre che il comune denominatore di tutte queste super-bottiglie è il loro valore scarso come vini…

Fonte:www.gustoblog.it

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Il libro: i nonni a tavola

Raramente recensisco dei libri, ma quando mi capitano per le mani quelli che mi piacciono lo faccio con piacere. Come ad esempio ?Cilento: i nonni a tavola (edito dalle ?Edizioni del Centro di Promozione Culturale per il Cilento?. Un grazioso e semplice volumetto (48 pagine) , scritto da Catello Nastro, che probabilmente non sarà molto bello dal punto di vista grafico, ma molto interessante sotto quello del contenuto. Sfogliando e leggendo il libro, in molti episodi ho fatto un salto nel passato ed in molti momenti ho rivisto delle scene d?altri tempi (40-50 anni fa) descritte con molta meticolosità, passione e competenza. Tra i vari paragrafi, per farvi capire con più chiarezza il contenuto del libro, si parla di: antichi utensili di cucina, verdure, ?lu puorco?, ?re lu puorco nin se jetta niente!?, il pranzo di Natale e Pasqua, i vini, specialità gastronomiche di ieri e di oggi, la bufala, il fico, la mela annurca, dieta mediterranea e tante altre notizie interessanti. Per ricevere il volume, che costa 5 euro, telefonare all?autore: Catello Nastro 339 4052920 oppure 329 7443078.
Dibbì

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La Bettola del Massaro, un bel posto in città per il pesce di qualità
Ogni tanto mi viene voglia di andare al ristorante in città, un po? per cambiare e un po? perché ho questo piacevole appuntamento con tanti di voi che mi seguono assiduamente. Ecco che un sabato sera mi ritrovo a Battipaglia, città con oltre 50.000 abitanti che a ragione è ormai considerata la capitale della Piana del Sele. Eppure la storia di questo posto è abbastanza recente, nata come ?colonia agricola? nel 1858, Battipaglia rappresentò il migliore auspicio all’idea di bonifica delle aree paludose e malariche, trasformando la Piana del Sele in una delle zone più fertili e industriose del Sud. Divenne comune autonomo nel 1929 (prima era una frazione del Comune di Eboli) e da oltre 40 anni è un importante polo industriale: alle tradizionali industrie di trasformazione dei prodotti agricoli, si sono affiancate industrie siderurgiche e di apparecchiature elettriche a ciclo continuo. La nostra meta gastronomica è stata il ristorante ?La Bettola del Massaro?, locale di cui avevo già sentito parlare bene per la qualità dei suoi prodotti di mare. Per raggiungerlo è abbastanza semplice, basta arrivare al centro del paese ed il ristorante si trova nei pressi del comune. A riceverci è stata la proprietaria, la giovanissima, sorridente ed allegra Antonietta Menichino (a destra nella foto insieme alla sorella Roberta che collabora al servizio in sala) che ci fa accomodare ad un tavolo tondo, bello e spazioso. Il locale, essendo sabato sera, è ben affollato ma la situazione è sotto controllo e questo ci fa ben sperare. L?ambiente è rustico, ben illuminato, arredato con qualche quadro e dei mobili antichi. Inoltre si vedono in bella mostra delle foto dove le immagini raccontano un po? la storia del locale e di qualche personaggio famoso che vi è stato come ospite. Per completare il tutto aggiungiamo che le sedie sono impagliate e comode, le tovaglie ed i tovaglioli sono di colore giallo carico, mentre i coprimacchia sono rossi. Al centro della sala c?è un?isola fredda con pescato di qualità ed in giro su vari scaffali si vedono dei vini e delle grappe importanti. Per prima cosa un cameriere ci chiede se vogliamo bere l?acqua liscia o gassata. Scegliamo quella liscia e ci viene portata in una bella caraffa. In pratica era acqua potabile purificata. Sicuramente un sistema comodo, pratico ed economico per il ristoratore poiché in questo modo non ha bisogno di molti spazi per stoccare le casse. In un momento dove si parla addirittura di abbinamento di acqua-cibo (a Paestum il mese prossimo sarà organizzato un corso dell?ADAM, Associazione Degustatori Acque Minerali), preferisco quella in bottiglia dove so per certo quello che bevo. Per ordinare non ci portano il menu in quanto sappiamo che, quando si lavora con pescato fresco di mare, le proposte variano giorno per giorno o addirittura ora per ora in base alle richieste degli ospiti. Lasciamo fare dando come indicazione antipasto, primo e secondo tutto di mare. Per cominciare ci portano dei centrotavola con salmone marinato su letto di rucola e aceto balsamico (molto delicato), baccalà e cipolle in agrodolce (particolare), insalata di polipi (forse un po? duretti), alici farcite ed impanate (eccezionali), un timballo con seppie e cime di rapa (in formato maxi ma buono e piacevole) e polipetti affogati (niente da dire se non avessi mangiato per caso un pezzetto di peperoncino molto piccante che mi ha fatto un po? tribolare). A seguire dei magnifici paccheri conditi con freschissimi gamberi cerasuoli e lardo di Colonnata. Come secondo una bella pezzogna al sale (sarà stata di circo 1 Kg), di una delicatezza unica, spinata al nostro tavolo con molta competenza da Antonietta. Per chiudere in dolcezza un caldo soufflè al cioccolato. Come vino abbiamo bevuto un Soave Doc Monte Ceriani delle cantine della Tenuta Sant?Antonio. Per concludere possiamo asserire che ?La Bettola del Massaro? è un bel posto in città per il pesce di qualità. In due abbiamo pagato 80 euro.
Ristorante La Bettola del Massaro, Via Gramsci 43 ? 84091 Battipaglia (SA) – Tel. 0828.614378 ? Chiuso il Lunedì ? Voto71/100.
Diodato Buonora – Febbraio 2007

