Dicembre 2006

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Associazione Terra di Vino ? Tombolata di beneficenza a Terravecchia

Care amiche e cari amici,
l?associazione Terra di Vino vi invita al consueto appuntamento con la tombolata di beneficenza!
Nelle rinnovate strutture di Terravecchia (Giffoni Valle Piana), stupendo scenario intatto di un borgo medioevale, si terrà questo immancabile evento che coniuga il bello (l?enogastronomia campana) ed il buono (la raccolta fondi per un bambino che abbiamo adottato in Brasile).
Vi aspettano un ricco buffet, la tombola della tradizione e la gioiosa aria di festa, il tutto grazie ai tantissimi sponsor che, come ogni anno, si prodigano per aiutarci.
L?appuntamento è per venerdì 5 gennaio 2007, ore 20.30.
Non mancate, coinvolgete gli amici, aiutateci nell?organizzazione! Farete un nobile gesto di amore.

Salerno, 27 dicembre 2006.

Gaspare Pellecchia
Presidente Terra di Vino

Associazione Culturale di Enogastronomia Campana ?Terra di Vino?
Piazzetta P. Paoli n.6 ? 84100 SALERNO
Tel.: 089.222591 – Fax: 089.232134
Mail: info@terradivino.it ? www.terradivino.it

Contatti:
Gaspare Pellecchia 340.2265554 – Vittorio Guerrazzi 347.2221045 – Giovanni Bottiglieri 348.8594592

Per raggiungere Terravecchia:
l?uscita consigliata è quella di Pontecagnano sull?autostrada A-3, poi si prosegue per Giffoni Valle Piana; il Borgo è all?ingresso del paese
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Questi gli SMS che ho ricevuto a Natale

1 – Lavoriamo con la mente e con il cuore e questo ci rende artisti manifestando con la musica i nostri sentimenti d?amore. Sotto un cielo di stelle da sempre elette testimoni dell?accadere, ancora una volta la fedeltà del Signore ci consente di contemplare l?avvenimento che solo puo? dare una svolta al cuore umano. Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. E.

2 – Auguri di un felice e sereno Natale a te e alla tua famiglia. D.

3 – Auguri x un felice Natale. M.

4 – I miei piu? sentiti auguri per un felice Natale ed un ottimo nuovo anno a te e ai tuoi cari tutti. L.

5 – Auguroni da G.P.E. e F.

6 ? Auguri affettuosi. G.P.

7 ? A volte è un obbligo ? altre volte è un dovere ? per me è un gran piacere!!! Auguri di Buon Natale. S.B.

8 ? Augurissimi. C.I.

9 ? Con la slitta tra le stelle, Babbo Natale porta cose belle poi scendendo dal camino, ti consegna un regalino. Guarda bene è speciale sono i miei auguri di buon Natale. M.D.V.

10 ? La nascita di nostro Signore ci faccia vivere meglio il valore dell?amicizia vera. G.P.

11 ? Colgo l?occasione del Natale e della fine dell?Anno per esprimerti la mia stima e augurare ogni bene e te e alla tua famiglia. M.S.

12 ? Tanta felicitä a te e a famiglia. M.C.

13 ? Auguri sinceri. Buon Natale. G.K. e la piccola G.

14 ? Auguri di un felice Natale. G.D.R.

15 ? Tanti auguri di un felice e sereno Natale e che il 2007 possa essere un anno ricco di successi e soddisfazioni. A,

16 ? Grande Diodato tanti auguri di Natale da E.G. . Possa tu continuare a trasmettere a noi tanta professionalità.

17 – …C?è sempre un seme che germoglia da solo: mettete il vino beviamo stasera (Rocco Scotellaro 1946). Felice Natale da O.M.

18 ? Auguri di un felicissimo Natale a te e famiglia. Anonimo.

19 ? Auguri di un felice Natale. G.R.

20 ? Augurosi di un felice Natale …che le benedizioni di Gesu? Bambino scendano su tutta la tua famiglia. A.O.

21 ? Tanti Auguri di Buon Natale e un sereno anno nuovo da G.G.

22 ? Auguri di un sereno Natale e di un anno nuovo che porti fortuna, salute e prosperità. Con affetto. G e E.

23 ? Tantissimi auguri di Buon Natale. G.D.R.

24 ? Il bambinello k riposa nelle Santa Grotta porti a te e alla tua famiglia un Magico Natale ricco di Gioia, Amore e Serenità. F.D.R.

25 ? Auguri di un sereno Natale a te e famiglia. Un abbraccio. C.

26 ? Auguri di un Natale pieno di serenità e pace. A.O.

27 ? Dal vicino caminetto viene giu? un angioletto, l?ho mandato di nascosto a dar gioia in ogni posto. Tanta gioia e tanta amore a coloro che ho nel cuore. Auguri G.F.

28 ? Se potessi chiedere un desiderio ad un angelo, chiederei di rendere felici tutti i miei amici. Ti auguro un Natale ricco di gioie con affetto. N.D.F.

29 ? Un grandissimo augurio di Buon Natale. Con affetto P.C.

30 ? Ti faccio i miei piu? sinceri auguri di Buon Natale. M.H.

31 – …Only two words….Merry Christmas.

32 ? Il Natale piu? bello e quello ricco di amore, pace e tanta tanta serenità per te e la tua famiglia. Felice Natale. R.A.

33 ? Auguri di Buon Natale e che sia un Natale pieno di doni e tanta felicità. F. E M.

34 ? Che essere piu? buoni non sia solo il giorno di Natale. L.S.

35 ? Buon Natale. L.A.

36 ? Auguro a te e ai tuoi cari un sereno e felice Natale ed un prospero anno nuovo. G.S.

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Pasticceria ?L?Angolo del Dolce?: il vero panettone abita qua

Parliamo di panettoni, il dolce tipico natalizio che da anni è famoso in tutto il mondo. Tra le tante leggende che si raccontano, una vuole che un cuoco al servizio di Ludovico il Moro ebbe l?incarico di preparare un sontuoso pranzo di Natale, al quale avrebbero partecipato molti nobili del circondario. Ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: “Con quanto è rimasto in dispensa ? un po? di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta ?, stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola”. Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda, a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò: “L?è ?l pan de Toni”. Da allora è il “pan di Toni”, ossia il panettone.
Volendo gustare questo dolce per le prossime feste, mi sono ricordato di una mia precedente visita alla pasticceria ?L?Angolo del Dolce? di Cerrelli, frazione di Altavilla Silentina; dopo esattamente due anni non solo posso confermare tutto quello che ho scritto la prima volta, ma addirittura posso affermare che, così come succede per il vino buono, il tutto è migliorato notevolmente. Ora c?è un nuovo punto vendita, poco distante da quello precedente. Prima, il negozio era praticamente affiancato alla BCC di Altavilla Silentina, adesso basta imboccare la piccola traversetta che affianca la banca e dopo aver percorso poco meno di 100 metri sulla destra troviamo questo ?paradiso per golosi? (così definii il luogo nella prima visita). Il nuovo laboratorio è più grande, più attrezzato e permette di operare molto più agevolmente, anche il banco è più spazioso e mette meglio in mostra tutta l?arte di Carmine Gorga e sua moglie Angela (i due nella foto). Nella breve chiacchierata che ho fatto con Carmine, mentre ?spizziculavo? (non so se esiste questo verbo, ma credo che ha reso l?idea dei miei movimenti) un ottimo panettone artigianale, mi sono reso conto che il prodotto di questa pasticceria è solo un lontano parente di quelli industriali che vengono venduti a quattro soldi. Carmine ci tiene a specificare, informando con una circolare i suoi clienti, come secondo una legge del luglio 2005, deve essere prodotto realmente un panettone e, secondo lui, se vengono applicate tutte le norme, è impossibile trovare dei prodotti a basso costo. Difatti, la morbidezza della pasta, la naturalezza degli ingredienti e la bontà del gusto fanno sì che è il caso di dire: il vero panettone abita qui. All??Angolo del Dolce? troverete il panettone con il cioccolato, l?uvetta, il limone, l?arancio, cioccolato e pera, il gelato, oppure con il presepe, cioè al dolce viene ?tagliata la testa? e all?interno vengono inseriti i vari personaggi della ?natività?. Inoltre: struffoli, dolci alle castagne, babà, sfogliate, mignon, paste secche e alcuni tra i più rinomati dolci tipici siciliani. In più, diversi ristoranti della zona si forniscono da Carmine, sia per i dolci per la banchettistica che per la ristorazione di qualità.

Recapito: Pasticceria ?L?Angolo del Dolce?di Gorga Carmine, Via Cerrelli 104 F, 84050 Altavilla Silentina (SA). Tel. 0828.986674. Chiuso il lunedì.