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Slow Food Cilento aderisce a ?M?illumino di meno?

La Condotta Slow Food Cilento aderisce a ?M?illumino di meno, giornata nazionale del risparmio energetico.?, l?iniziativa lanciata per il terzo anno consecutivo dalla trasmissione radiofonica di RAI Radio2 Caterpillar ? (dal lunedì al venerdì dalle 18,00 alle 19,30), lancia, per il 16 febbraio 2007.

Dopo il successo delle passate edizioni i conduttori, Massimo Cirri e Filippo Solibello, chiedono nuovamente agli ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta.

L?invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili il 16 febbraio alle ore 18, e di farsi promotori di iniziative volte a sensibilizzare l?opinione pubblica sul tema del risparmio o anche, direttamente, a risparmiare energia, elettrica ma non soltanto.
L?iniziativa, quest?anno, è patrocinata dal Ministero dell?Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Cosi la Condotta Slow Food Cilento, Venerdi 16 febbraio, organizza una Cena a basso consumo energetico
ed aderisce alla giornata del risparmio energetico con una cena a lume di candela e menu a basso consumo con cibi locali e di stagione.
La cena si terrà presso la Masseria Aliseo di Paestum con inizio alle ore 20,00.
L’illuminazione del viale di accesso e della sala verrà realizzata con fiaccole e candele. Un camino riscalderà la sala.
I prodotti utilizzati per la cena provengono esclusivamente da aziende della zona.
La cottura dei piatti avverrà nel forno a legna.
Costo della cena: ? 22,00 per i soci; ? 25,00 per i non soci.
E’ indispensabile la prenotazione entro giovedi 15 febbraio presso il fiduciario Giancarlo Capacchione: tel. 329 6330371 – g.capacchione@libero.it

MENU
Misto di verdure sott’olio (carciofini, zucca zucchine,asparagi)
Peperoncini farciti al tonno
Ricottina di bufala con confettura di uva fragola
***
Zuppa di fagioli di Controne con peperoni cruschi
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Capretto con patate
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Carciofi arrostiti
***
Bavarese di ricotta di bufala

I PRODUTTORI
? Masseria Maida – Capaccio Paestum – Verdure sott’olio e confetture
? Azienda Agricola Michele Ferrante – Controne – Fagioli di Controne – Peperoni cruschi essiccati al sole
? Antica Forneria – Capaccio Paestum – Pane a lievitazione naturale cotto a legna
? Frantoio Oleario La Torretta – Battipaglia – Olio extravergine di oliva
? Azienda Vinicola Cuomo – Capaccio Paestum – Vini
? Azienda Agrituristica Masseria Aliseo – Capaccio Paestum – Verdure di stagione – capre allevate in azienda – prodotti da latte di bufala

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GASTROBARZELLETTA ? Una coppia di anziani coniugi?.