Diodato Buonora – dicembre 2006

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GASTROBARZELLETTA ? Mogli, attenzione ai regali di Natale

Tre amici si ritrovano al ristorante nella settimana tra Natale e Capodanno ed iniziano a parlare dei regali che hanno fatto alle mogli.

Il primo: ?a mia moglie ho regalato una collana ed una sciarpa?.
Gli altri chiedono: ?Perchè due regali??

Il primo risponde: ?Se non le piace la collana può coprirla con la sciarpa?.

Il secondo dice: ?alla mia ho regalato anello e guanti?.

Gli altri: ?anello e guanti??

Il secondo risponde: ?Sì, perchè se non le piace l?anello può coprirlo con i guanti?.

Il terzo allora dice: ?a mia moglie anch?io ho fatto due regali. Una pelliccia ed un rotolo di carta igienica?.

Gli altri sorpresi: ?pelliccia e carta igienica??

E il terzo risponde: ? Sì perchè se non le piace la pelliccia può andare a c….. ?.
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Buon Natale

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Fate 13 con il ?TOTOENOGASTRONOMIA?
Concorso N° 2

Ecco il 2° Concorso del gioco di Diodato Buonora. Come la volta scorsa, fra tutti coloro che faranno “13″, saranno sorteggiati 3 buoni-soggiorno gratuiti di 3 notti, per 2 persone, all?Hotel Esplanade di Paestum (SALERNO).
La colonna vincente del Concorso N° 1 è: 1X1 211 1X1 22X2
L?unico vincitore che ha fatto 13: datiro48@….

1 – Il Panforte è un dolce tipico di quale di queste regioni italiane?
(1) Lombardia – (X) Emilia Romagna (2) Toscana

2 ? Quanti sono, all’incirca, i piccoli semini che ricoprono la superficie della fragola?
(1) meno di 50 – (X) Superiore all’incirca un centinaio – (2) più di 200

3 – A quanti anni fa, si fa risalire secondo la tradizione la nascita del tè?
(1) 8.000 anni fa – (X) 5.000 anni fa – (2) 3.000 anni fa

4 ? Nell’aceto, qual è il massimo quantitativo di alcool che la legge italiana prevede?
(1) 1,5% – (X) 4,5% – (2) 5%

5 ? Quale di questi è un ortaggio tipico del mese di settembre?
(1) carote – (X) topinambur ? (2) peperoni

6 – Da dove provengono originariamente i cetrioli?
(1) dai Tropici ? (X) dalla Spagna ? (2) dall’America centrale

7 ? Che cosa è la barrique?
(1) Il nome di un?operazione di cantina fatta per chiarificare i vini
(X) Una botte di rovere francese da 225 litri utilizzata per l?affinamento dei vini
(2) Un vitigno utilizzato nel taglio per rendere più corposi i vini

8 – Quali regole si devono rigorosamente osservare stappando una bottiglia di Champagne o di Franciacorta?
(1) Versare il vino in un ampio bicchiere tipo ballon per apprezzare meglio il profumo
(X) Far saltare il tappo provocando un botto e la fuoriuscita festosa di spuma
(2) Estrarre delicatamente il tappo dal collo della bottiglia evitando il botto

9 ? Con quale particolare tecnica viene prodotto l?Amarone della Valpolicella?
(1) Vinificando in gennaio ? febbraio le uve lasciate alcuni mesi ad appassire sui graticci
(X)Rendendo particolarmente amaro, con speciali tecniche di cantina, il vino
(2) Con la tecnica del “governo” stile toscano

10 ?Con quali uve viene prodotto il Vino Nobile di Montepulciano?
(1) Sangiovese e Montepulciano d?Abruzzo
(X) Sangiovese (Prugnolo gentile) e Canaiolo nero
(2) Montepulciano d?Abruzzo

11- In quale regione vinicola italiana si produce il Lacryma Christi?
(1) Campania ? (X) Umbria ? (2) Sicilia

12- Quali uve sono previste nel disciplinare di produzione del Barolo?
(1) Nebbiolo al 100%
(X) Nebbiolo all?85% più 15% di Cabernet e Merlot
(2) Nebbiolo al 70% più un 25% suddiviso tra Barbera e altre uve rosse

13 ? In quale regione viene prodotto il Picolit?
(1) Valle d’Aosta ? (X) Veneto ? (2) Friuli


Inviare la colonna esatta a dbuonora@libero.it.
Si può giocare fino alle ore 24 del 30 dicembre 2006

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Riferimenti: Il TOTOENOGASTRONOMIA numero 1

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Ecco la colonna vincente ed il vincitore del ?TOTOENOGASTRONOMIA? N° 1

Solo 1 vincitore ha totalizzato 13 punti nel 1°Concorso ?Totoenogastronomia? e vince un soggiorno di 3 notti per 2 persone all?Hotel Esplanade di Paestum.Avrebbero potuto vincere ancora 2 persone… A totalizzare il massimo punteggio è stato datiro48@…. –
A stretto giro gli sarà inviato via posta il coupons che gli permetterà di sfruttare la sua vincita entro la fine del 2007. A breve (entro oggi) il Concorso N.2.

Colonna vincente: 1X1 211 1X1 22X2

1 – Che cos’è il marzapane?
(1) – una preparazione a base di mandorle

2 ? Un vino a Denominazione d?Origine Controlla e Garantita?
(X) Bardolino Superiore

3 – Il cacao viene usato come additivo nella preparazione di?
(1) alcune sigarette

4 ? Il vitigno rosso più diffuso nella Borgogna?
(2) Pinot Nero

5 ? Cosa è il Bruzzu?
(1) un formaggio

6 – Come vengono chiamate le chiacchiere in Friuli?
(1) crostoli

7 ? Quante calorie apporta in media un bicchiere da 200 ml di birra?
(1) circa 90

8 – La pastiera è un dolce napoletano tipico di quale di queste festività?
(X) Pasqua

9 ? Quale caratteristica fornisce il luppolo alla birra?
(1) – il gusto amaro

10 ? Un altro nome per il frutto della passione?.
(2) granadilla

11- Quanti marchi di birra sono in commercio al giorno d’oggi?
(2) circa 170

12- Cosa è il pollack?
(X) Un pesce della famiglia dei merluzzi

13 ? Presso i Greci, la birra era considerata bevanda sacra di una divinità femminile. Quale?
(2) Cerere, dea delle messi e dell’estate

Riferimenti: Per visualizzare il gioco

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La tradizioni natalizie a Napoli


A cura di Dario Duro

Il Presepe:

L?arte presepiale nasce a Napoli nel 700 per avvicinare sempre di più il popolo alla chiesa ed il miracolo della nascita del Cristo, presentato in tutta la sua ?grandeur?, era una buona occasione per raggiungere l?obiettivo. I presepi napoletani non si limitano solo alla famosa stalla, ma esaltano anche la vita del paese dove nacque il Bambin Gesu?, mostrando gente allegra mentre mangia, beve, lavora?., insomma il presepe napoletano rispecchia la vita della città di Napoli, dove ogni angolo rappresenta una scena della ?commedia dell?arte??Famoso il Presepe di Cuciniello, custodito a Castel Sant?Elmo. In quasi tutte le case napoletane c?era ed in alcune c?è ancora l?usanza di preparare il Presepe, come evidenziato nella famosa commedia di Eduardo ?Natale in casa Cupiello?. Era ed è quasi una gara tra le famiglie per stabilire il miglior ?artigiano/amateur? di questa arte fra il sacro ed il profano. Infatti sul Presepe, oltre alla grotta della natività, si notano anche trattorie piene di gente, belle donne, ubriaconi che dormono e personaggi popolari come Razzullo e Sarchiapone, due cialtroni la cui storia viene raccontata nella famosa ?Cantata dei Pastori?, un? opera che viene riproposta ogni anno nei teatri di Napoli in occasione del Santo Natale.

L?attesa della mezzanotte:

Una occasione per riunire tutti i parenti. Il detto ?natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi? è sempre attuale, infatti ??a vigilia? rimane sempre un momento magico forse perché si vive in modo quasi surreale e mistica l?attesa della nascita del Signore, ?do? Bambinello? ?.. Nell? attesa della nascita è tradizione, a Napoli, mangiare il capitone, un pesce della valli di Comacchio nel ferrarese, fritto, la pizza di scarole, pesce al forno e la famosa ? ?nzalata ?e rinforzo?, a base di cavolfiore, peperoni, capperi, olive di Gaeta, acciughe spezzettate, sottaceto e cetriolini. Il nome significa che tale insalata serve a ?rinforzare lo stomaco? ed evitare di mangiare molto in modo da non appisolarsi per arrivare svegli alla mezzanotte. Sul tavolo sono anche esposti i dolci tradizionali, abbastanza pesanti a base di mandorle e zucchero che non si devono toccare perché si mangiano il giorno di Natale. La tradizione prevede anche il gioco della tombola per asèettare la mezzanotte. Prima che scocchi tale ora si esce per andare a messa e festeggiare la nascita del Cristo. Al ritorno dalla Messa il ?bambinello? viene messo tra Giuseppe e Maria. Le campane suonano a festa, il Redentore è nato per salvare l?umanità.

Il Natale:

Il giorno di Natale si esce tardi e si va in giro e poi a Messa, poi si ritorna a casa e si trascorre tutto il pomeriggio intorno alla tavola per gustare il tradizionale pranzo del 25 dicembre:

Antipasto di broccoli, i cosiddetti ?vruocchele ?e Natale?, lessati e poi cotti insieme a pinoli, alici salate spezzettate, aglio soffritto a parte, sale e pepe??

Brodo di cappone con pasta fresca

Al centro del tavolo cappone, e tutto il resto della sera precedente: insalata di rinforzo, capitone, pesce vario??

??E scioscele? (?mmescata ?e frutta secca nazionale ed esotica)

?E struffole, il dolce più caro ai napoletani, presenza immancabile e delicata nelle feste di Natale. Ricetta abbastanza complicata, trattasi di palline di pasta di farina fritta con uova, zucchero, burro, scorza di limone e di arancia grattuggiata, sale ed un cucchiaio di alcol puro e ricoperte di miele e frutta candita.
??E roccocò?, piccole ciambelle biscottate con mandorle tritate, frutta candita e cannella?
??pasta reale? : un ?pout pourri? di dolci di mandorle e zucchero, cosi chiamati perché venivano serviti alla corte dei Borbone all?epoca del Regno delle Due Sicilie e di origine siciliana. Adesso, a Natale, si usa mangiare anche la pastiera, dolce noto a base di grano e ricotta, tradizionalmente legato al periodo di Pasqua.

In qualche casa si cucina anche ??A menesta ?mmaretata?, una zuppa dove le verdure miste si sposano con l?osso di prosciutto e carni varie, ecco la spiegazione dello strano nome.
La preparazione di tale pietanza richiede tempo e pazienza, oltre naturalmente ad una buona conoscenza di questo antico piatto, vanto della cucina napoletana ?add?o carne e verdure se ?mmaritano?.

Tutte queste pietanze, in particolare i dolci durano per qualche giorno e si gustano anche il 26 di Dicembre, Santo Stefano?le feste continuano fino al 6 di gennaio giorno della Epifania.

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Curiosità: in arrivo lo strawmato

Non sarà ancora arrivato sulla tavola della Regina, ma certamente il singolare incrocio tra fragola e pomodoro è già la nuova moda della cucina inglese. È un frutto rosso, sembra una fragola, ha un sapore curiosamente dolce: è però pur sempre un pomodoro, il più dolce mai esistito, disegnato a tavolino dai produttori per diventare lo snack perfetto per feste e occasioni mondane.
La catena di supermercati Marks & Spencer, che ha ottenuto un?esclusiva per la distribuzione del prodotto in Inghilterra, prevede che i consumatori seguano la tendenza statunitense, dove l?ultimo grido in fatto di sfizi sono i pomodorini intinti nel cioccolato.
L?idea è quella di proporre ingredienti inusuali, diversi, che soddisfino il palato ma che gratifichino anche l?occhio e facciano tendenza. ?I consumatori sono sempre più avventurosi e desiderano provare sempre nuovi ingredienti. Il pomodoro fragola ha un aspetto fantastico e un gusto ottimo e può essere mangiato da solo o in insalata?, confermano da Marks & Spencer.
Il pomofragola sarà disponibile nei prossimi mesi insieme a una seconda varietà di pomodoro, altrettanto ?mondana?: il pomodoro zebra, a righe rosse e verdi.

Credo proprio che tra qualche mese nessuno sentirà più nominare lo ?strawmato??

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Un libro tutto da bere: la nuova guida completa ai vini della Campania

È raro che su questo spazio scrivo di libri, ma quando ne trovo di interessanti lo faccio volentieri. Chi mi conosce sa che i libri che mi piacciono riguardano il mangiare ed il bere, sicuramente direte che non avrebbe potuto essere altrimenti. Da anni raccolgo opere che raccontano l?enogastronomia di tutto il mondo. Ormai questo argomento è parte integrante della mia vita, non ne potrei fare a meno. L?ultimo pezzo della mia imponente collezione è ?La nuova guida completa ai vini della Campania? di Luciano Pignataro che dal 30 novembre è in distribuzione in tutte le librerie della nostra regione. Un libro che è uno strumento indispensabile per tutti coloro che amano il vino campano. Personalmente, quando gusto una buona bottiglia di vino, voglio sapere tutto: la zona di produzione, il viticoltore, l?enologo, i vitigni, il prezzo, in quante bottiglie viene prodotta, la storia della cantina, le curiosità inerenti al territorio e così via. Più notizie conosco, più ?entro? nella bottiglia e m?immedesimo nelle persone che con tanto lavoro e passione sono riusciti ad ottenere questo nettare che in un certo qual modo è vita. Ebbene, sul nuovo libro di Luciano questa è sola una sintesi delle notizie che troverete su circa 1500 etichette campane appartenenti a 246 aziende. Pensate come il mondo del vino in Campania è in continua ascesa: nella precedente edizione del 2003 (che fu un successo e ben presto divenne introvabile) le aziende erano solo 160. Difatti questa nuova guida è una grande enciclopedia del vino campano praticamente senza precedenti che Luciano Pignataro, prestigiosa firma del ?Mattino?, ha redatto avvalendosi del contributo di un pool di giornalisti specializzati: Francesco Aiello ha curato la Penisola Sorrentina, Pasquale Carlo la Valle Telesina, Ciro Cenatiempo Ischia, Salvatore De Napoli il Vesuvio, Paola Desiderio parte del Cilento e della Piana del Sele, Maristella Di Martino parte dell’Irpinia, arricchita dai reportage di Oreste Mottola e dai commenti ai vini di Fabio Cimmino e dalle verticali descritte da Gaetano Marrone. Su quest?ultimo argomento posso testimoniare che molto interessante è stata quella del Taurasi Radici di Mastroberardino (12 annate dal 1968 al 2001) che si è svolta lo scorso giugno al Savoy Beach di Paestum. Le altre verticali, in un certo qual modo storiche, sono del Fiano Vadiaperti, del Taurasi Macchia dei Goti, del Montevetrano e del Fiano di Marsella.
Nel libro, dopo la presentazione generale, troviamo un?introduzione per ogni provincia che analizza le caratteristiche del mercato e l?attuale fase commerciale, poi si passa alla descrizione e alla storia di tutte le docg (denominazione d?origine controllata e garantita), le doc (denominazione d?origine controllata) e le igt (indicazioni geografiche tipiche) presenti sul territorio. Poi, come detto sopra, ci sono le aziende (58 napoletane, 68 avellinesi, 60 nel Sannio, 30 casertane e 30 salernitane) che sono entrate in guida dopo essere state visitate personalmente dall?autore una per una. A seguire troviamo delle notizie utili come i ristoranti più importanti, i wine bar, l?elenco ufficiale dell?Ais e di Assoenologi. Infine ci sono le bottiglie dell?Arca, 142 etichette scelte per riporle nella cantina ideale del vino campano secondo il gusto dell?autore, in pratica quelle etichette che hanno dato emozioni e rappresentano vini prodotti da vitigni tipicamente nostrani e che ?parlano? del nostro territorio. I vini cilentani che si trovano in questa sezione sono il Kratos, il Pietraincatenata ed il Cenito di Luigi Maffini; il Valentina ed il Respiro di Alfonso Rotolo; il Vigna Perella, l?Antece ed il Naima di Bruno De Conciliis. Tutti prodotti che stanno portando in alto il nome del Cilento nel mondo.
Se lavorate con il vino e lo amate, questa guida non può mancare nella vostra biblioteca. Un?idea ce l?avrei: per il prossimo Natale perchè ai vostri amici non regalate questo libro, magari insieme ad una buona bottiglia di vino campano?

Luciano Pignataro, La nuova Guida Completa ai vini della Campania, Edizioni dell’Ippogrifo, 240 aziende, 1500 etichette, 600 pagine, euro 23,80. Per chi non riuscisse a trovarlo può richiedere il volume scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it o telefonando all’editore Franco Ciociano (347.0503455 e 081.5177000).

Diodayo Buonora – Dicembre 2006
Riferimenti: Il sito di Luciano Pignataro

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Gastrobarzelletta ? contadino scarpe grosse, cervello fino?

Un vecchio contadino di Giungano (piccolo paese del Salernitano), nel secolo scorso, va a Salerno per alcune pratiche amministrative. Prima di ritornare al paese decide di andare a mangiare in un ristorante.

Passa il cameriere (che pensa di prendere in giro il bifolco proveniente dalla provincia) e gli dice: ? Chesta à l?addora re la pasta cu li fasuli? (in italiano: questo è il profumo della pasta e fagioli) e poi va via.