Una coppia di anziani coniugi sta festeggiando il loro 75° anniversario di matrimonio in un elegante ristorante.
Alla fine della cena il marito si rivolge affabilmente alla moglie e le chiede:
“Cara, c’è una cosa che è da tanto tempo che ti vorrei chiedere. Mi ha sempre colpito il fatto che il nostro decimo figlio non assomiglia per niente agli altri nove. Ora voglio assicurarti che questi 75 anni con te sono stati un’esperienza stupenda e la tua risposta non potrà in alcun modo modificare questo mio giudizio. Ma io debbo sapere, il dubbio mi assilla da molti anni. Ha egli un padre differente?”

La moglie china la testa incapace di guardare negli occhi il marito e commossa dal candore del marito, dopo alcuni secondi di pausa, confessa:
“Sì, caro, perdonami. E’ così”.

Il vecchio è profondamente abbattuto, la realtà di quello che la donna ha appena confessato è più forte di quello che si sarebbe aspettato. Con le lacrime agli occhi egli chiede:
“Chi? Chi è il padre?”.

Nuovamente l’anziana donna china la testa, non vorrebbe rispondere, non riesce a trovare il coraggio di dire tutta la verità al marito. Ma alla fine, con un filo di voce, esclama:
“Tu…”

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Allarme degli esperti
Il clima mette a rischio il Brunello
Firenze ? Nel giro di neppure un secolo, a causa del clima, il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico e il Nobile di Montepulciano rischiano di estinguersi. Potrebbero infatti non esserci più le condizioni climatiche che oggi caratterizzano quelle zone di produzione. È lo scenario apocalittico che viene fuori dallo studio «Effetto della variabilità meteoclimatica sulla qualità dei vini»realizzato nel 2006 dall?università di Firenze. Il surriscaldamento del pianeta infatti avrà come conseguenza il cambiamento della geografia enologica mondiale, con un progressivo innalzamento della latitudine ideale per la pratica della viticoltura, che interesserà, inevitabilmente, anche i territori dell?eccellenza enologica toscana. Accanto al surriscaldamento infatti si potrebbero verificare periodi di siccità tali da compromettere la produzione del Brunello, del Chianti e del Nobile di Montepulciano.

Fonte. La Repubblica 09.02.07

Non sanno più cosa inventarsi per mettersi in mostra, anche se fra quasi un secolo quelli della mia età non ci saranno più, possono tranquillizzare i giovani e i giovanissimi….il Brunello ci sarà sicuramente (db)

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Parte la prima edizione di ?Reality Chef 2007?, ideata e realizzata dagli staffs di selezionati ristoranti biscegliesi

Il Gourmet si svela
Reality Chef
Itinerari Gastronomici Biscegliesi
Interpretati dai cuochi in sala

Parte la prima edizione di
?Reality Chef 2007?, ideata e realizzata
dagli staffs di selezionati ristoranti biscegliesi.
Novità assoluta, la presenza in sala dei cuochi, che mostreranno dal vivo ai commensali tutti gli steps della preparazione delle varie portate.

Tutti i menù proposti saranno ?a tema? e fortemente legati alla tradizione del territorio, e la disponibilità degli chefs nello svelare agli ospiti i loro ?segreti? farà assumere a questi inediti appuntamenti enogastronomici la fisionomia di una vera e propria ?scuola di cucina e degustazione?.

La presenza in sala di un presentatore delle varie serate farà da tramite fra lo chef e gli ospiti in sala, che potranno porre domande e chiedere delucidazioni sui vari procedimenti di preparazione delle portate.
A cura di rinomate case vinicole ed
olearie del territorio gli abbinamenti dei vini e particolari proposte degustative.

Primo appuntamento a: L?Osteria del Seminario, giovedì 22 febbraio, con il
menù ?Murgia-Mare, Sapori di Puglia?,
proposto dallo Chef Pietro Antonino.
Bisceglie, Corso Umberto, 165
Tel. 080.3991519.

Seguiranno:
Giovedì 1 marzo ?07? DI…VINO HOSTARIAVia Veneto-Ang. Via Monterisi, 12/14
Tel. 080.3921925
Chef – Giuseppe Rutigliani
Menù – ??U Pignateidde e ?u Traine?

Venerdì 9 marzo ?07- GLAM’HOUSEVia C. Colombo,16
Tel. 080.3921426
Chef – Giacomo Papagni
Menù ? ?Glamour?