Dopo pochi minuti ripassa il cameriere con il secondo piatto: ?Chesta è l?addora re lu puddastro cu? li patani? (questo è il profumo del pollo con le patate).

Passa infine con un boccale di vino: ?Cheste è l?addora re lu? vino nuovo?.

Torna infine col conto: ?cinque ducati?.

Il contadino caccia dalla trasca i cinque ducati e gli fa: ?Chisto e lu suono re li cinchi ruati?? (in italiano: questo è il suono dei cinque ducati?.

Ovverosia: contadino scarpe grosse, cervello fino

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Positano saluta il suo chef

Positano saluta il suo ?Chef?. Oggi alle 10 il funerale alla Chiesa Nuova per l?uomo che ha fatto la storia ?gastronomica? di Positano. Salvatore De Lucia, chef all?hotel San Pietro di Positano dalla sua inaugurazione, nel 1970, fino al 1993, è stato il primo vero cuoco di classe di Positano. Da Nureyev a De Filippo, fino a Mastroianni e Sting, ma anche le gemelle Kessler, Valeria Marini, Edoardo De Filippo, il più esigente e preparato, all?ex premier Berlusconi e Zeffirelli, che lo voleva personalmente nella sua villa per gli ospiti celebri, sono fra i tanti che hanno apprezzato la sua cucina, ma quasi tutti i Vip del mondo hanno degustato le sue prelibatezze, e De Lucia ha fatto scuola, è stato lui, direttamente o indirettamente, il maestro di quasi tutti li chef positanesi che, in alcuni casi, hanno fatto fortuna anche all?estero.
Salvatore De Lucia,già in giovane età rimase affascinato dall?arte culinaria e nel 1946, a 18 anni si trasferì a Roma per lavorare all?Ambasciata del Portogallo, accreditata presso la santa Sede, dove
preparò dei pranzi, giàmolto apprezzati, dalle autorità ospiti dell?Ambasciata, fra i quali il Presidente dell?Argentina, Péron, , il cardinale Monsignor Giovanni Battista Montini, diventato poi Papa Paolo VI, allora Segretario di Stato e stretto collaboratore di Papa Pio XII.
Nel 1958 tornò a Positano con la sua famiglia, la moglie Mina ed i figli Rosalba, ora dirigente dell?Azienda di Soggiorno e Turismo di Positano, Berenice e Lino, e lavorò al Ristorante O?Caporale, all?Albergo Alcione, Le Sirenuse, Il Miramare e poi, ormai maturo, curò l?apertura dell?Albergo San Pietro come Capo Chef.
Durante tutta la sua carriera ha avuto l?ooportunità di preparare i suoi gustosi piatti per Edoardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Valeria Marini, le gemelle Kessler, Zeffirelli, Sting, Nureyev, Berlusconi e tanti altri personaggi famosi del mondo del teatro, della politica e del cinema, dei quali ne conosceva i gusti.
La sua cucina era varia, legata veramente al territorio e riusciva a combinare l?eccellenza del cibo con l?amore per il bello e l?eleganza nel presentare i suoi piatti che deliziavano la vista oltre che il palato. Una cucina che non aveva confini, dai raffinati piatti della cucina francese ed europea e quella italiana e campana, gustosa e folcloristica, nello stile dell?albergo che ha ospitato il Jet set internazionale.
? Era un patrimonio della cultura gastronomica positanese ? dice Virginia Attanasio, titolare dell?hotel San Pietro -. Le sue alte qualità umane e professionali, l?amore per l?arte della cucina, la dedizione alla nostra Casa e la tenacia di tener salda la tradizione del territorio, pur unendovi la voglia di sperimentare nuovi percorsi hanno ampiamente contribuito al prestigio storico del San Pietro. ?
?Ciò che è stato Salvatore per Positano non spetta a me dirlo, visto che è sotto gli occhi di tutti ? dice lo chef Arturo Terminiello -, ma personalmente, e posso dirlo per esperienza diretta, visto che sono tra i fortunati che hanno avuto il piacere di poter lavorare con lui, dico che incarna l?essenza della saggezza e della professionalità, che ultimamente non vedo in questo settore. Personalmente come Chef, lo considero il migliore al mondo in assoluto, come persona non trovo aggettivo adatto a definirlo, essendo stata una persona che in qualsiasi occasione ti mette a tuo agio, elargendo consigli senza mai chiedere nulla in cambio.Insomma, il mondo sta cambiando, ma per migliorarlo, abbiamo bisogno ancora di persone come lui.?
Michele Cinque
Da il Corriere del Mezzogiorno

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Senza fine il ?calvario? del Tocai

TOCAI A RISCHIO
Il Tar del Lazio ha bloccato la denominazione del vino ?Friulano? che avrebbe dovuto sostituire quella di ?Tocai? recentemente proibita al nostro Paese. Il ricorso, presentato dal Presidente delle Cantine Produttori di Cormons, si basa sul fatto che il nome ?Friulano? non ha alcuna base giuridica e non può così sostituire quello precedente. E mentre prosegue la querelle, 5 milioni di bottiglie attendono di essere etichettate? rischiando di diventare il primo vino ?fantasma? della storia.

Dal Club di Papillon

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Acchiappate la fortuna
Fate 13 con il ?TOTOENOGASTRONOMIA?

Concorso N° 1

Un nuovo gioco di Diodato Buonora. Fra tutti coloro che risponderanno esattamente a tutte le domande, saranno sorteggiati 3 buoni-soggiorno gratuiti di 3 notti all?Hotel Esplanade di Paestum (SALERNO).

1 – Che cos’è il marzapane?
(1) – una preparazione a base di mandorle – (x) dolcetti preparati con purea di frutta – (2) pasticcini fatti col pane raffermo

2 ? Un vino a Denominazione d?Origine Controlla e Garantita?
(1) Valpolicella – (X) Bardolino Superiore – (2) Lugana

3 – Il cacao viene usato come additivo nella preparazione di?
(1) alcune sigarette – (X) un piatto a base di carne tipico del Burundi
-(2) un liquore prodotto in Svezia

4 ? Il vitigno rosso più diffuso nella Borgogna?
(1) Cabernet Sauvignon (X) Merlot (2) Pinot Nero

5 ? Cosa è il Bruzzu?
(1) un formaggio – (X) un vino sardo ? (2) Un tipo di bicchiere

6 – Come vengono chiamate le chiacchiere in Friuli?
(1) crostoli ? (X) sfrappole ? (2) galani

7 ? Quante calorie apporta in media un bicchiere da 200 ml di birra?
(1) circa 90 ? (X) circa 200 -(2) circa 250

8 – La pastiera è un dolce napoletano tipico di quale di queste festività?
(1) Carnevale – (X) Pasqua ? (2) Natale

9 ? Quale caratteristica fornisce il luppolo alla birra?
(1) – il gusto amaro – (X) la schiuma ? (2) il colore

10 ? Un altro nome per il frutto della passione?.
(1) granata ? (X) gramola – (2) granadilla

11- Quanti marchi di birra sono in commercio al giorno d’oggi?
(1) circa 80 ? (X) circa 100 ? (2) circa 170

12- Cosa è il pollack?
(1) Un formaggio (X) Un pesce della famiglia dei merluzzi (2) Un vitigno valdostano

13 ? Presso i Greci, la birra era considerata bevanda sacra di una divinità femminile. Quale?
(1) Pirra, progenitrice dell’umanità ? (X) Demetra, divinità del grano ? (2) Cerere, dea delle messi e dell’estate

Inviare la colonna esatta a dbuonora@libero.it avendo come oggetto “TOTO”.
Si può giocare fino alle ore 24 del 20 dicembre 2006

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Tavole principesche a Chantilly

PARIGI – Chi non conosce Chantilly? O, almeno, la crème Chantilly?
Non so da che parte cominciare per raccontarvi di Chantilly.
Era la residenza dei Principi di Condé. Ma è anche il luogo dove lavorava Vatel di cui Mme de Sévigné racconta la tragica fine.
Ma, infine, Chantilly è conosciuta per tutte le preparazione in cui si usa la panna montata (detta appunto chantilly). Un piatto reso famoso appunto da Vatel, cuoco o maitre d’hôtel svizzero vissuto nel 1600.
La cittadina è sita a 63 km da Parigi. Vi si trova lo stupendo castello dei principi dove, presso il Museo Condé, è in fase di svolgimento (fino all’8 gennaio) una esposizione di arti della tavola chiamata appunto “Tables princières à Chantilly”.

Il museo presenta 233 oggetti legati all’arte della tavola nel XVII mo secolo. Fasti, lusso e raffinatezze, l’arte di ricevere dei principe di Condé si svela in questa esposizione che vuole descrivere la nascita della cucina francese moderna.
Luigi Bosia

da Ticinonline.ch

Riferimenti: Per saperne di più

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Da “Unico”
Materie prime del territorio e grande sapienza gastronomica al 13° Gran Premio dei Templi
Vince Maurizio Calabrese con Babà e castagne … stregate
di Oreste Mottola
Sono i piatti che il maitre dell?albergo cucina quasi davanti al cliente d?eccezione, magari rientrato tardi, però?. quel ?Babà e castagne… ?Stregati? al cioccolato? sembra quasi il titolo di una poesia moderna, proprio moderna quanto basta, delicatamente spiritosa, che allude a chissà quali decine di cose… molte delle quali maliziosamente attinenti la realtà di Roccadaspide . E? solo il titolo del piatto che ha permesso a Maurizio Calabrese di vincere il 13° Gran Premio dei Templi, gara abbinata al concorso Nazionale Maitre dell?anno, organizzata dalla sezione di Paestum dell?Amira, diretta da par suo da quel Diodato Buonora che i lettori di questa pagina conoscono bene. Calabrese, pestano di Gromola, in forza alla Tenuta Capodifiume del ristorante ?Le Trabe? ha armonizzato alcune delle cose che caratterizzano etnicamente non banalmente la nostra cucina: i babà, la Strega Alberti e le castagne di Roccadaspide. Il tocco finale è l?abbinamento con il vino: un Barbera, signori, alla faccia di chi gli fa suonare le campane a morto in quel di Castel San Lorenzo. Il pelato Calabrese si è preso così lo sfizio di scrivere, in un solo piatto, un trattato di economia, agricoltura ed antropologia. E di terroir, esaltazione della cultura del territorio, come direbbero i francesi. Ovviamente, questi sono i significati che ci vede il cronista. Ma anche gli altri concorrenti non scherzano: ?Castagne di Roccadaspide aromatizzate agli agrumi del Cilento e miele di acacia? è il tema che ha svolto, fra fornelli e lampada, Giuseppe Aiello, portabandiera dell?Oasi, il ristorante che fronteggia la zona archeologica. Il piatto di Peppe va abbinato con la sopraffina crema di marroni al caffè, quella de ?Il Fuco d?Oro?. Per Gerardo De Rosa, dell?Hermanos, ecco la ?Crostatina di mele annurche e crema di ricotta di bufala con salsa allo yogurt di bufala e miele di acacia?, da consumare sorseggiando il passito di Alfonso Rotolo. ?Tulipano di fico caramellato alle mandorle con trucioli di cioccolato e gelato alla menta? è quello che propone Vincenzo Di Donna, viene dal Vallo di Diano, dove presta la sua opera all?Ipsar di Sant?Arsenio, con i suoi ragazzi venuti a sostenerlo con entusiasmo. Anacapri dà la mano a Benevento con Fabio Raucci in forza al ?Capri Palace? con un apparentemente semplice ?Involtino di crèpes alla Chiboust?. Inneggia più semplicemente all?Autunno, dal cuore del nobile Cilento, da Palinuro dal Grand Hotel San Pietro. Torna la cultura del territorio nel ?Cuore di carciofo di Paestum con mele annurche e salsa alla liquirizia? che Antonio Vicinanza, alfiere del Country House Villapiana di Pellezzano, ha voluto ?sposare? al Ka 2004 di Bruno De Conciliis.
I maitre sono una delle figure più innovative della nostra cultura dell?ospitalità per questo ha un significato non secondario che quest?anno ad ospitare la manifestazione sia toccato alla ?Domus Hermanos?, tentativo intelligente di separare la ristorazione di qualità dai banchetti per cerimonia.
E? stato una gara. Ha vinto Calabrese, già si diceva. La concorrenza è stata molto agguerrita visto che alcuni dei partecipanti si erano già aggiudicati qualcuna delle precedenti edizioni. Quindici minuti a testa, rigorosamente in smoking, e col sorriso sulle labbra come ?l?amirino? ? che è anche l?uomo ? immagine del posto dove lavora ? deve sempre avere. Deve rispondere alle domande di Raffaele Daniele sullo stile operativo di esecuzione, parlare della ricetta e dei suoi ingredienti e abbinare il vino.
Una volta tanto al centro della scena vanno i quadri intermedi di alberghi e ristoranti. E non sono solo i maitre, ma anche gli chef con il riconoscimento che va ad un giovane maestro, Marco Noce dell?Hermanos. E? tutta la filiera del settore che in un giorno dell?anno esce dai rispettivi locali e si confronta. E così si può vedere allo stesso tavolo stanno seduti Enzo De Lucia, Peppino Pagano e i fratelli Marsico. Poi vedi Acanfora e Voza. Insomma, questo Gran Premio dei Templi è diventato una ?classica? che è innanzitutto di confronto fra gli operatori per adeguare al meglio l?offerta gastroturistica di Paestum. L?ultimo cenno è per la presenza di Giancarlo Capacchione, fiduciario di Slow Food, che ha apprezzato il sapiente uso delle materie prime locali nei piatti, di Franco Ambrosio, pioniere del turismo pestano, il fondatore dell?hotel Esplanade. Dal comune di Capaccio va registrata la presenza degli assessori Mazza e Mauro e dei consiglieri Cetta e Vicidomini. Il noto giornalista ed uomo di cultura Giuseppe Liuccio è venuto a verificare come, dal basso, è cresciuta la cultura dell?ospitalità all?ombra dei templi di Paestum.

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A Napoli la presentazione di ?Gocce di vino francese?

Mercoledì 13 dicembre, ore 18,
nella Sala Grande della Libreria Guida a Portala,
la presentazione di
?Gocce di vino francese. Manuale dei vini di Francia?
di Antonella Bevilacqua

, così introduce il suo libro Antonella
Bevilacqua che accompagna il lettore alla scoperta della
vitivinicoltura francese: un viaggio affascinante tra vigneti,
territori e celebri vini raccontato in modo semplice. Una guida
rigorosa ma al tempo stesso di facile consultazione per avvicinarsi a
un mondo che appare difficile e complesso, dove l´autrice descrive i
principali vini di ciascuna regione di Francia, raccontandone qualità
ed aromi.

Alla presentazione intervengono Antonio Corbo giornalista di
Repubblica, il Prof. Luigi Mojo Ordinario di Enologia Università degli
Studi di Napoli Federico II, Pina Amarelli Mengano Vicepresidente
Associazione Internazionale Les Henokiens di Parigi e l´editore Tullio
Pironti.

A seguire una degustazione guidata di Champagne Nicolas Feuillatte
Réserve Particuliére e ciliegine di mozzarella di bufala offerte
dall´Enoteca Mercadante.

Antonella Bevilacqua è nata e vive a Napoli. Sommelier, comunicatrice
ed esperta di vini, insegna vitivinicoltura della Francia e si occupa
della diffusione del vino italiano con collaborazioni a riviste
specializzate e interventi a convegni. Tra i suoi racconti, nei quali
mescola vino e fantasia, “Le sorelle Bottiglia” è stato premiato al
concorso letterario Il racconto mai scritto

Gocce di vino francese. Manuale dei vini di Francia
Tullio Pironti Editore
160 pagine 22 euro

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GASTROBARZELLETTA ? Un triestino, un romagnolo e un genovese al pub

Un triestino, un romagnolo e un genovese sono al pub a bere birra.

Il triestino vede una mosca che nuota nel boccale della sua birra e dice al barista:
- Barista, posso avere un cucchiaio?
E con calma rimuove la mosca.

Anche il romagnolo trova una mosca nella sua birra e dice:
– Pussa via!
E caccia via la mosca con le dita.

Anche il genovese ha trovato una mosca nella sua birra; prende la mosca con le sue dita e dice:
- OK, bastarda! Sputa fuori la birra! Subito!

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Curiosità – Un invito a cena sul tram

Il viaggio e il cibo da oggi sono una espereienza unica. A Milano è nato “ATMosfera”, il nuovo tram ristorante che può ospitare fino a 24 persone. Il mezzo, a rotaia, è del 1928. 50 euro invece è il prezzo del menù. Da oggi i turisti potranno apprezzare la cucina tipica e le bellezze di Milano a bordo dell’originale tram-ristorante.