Giovedì 15 marzo ?07?OSTERIA AL CONSIGLIO
Carrara Reddito, 55
Tel. 080.3929262
Chef ? Carlo Consiglio
Menù??Il Buon Consiglio?

Venerdì 23 marzo ?07?Ristorante MEMORY
Panoramica U. Paternostro, 239
Tel. 080.3980149
Chef ? Benedetto Di Lernia
Menù ? ?Le Odi a tavola fra vizi e sfizi?

Giovedì 29 marzo ?07? Ristorante PANTAGRUEL
Piazza Castello
Tel. 393.3632550
Chef ? Gabriele Di Liddo
Menù ? ?Emozioni del passato…che non si
dimenticano?

Cena singola, bevande comprese ? 35,00. ore 20,45

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Paestum – Incontro degustazione con i ?Tre Bicchieri? del Cilento

Venerdì 16 Febbraio 2007, a cura dell?A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) delegazione del Cilento e Vallo di Diano, presso l?Hotel Cerere di Paestum, ci sarà un incontro degustazione con i vini del Cilento premiati con i ?Tre Bicchieri? dal Gambero Rosso.

In degustazione:
- Pietraincatenata 2004, Fiano Paestum Igt, Maffini
- Cenito 2003, Cilento Aglianico Doc, Maffini
- Naima 2001, Aglianico Paestum Igt, De Conciliis

L?abbinamento è con caciocavallo podolico.
Costo della serata 10 euro.
È assolutamente indispensabile prenotarsi.
Le prenotazioni verranno chiuse a 50 persone.

Prenotarsi alla dott.ssa Maria Sarnataro (delegata AIS Cilento e Vallo di Diano)
masarnat@tiscali.it ? 338 9296146

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Succede anche questo….
Germania/ Trova un dito in una tavoletta di cioccolata

Mercoledí 07.02.2007 17:00

Un tedesco di ventotto anni, residente a Bischofsheim nell’Ovest nel paese, ha fatto ieri pomeriggio una macabra scoperta: un dito di un uomo in una tavoletta di cioccolato. Lo ha reso noto la polizia di Magonza che ha dato il dolciume in esame al reparto di medicina legale della questura. La cioccolata incriminata, con noci intere, era stata inviata al giovane tedesco da un suo conoscente residente in Italia.
I medici hanno confermato che il dito, munito di unghia, è reale e proviene da una mano umana. Gli agenti tentano di stabilire a chi appartengano le falange. In corso due inchieste; da una parte gli inquirenti stanno contattando la ditta – ma il nome non è stato comunicato – che ha fabbricato il dolce, mentre gli esperti medico-legali stanno esaminando il macabro reperto. La polizia di Magonza ha fatto sapere di prendere molto sul serio questa sorprendente vicenda sulla quale si attendono ulteriori sviluppi.

da: AFFARI ITALIANI

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Gioca al ?TOTOENOGASTRONOMIA? e vinci un soggiorno – Concorso N° 5

Ecco il 5° Concorso del gioco di Diodato Buonora. Come la volta scorsa, fra tutti coloro che risponderanno esattamente a tutte le domande, saranno sorteggiati 3 buoni-pernottamento gratuiti di 3 notti, per 2 persone, all?Hotel Esplanade di Paestum (SALERNO).
La colonna vincente del Concorso N°4 è: 1×1 2×1 22x xxx1
4 partecipanti ha fatto ?13? e di questi 3 riceveranno il premio:
antoniorotondaro@….
arteeparte@…..
fabiosuozzo@….

Queste le domande del Concorso N° 5
1 ?In quale regione italiana si produce il Teroldego?
(2) In Veneto – (X) In Alto Adige – (2) In Trentino

2 ?Qual’è il miglior modo di conservare i vini più importanti in cantina?
(1) Tenendole in piedi perché il vino non bagni il tappo Carote
(X) Tenendole in posizione orizzontale in ambiente buio e senza sbalzi di temperatura Lenticchie
(2) Tenendole coricate senza preoccuparsi della temperatura e dell’eventuale esposizione alla luce

3 ? ?Argenteuil? in cucina è sinonimo di:
(1) Asparagi – (X) Carote (2) Piselli

4 ? Quante bottiglie di champagne contiene un Balthazar?
(1) 8 – (X) 12 – (2) 16

5 ? La paella è un piatto che storicamente nasce povero, in quanto piatto unico che conteneva un po’ di tutto. Naturalmente oggi non è piú così e la paella è diventata un simbolo della tradizione gastronomica ma anche culturale di quale paese?
(1) Grecia – (X) Francia ? (2) Spagna