Da kataweb.it

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?Sapori nel Borgo? ? III edizione
15-17 dicembre 2006 ? Castelvetere sul Calore (Avellino)

DAI TALK SHOW ALL?ENOGASTRONOMIA DI QUALITA?:
LO SPLENDIDO CENTRO STORICO DI CASTELVETERE SUL CALORE
APRE LE PORTE A ?SAPORI NEL BORGO?
DEGUSTAZIONI GUIDATE DEI GRANDI VINI IRPINI,
BOTTEGHE D?ARTIGIANATO DELLA TRADIZIONE
E PRODOTTI TIPICI D?ECCELLENZA

Nei nuovi alloggi ricavati dopo il restauro le aziende agroalimentari esporranno
le proprie produzioni. Le realtà emergenti di Fiano, Greco e Taurasi Docg saranno presentate da importanti giornalisti del settore: Gentili (curatore della guida Vini d?Italia
de L?Espresso), Pignataro (responsabile Sud Italia della guida Vini Buoni d?Italia)
e Sabellico (coordinatore nazionale Guida Vini d?Italia di Gambero Rosso).
E tra le novità il mercatino di Natale tra i vicoli del centro storico

Castelvetere sul Calore (Avellino) ? Talk Show, artigianato, degustazioni dei grandi vini irpini a cura di importanti giornalisti italiani e, naturalmente, enogastronomia. Tutto nel suggestivo borgo di Castelvetere sul Calore. E proprio nei vicoli di uno dei centri storici più belli d?Irpinia si snoderà ?Sapori nel borgo?, manifestazione giunta alla sua terza edizione, dedicata all?enogastronomia di qualità, promossa dal Comune di Castelvetere sul Calore e dall?Ersac, in collaborazione con Comunità Montana Terminio Cervialto, Provincia di Avellino e Camera di Commercio.

Tante le novità di quest?anno, a partire dalla data. ?Sapori nel Borgo? si terrà dal 15 al 17 dicembre, poco prima delle festività di fine anno. E non poteva mancare un?area dedicata proprio a questa occasione, con un originale mercatino natalizio che sarà situato all?ingresso del centro storico e che vedrà la presenza di artigiani ma anche di gastronomia preparata secondo le antiche ricette irpine. Tra i chioschetti sarà possibile quindi ammirare le produzioni tipiche in ogni loro aspetto, realizzate secondo le tecniche originali che ancora oggi rimandano all?illustre tradizione di questa terra.

Tutta la parte alta del borgo, invece, sarà dedicata alla manifestazione vera e propria. Per tutte le tre giornate della manifestazione il centro storico sarà animato da degustazioni e abbinamenti cibo-vino curati dalle aziende che gestiranno il proprio spazio espositivo all?interno dei nuovi alloggi ricavati grazie all?attento restauro del borgo.
Non solo. All?interno del centro storico il Comune di Castelvetere aprirà un punto di degustazione gratuita del piatto tipico per eccellenza del paese irpino: maccaronara e fagioli.

Il taglio del nastro per la terza edizione di ?Sapori nel Borgo? avverrà venerdì 15 dicembre, alle ore 17,30, con il primo talk show in programma nella sala convegni ?Fiorentino Sullo?. Sul tema ?Valorizzazione e sviluppo dei prodotti agroalimentari campani? si confronteranno i rappresentanti istituzionali della provincia di Avellino. Dopo i saluti del sindaco di Castelvetere, Walter Pescatore, a prendere la parola saranno Nicola Di Iorio, presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Vincenzo Alaia, assessore all?agricoltura della Provincia di Avellino, Eugenio Salvatore, assessore al turismo della Provincia di Avellino, Santino Barile, presidente dell?Ente Provinciale per il Turismo di Avellino, un rappresentante dell?Ersac regionale e il consigliere regionale Mario Sena. A moderare l?incontro sarà il giornalista Rai Gerardo Antelmo.

Dalle ore 19 sarà possibile scoprire la parte ?popolare? dell?evento, con l?apertura al pubblico degli stand di degustazione e, in serata, musica e intrattenimento.

La seconda giornata di ?Sapori nel Borgo? ? sabato 16 dicembre – comincerà alle ore 18 con l?apertura degli stand espositivi tra i vicoli del centro storico. Alle ore 20 la prima degustazione della manifestazione, che vedrà protagoniste le aziende emergenti del Fiano Docg. Il grande bianco prodotto dalle realtà vitivinicole che stanno facendo conoscere il proprio nome a livello nazionale sarà presentato nel corso di una degustazione guidata a cura di Ernesto Gentili, curatore della guida ?Vini d?Italia? de ?L?Espresso?. Alle ore 21 ritorna l?intrattenimento e la musica della tradizione popolare irpina.

La terza giornata ? domenica 17 dicembre ? si aprirà alle ore 10 con la seconda degustazione, che questa volta vedrà protagoniste le aziende emergenti del Greco di Tufo e che sarà guidata da Luciano Pignataro, responsabile del Sud Italia per la Guida ?I vini buoni d?Italia?.
Alle ore 11 il talk show nella sala convegni ?Fiorentino Sullo?, che sarà aperto dai saluti di Antonio Martino, consigliere delegato al turismo del Comune di Castelvetere sul Calore. Prenderanno parte all?incontro l?assessore regionale ai lavori pubblici Vincenzo De Luca, la deputata Giulia Cosenza, la presidente della Provincia di Avellino Alberta De Simone, il presidente del Parco regionale dei Monti Picentini Sabino Aquino e il presidente della Camera di Commercio Costantino Capone. A moderare il talk show saranno Alessandro Di Pietro, conduttore del programma Rai ?Occhio alla spesa? e il giornalista Rai Gerardo Antelmo.

Alle ore 12 la terza degustazione. Non poteva mancare nel panorama dei grandi vini irpini il Taurasi Docg. Le produzioni delle aziende emergenti saranno descritte da Marco Sabellico, coordinatore nazionale della ?Guida Vini d?Italia? di Gambero Rosso.

Ufficio Stampa ?Sapori nel Borgo?
Diana Cataldo
Tel. 349/6636971 ? 320/4332561
E mail: saporinelborgo2006@alice.it
www.saporinelborgo.it

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Campania e Emilia Romagna si sfidano a tavola

Dal primo al 20 dicembre Sorrento e’ in festa. Un omaggio alla sua tradizione culinaria, ai prodotti tipici di eccellenza, alle tradizioni enogastronomiche e un omaggio all’Emilia-Romagna.
L’evento e’ partito tre anni fa, per volere di Stefano Massa, proprietario dell’Azienda Villa Massa, produttrice di limoncello, con la finalita’ di esaltare il territorio e le sue professionalita’,
Oggi, con la terza edizione di ”Campania&Emilia e Romagna si incontrano a tavola, stelle dell’enogastronomia a confronto”,
Giovedi’ 7 dicembre, alle 10,30, presso il Teatro Tasso della citta’ si svolgera’ ”A teatro con i protagonisti, Premio Villa Massa”. In connessione con l’evento, due grandi della gastronomia italiana e spagnola, rispettivamente Iginio Massari, Relais Dessert e Martin Berasategui, mago basco dei fornelli, spiegheranno la loro filosofia gastronomica e sveleranno alcune ricette al pubblico.
”Campania & Emilia e Romagna si incontrano a tavola, stelle dell’enogastronomia a confronto” rappresenta un modo per conoscere la Costiera sorrentina, in un periodo dell’anno che precede le festivita’ natalizie ma anche per capire i segreti di chef di ristoranti stellati e apprezzare la cucina di diversi locali che tengono alta la ristorazione in questa oasi gourmand della Campania. Un vero record, che vede in uno spazio limitato, tanti locali di eccellenza, segnalati da tutte le guide con punteggi alti. Insomma dei week end gourmad e di svago.
Il giorno 8 dicembre ci sara’ una cena (ad invito) a piu’ mani presso il Grand Hotel Excelsior Vittoria. Per la squadra campana ci saranno: Alfonso Caputo (Taverna del Capitano, Nerano-Massa Lubrense); Pino Lavarra (Rossellinis di Palazzo Sasso, Ravello); Vincenzo Galano (chef del Grand Hotel Excelsior Vittoria). Per la pasticceria Salvatore De Riso, Minori, Salerno della Accademia Maestri Pasticceri Italiani.Per la squadra dell’Emilia e Romagna ci saranno: Igles Corelli (Locanda della Tamerice – Ostellato Ferrara); Marcello e Gianluca Leoni (Il Sole Trebbo di Reno, Bologna); Vincenzo Cammerucci (Lido Lido di Cesenatico). Per la pasticceria Gino Fabbri, Bologna dell’ Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

da. Viaggiare.net 5 Dic 2006

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Al Ceppo di Agropoli il whisky come protagonista

Capita spesso che vengo invitato a manifestazioni dove si degusta vino, e a volte, a malincuore, per motivi professionali, sono costretto a rinunciare. L?ultimo invito, invece, è stato particolare: Andrea Attanasio, noto rappresentante di vini della provincia di Salerno, mi ha invitato al Ristorante ?Il Ceppo? di Agropoli per una degustazione di Whisky. Un po? per cambiare, un po? perché un invito al Ceppo, uno dei ristoranti più prestigiosi della provincia, è difficile rifiutare, inoltre aggiungiamo che Andrea Attanasio è una persona che merita tanta stima, vien da sé che non ho avuto esitazioni ad accettare. Ed ecco che mi sono ritrovato tra bellissime persone, cioè amanti della gastronomia, per una serata che vale la pena di raccontare. Ad accoglierci, oltre ad Andrea c?era Antonio Argentieri (Area Manager della Fazi Battaglia, azienda che importa il whisky che sarà degustato) e lo scozzese Peter Gibson, responsabile Italia della Morrison Bowmore che simpaticamente indossava il classico e tradizionale gonnellino delle sue zone (nella foto). Senza perder tempo, siamo passati a tavola e ci hanno servito questo menu, magistralmente preparato dagli chef del ?Ceppo?: Antipastino di salumi, ricottina, bocconcini e pizza casereccia ? Ravioli e fusilli al ragù di carne ? Carne mista e cacciagione al ragù con patate fritte ? Cinghiale alla cacciatora e tordi alla brace con broccoli in padella ? Torta Le Diablo con crema al mascarpone. Ad accompagnare la ?cena degustazione?, i sapienti sommelier del locale hanno abbinato i vini dell?azienda Fazi Battaglia: il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Le Moie, il Morellino di Scansano Doc Greto delle Fate e il Vin Nobile di Montepulciano Docg Pasiteo. Fino a questo punto hanno messo a dura prova la nostra resistenza ?mangereccia?, grande cibo e grandi vini ed ? il bello doveva ancora arrivare. Ecco che Peter Gibson, che ha cenato al mio tavolo ed ho avuto modo di apprezzare il suo sapere, si alza ed inizia a parlarci di whisky. I distillatori della Morrison Bowmore hanno la distilleria di Bowmore (una delle più antiche distillerie della Scozia) a Islay (Isole Ebridi) e quelle di Auchentoshan e Glen Garioch, tutte in zone famose per il buon malto. Infatti i whisky degustati sono tutti di ?single malt?, cioè, prodotti con solo malto e non sono dei ?blended? (ottenuti da diversi cereali). Ecco la scaletta dei whisky degustati: Auchentoshan 10 anni, Glen Garioch 15 anni, Bowmore 12 anni, Bowmore 17 anni e Bowmore Darkest. Non voglio fare delle sviolinate, ma questi distillati non hanno nulla a che vedere con quei whisky commerciali di largo consumo. Sono prodotti che con i loro caratteristici profumi delicati ed i sapori ricchi ed armoniosi raccontano ed esportano un territorio bello da scoprire. Personalmente non sono un bevitore di questi prodotti, ma un whisky del genere non mi dispiacerebbe sorseggiarlo dopo pasto, magari con un bel sigaro cubano.
Diodato Buonora

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Si è chiusa la rassegna ?Anteprima Taurasi?
L?ANNATA 2003 DEL TAURASI DOCG
CONQUISTA LE TRE STELLE
GIUDIZIO UNANIME DELLA COMMISSIONE:
PUNTE DI ECCELLENZA TRA I 43 CAMPIONI DEGUSTATI
MA MANCA UN PIZZICO DI COMPLESSITA’.
E A DUE ANNI DI DISTANZA L?ANNATA 2001
PROMOSSA A CINQUE STELLE

Proficuo confronto tra operatori e giornalisti. Il rischio da evitare ora è slegarsi dal territorio e puntare all?internazionalizzazione del gusto. Straordinario successo per l?apertura del castello: più di mille in fila per la degustazione nelle sale che furono del principe Gesualdo

Un giudizio praticamente compatto sulla nuova annata del Taurasi Docg. Tre stelle ? su un massimo di cinque ? è stata la valutazione della commissione composta da circa quaranta giornalisti del vino provenienti da tutta Italia e anche dall?estero, che dopo aver degustato 43 campioni dell’annata 2003, commercializzabile dal 10 dicembre 2006, hanno espresso la propria opinione, che è risultata unanime.

Se alcuni vini in degustazione si sono collocati ad un livello di eccellenza, la qualità media dei Taurasi 2003, anche alla luce delle valutazioni ottenute dalle annate vicine, ha suggerito a quasi tutti i giornalisti presenti di optare per le tre stelle, vale a dire annata buona. Un dato sintetico, da interpretare come sempre in maniera dinamica e che verrà verificato nel tempo, che sembra essere figlio soprattutto della difficile vendemmia di riferimento. Il caldo e la siccità dell’estate 2003 si sono fatti sentire anche in Irpinia e non si poteva probabilmente fare di più. Alla luce di quanto assaggiato in altre zone, molti rappresentanti della stampa specializzata avevano aspettative non particolarmente incoraggianti e le tre stelle vanno interpretate come un risultato estremamente positivo. Nel corso dell’incontro-dibattito tra giornalisti e produttori è stato più volte sottolineato come l’annata 2003 in Irpinia si sia dimostrata, nonostante i limiti, una delle migliori opzioni disponibili in Italia rispetto a questo millesimo. Tutti d’accordo sul fatto che non sono presenti, come invece viene rilevato in altre zone, sensazioni di surmaturazione e cottura in vini che evidenziano inoltre strutture di tutto rispetto. Ciò che quasi per tutti è mancato, invece, è stata l’impressione di una piena complessità e di un elevato potenziale di invecchiamento, soprattutto in rapporto ad annate più equilibrate e austere come la 1999 o, come sembra, la 2004 e la 2005.
La valutazione della commissione è stata espressa durante il convegno in programma per la quinta edizione di ?Anteprima Taurasi? – promossa ed organizzata dal Consorzio di tutela Vini d?Irpinia, in collaborazione con Regione Campania ? Assessorato all?Agricoltura e Attività Produttive, Provincia di Avellino, Comunità Montana Terminio Cervialto, Camera di Commercio di Avellino, Comune di Taurasi, Terre Antiche del Nocciolo, Borgo Terminio Cervialto, Banca della Campania, Matos, Ais Campania ? Delegazione di Avellino - che ha visto il proficuo confronto tra operatori del settore e giornalisti specializzati, che non hanno fatto mancare i propri suggerimenti per migliorare sempre più un prodotto che viene però ancora una volta confermato come uno dei migliori rossi d?Italia. Giudizio positivo anche per il comprensorio e per la qualità che riesce ad esprimere, consolidando le realtà produttive esistenti e dando il benvenuto a nuove aziende che contribuiscono a rafforzare la filiera. Straordinario anche il successo della parte aperta al pubblico della giornata, che ha visto oltre mille persone in fila per partecipare alla degustazione e visitare il Castello di Taurasi.

?Al di là delle stelle ? ha affermato il sindaco di Taurasi e presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d?Irpinia, Antonio Buono ? dietro il nostro migliore prodotto c?è il grande entusiasmo dei produttori, che si nota dal trend di crescita del numero di aziende che si registra negli ultimi dieci anni. Il territorio si muove e ha voglia di esprimersi e affrontare con coscienza i mercati?. La qualità media del prodotto continua ad elevarsi secondo il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio, chiamato in causa come sommelier e grande appassionato di vino. ?La valutazione sulla crescita del territorio ? ha affermato ? rappresenta un grande vantaggio competitivo, ed è un riconoscimento a chi in questi anni ha lavorato per la crescita del comparto. Senza contare la certezza che questo dato fornisce all?imprenditoria locale, sicura di poter lavorare in una cornice di grande tranquillità?. Anche la Regione si sta spendendo per questo territorio, come ha sottolineato Alfonso Tartaglia, direttore dello Stapa Cepica di Avellino, attraverso gli investimenti dei Por ?che hanno messo in risalto la necessità di intercomunicazione tra settori produttivi. Altro dato interessante è il lavoro che si sta facendo per la rifunzionalizzazione delle cantine e per la ristrutturazione dei vigneti?.

Non ha nascosto un pizzico di delusione Roberto Di Meo dell?azienda Di Meo, primo produttore ad aprire gli interventi: ?Aspiravo alle quattro stelle?, ha ammesso. E gli ha dato ragione Roberto Farchioni, direttore di ?Acqua Buona?, uno dei due giornalisti ad assegnare le quattro stelle all?annata. ?Nella mia terra, la Toscana, l?annata 2003 è stata un flagello, con cadute di profumi e blocchi della maturazione. In Irpinia mi sembra invece che questo non sia avvenuto. L?impianto generale del vino è buono, fatta eccezione per qualche nuova cantina il cui prodotto tende a sbandare. Il limite è una certa tendenza al finale corto, con vini che non si distendono bene e terminano in modo tronco, limite che, per l?annata 2003, si registra praticamente in tutta Italia?.