6 ? La Feta è un formaggio bianco a pasta molle pieno di piccoli fori irregolari; non ha uno strato esterno. In lingua originale significa la fetta, dal taglio della cagliata nelle parti dopo l’elaborazione. Si usa anche chiamarlo formaggio del barilotto o formaggio ‘di tsadila’. Da quale paese proviene?
(1) Grecia ? (X) Cipro ? (2) Portogallo

7 ? Nella produzione di quale tipo di vini viene utilizzato, in Francia ed in Italia, il liquer d’expedition?
(1) Nella produzione del Passito di Pantelleria
(X) Nella produzione dell’Asti Docg e del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
(2) Nella produzione degli Champagne e di molti metodo classico realizzati con il metodo della rifermentazione in bottiglia

8 – Che tipo di vino è il Primitivo?
(1) E’ un vino derivato da uno dei vitigni italiani più antichi, presente già in epoca romana
(X) E’ un vino molto semplice, grezzo, senza particolari pregi.
(2) E’ un vino rosso prodotto in Puglia, in provincia di Taranto e in Salento, da uve del vitigno Primitivo

9 ? Qual’è il significato della definizione di etereo per un vino rosso?
(1) Significa che il vino è invecchiato male ed è svanito Un bianco secco
(X) E’ il sentore tipico dei vini invecchiati, un po’ pungente, dato appunto dalla presenza degli eteri Uno spumante
(2) E’ il carattere inconfondibile di un vino dotato di un alto tenore alcolico Un vino dolce da dessert

10 ? Che cos’è la fermentazione alcolica?
(1) E’ il processo durante il quale i vini acquistano la struttura alcolica e i principali caratteri organolettici
(X) E’ il processo durante il quale gli zuccheri contenuti nel succo d’uva si trasformano in alcol e anidride carbonica sotto l’azione dei lieviti
(2) E’ il processo che consente a vini come il Lambrusco, il Prosecco, il Gutturnio di diventare vivaci

11 ? Il gallo nero appare nel marchio del Consorzio di quale celebre vino rosso?
(1) Brunello di Montalcino – (X) Amarone della Valpolicella – (2) Chianti Classico

12- In quale regione italiana viene prodotto il vino Montecarlo?
(1) In Sardegna – (X) In Liguria – (2) In Toscana

13 ? Quali uve sono previste nel disciplinare di produzione del Gavi Docg?
(1) Cortese di Gavi 100% – (X) Arneis 100%
(2) Cortese di Gavi 85% – Chardonnay e altre uve bianche 15%

Inviare la colonna esatta a dbuonora@libero.it.
Si può giocare fino alle ore 24 del 15 febbraio 2007

Riferimenti: Il TOTOENOGASTRONOMIA numero 4

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A SEATTLE SPOPOLA IL SEXESPRESSO
Le cameriere servono il caffé seminude
Cosa c’è di meglio di una tazza di caffé fumante? Una tazza di caffé fumante servita da una cameriera seminuda. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Seattle, che da qualche tempo possono recarsi al Sweet Spot Cafe, un bar drive in che è riuscito a farsi notare: le cameriere servono una bevanda chiamata Sexespresso sporgendosi dalla guardiola vestite con poco più di un costume da bagno.
Le proposte delle bariste prendono ispirazione dalla catena Starbucks, ma sembra essere più gradito: “Mi piace molto di qui più che da Starbucks”, ha commentato Rob Chapman, un avventore abituale che nella vita scarica l’immondizia. Senza contare che i nomi delle bevande sul menu sono davvero originali, tra questi c’è il “Wet Dream”, sogno bagnato, un caffé corretto con cioccolata bianca, latte e salsa di caramello.
Sweet Spot non è il solo bar dell’area di Seattle che ha dato un nuovo significato alla richiesta di un “caffé caldo” da parte dei clienti: gli fanno concorrenza Natte Latte a Port Orchard, Cowgirls Espresso e Bikini Espresso di Renton. Il pullulare dei nuovi bar ha provocato qualche protesta nel vicinato, senza peraltro troppo successo: “Purché l’essenziale sia coperto, non c’è nessun regolamento che vieta alle bariste di servire il caffé in baby doll o bikini”, ha detto John Urquart, portavoce dello sceriffo della King County che include l’area di Seattle

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