Una maturazione senza dubbio difficile, come ha affermato Gigi Brozzoni, curatore della Guida Veronelli, spesso con tannini un po? acerbi e lievi scompensi. ?Ma non ho notato ? ha affermato ? l?effetto cottura degli aromi, forse grazie all?altitudine di queste zone. L?annata è difficile ma nonostante questo la maggior parte delle aziende ha tradotto la vendemmia in vini abbastanza buoni, anche se con qualche incertezza. In casi dove la gestione della vigna è così difficile, portare a casa uve equilibrate non è semplice. La speranza è che questo rappresenti un bagaglio per le annate successive, affinché possa crescere il valore di una denominazione importante per il Sud, con un passato noto che però resta ancora un vino poco bevuto?.Una vendemmia che ha fatto penare i produttori, come ha sottolineato Clelia Romano di ?Colli di Lapio?, anche se il prodotto, secondo Barrasso dell?omonima azienda agricola, non è affatto da bocciare. Una zona che, in sintesi, ?comincia a farsi rispettare?, come ha affermato Gianni Fabrizio, vice curatore di Vini d’Italia di Gambero Rosso-Slow Food. ?Per godere di una maggiore conoscenza sui mercati manca ancora quell?insieme molto ampio di produzione qualitativa, ma il territorio sta lavorando e sta mostrando di avere enormi potenzialità. In questi vini c?è freschezza anche se manca un po? di complessità e profondità. Le migliori espressioni, però, sono senza dubbio nel gotha dei vini italiani?. Per l?annata 2003, secondo Gaetano Pascale, responsabile regionale di Slow Food, di più non si poteva proprio fare. ?I vini non sono cotti e c?è una buonissima freschezza. I produttori hanno saputo lavorare bene in condizioni difficili. Comincio però a trovare il Taurasi più moderno, sempre meno legato alla tradizione, sensazione che ho ritrovato anche nelle aziende giovani?. ?C’è qualche Taurasi che ha poco di Taurasi? aggiunge Ugo Baldassarre di ?Tigullio Vino?. ?Troppi profumi, effetto legno, note balsamiche che ne fanno un prodotto un po? troppo internazionale?.

C?è anche chi, come Stefania Vinciguerra, direttrice di ?Euposia?, ha sottolineato l?importanza della realtà da un punto di vista qualitativo. ?Se esistono tante aziende, significa che ci sono persone che credono in questo settore e nel suo sviluppo. E? importante quindi muoversi insieme, perché alla fine il Taurasi e il territorio crescono insieme?.
Valutazione difficile, in sintesi, per Richard Baudains di ?Decanter?. ?Ho sentito vini che hanno saputo interpretare in modo positivo l?annata, altri che hanno pagato il dazio del calore e che risultato un po? corti nel finale. Non restituendo quel dinamismo che ci si aspetta dal Taurasi?. ?Alcuni vini ? ha affermato la giornalista americana Carla Capalbo ? meritavano davvero le quattro stelle, così come alcuni non arrivavano a tre?.
Per Maurizio Paolillo di ?Porthos? serve una strategia complessiva per la promozione di questo prodotto. ?Va creata un?immagine del territorio, che sta crescendo ma che avrebbe bisogno di un po? di coraggio in più, di osare senza rimanere legati alle proprie sicurezze. Il Taurasi deve continuare ad essere Taurasi e deve imporsi come tale e non come qualcosa che gli somigli?. ?Perché questo vino ? gli fa eco Luciano Scarzello di ?Enopress? ? a poco a poco sta decollando. In Piemonte, da dove vengo, in molti casi si è seguita la strada più breve per mercati già costituiti. Spesso è il mercato ad imporre le regole, ma per il Taurasi è assolutamente importante non seguire le mode e rimanere legati alle proprie caratteristiche?.

Le conclusioni sono state affidate a Piero Mastroberardino che, tra rischio di internazionalizzazione e poca espressività da parte di alcune aziende, sottolinea l?importanza di essere in tanti. ?Siamo lieti ? ha affermato ? di poter presentare 36 Taurasi diversi tra loro piuttosto che sei vini eccellenti. E? più facile parlare di vino essendo in tanti e soprattutto parlare di un vino conosciuto già nel 1893, come si legge in una pubblicazione sui protocolli del vino pugliese. La nostra storia non è cominciata ieri mattina e oggi ci fa piacere poter presentare una compagine, tra cui ci sono anche le istituzioni, che sono qui e spendono per questo prodotto, anche se sul grado di istituzionalizzazione dei distretti locali non è stata ancora aperta una seria riflessione. Questo sistema è in fase di rilancio e di riscoperta e tocca a noi fare lo sforzo di interpretarlo?.

Ora naturalmente si attendono le prossime annate, 2004, 2005 e 2006, serie candidate al raggiungimento del traguardo delle cinque stelle. Valutazione di eccellenza che, a furor di popolo viene assegnata a due anni di distanza alla vendemmia 2001, millesimo di razza e carattere che ha saputo conquistarsi sul campo quella stella che in una prima fase non era riuscita ad aggiungere. Un segnale importante ed incoraggiante che chiarisce una volta di più lo spirito e il ruolo di un’iniziativa come Anteprima Taurasi, rampa di lancio per uno dei più importanti rossi italiani, punto di passaggio obbligato per i tanti appassionati vogliosi di incontrarlo e viverlo.

Info: www.anteprimataurasi.com
info@anteprimataurasi.com

Organizzazione: Raffaele Del Franco ? 349/2675984
Ufficio Stampa: Paolo De Cristofaro ? 328/0651252
Diana Cataldo ? 349/6636971
E-mail: anteprimataurasi@alice.it

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Pietraincatenata Paestum igt, verticale 2004-2003-2002

Al ?Salotto del Vino? che si è svolto a Giffoni (SA) il 1° ed il 2 dicembre ho partecipato alla verticale di 3 annate del Pietraincatenata Paestum Igt di Luigi Maffini, il 2002, 2003 e 2004. Volevo scrivere qualcosa, ma l?ha fatto così bene il mio amico Luciano Pignataro, giornalista del Mattino ed autore della ?Nuova guida completa ai Vini della Campania?, fresca di stampa ed in distribuzione in questi giorni in tutta la regione, che per me è stato molto più semplice riportare il suo scritto anche perché sono daccordissimo con il suo pensiero. Il Pietraincatenata si è dimostrato il miglior bianco cilentano e senza esagerare uno dei più interessanti del panorama vitivinicolo nazionale (db).

Ecco il testo che ho tratto da www.lucianopignataro.it

Grande e interessante verticale, la prima nella storia per un vino bianco cilentano che notoriamente finiscono da un anno all’altro in un mercato vorace e cannibale come gran parte di quelli campani, della selezione di Fiano di Gigi Maffini, condotta da Ernesto Gentili e Manuela Piancastelli nell’ambito del Salotto del Vino organizzato a Terravecchia. Il Pietraincatenata si è confermato grande, capace di conquistare gli appassionati, con degli spunti assolutamente interessanti, soprattutto perchè parliamo di tre annate molto difficili e complesse, la cui interpretazione in cantina ha richiesto continue attenzioni e decisioni rapide per far fronte a continue emergenze. Maffini si è confermato un viticoltore di carattere, molto determinato nelle scelte, impegnato in un un lavoro di lunga portata soprattutto in vista della completa riorganizzazione aziendale che lo porterà a trasferirsi da Castellabate a Giungano, un comune vicino Paestum dove ha comprato nuovi terreni e da dove proviene la principale partita del Pietraincatenata

2004
Un’annata ancora in evoluzione, la più interessante al naso. Sentori di frutta bianca matura, leggere note speziate, ma soprattutto interessanti richiami alla macchia mediterranea tra cui si riconosce nettamente il finocchietto selvatico. In bocca l’ingresso è abbastanza morbido, la freschezza sostiene la beva ma la struttura non è imponente come lascerebbe supporre l’olfatto. Il vino segue comunque un percorso compiuto, conferma una forte personalità, vanta una grande pulizia e nettezza in ogni passaggio, dall’ingresso alle sensazioni retronasali con una chiusura molto pulita, profonda, di assoluto valore. L’annata abbastanza piovosa si riconosce soprattutto nella struttura non eccessiva mentre l’uso del legno appare abbastanza ben dosato: ritengo che con l’evolversi del tempo il 2004 migliorerà ulteriormente marcando maggiormente la mineralità e la sapidità affermando un frutto più asciutto. Buona eleganza complessiva, adatto davvero a tutti gli abbinamenti possibili e immaginabili senza il pomodoro.

2003
Ha notato Ernesto Gentili che spesso il vino che piace al produttore non è quello che raccoglie maggiori consensi di critica. E’ stato il caso del 2003 che Luigi ha spinto molto nella degustazione ma che invece è quello dei tre che ha convinto di meno: il motivo è da ricercare assolutamente nelle caratteristiche di una annata tropicale nella quale l’ultima pioggia cilentana è stata a gennaio. Difficile dunque conservare freschezza, soprattutto nella lavorazione in legno. In tal modo, rispetto alla precedente, i termini sono opposti fra loro, conm una struttura e una frutta addirittura esuberanti al naso e in bocca, ma con una freschezza dopo dopo un primo impatto convinto e deciso perde improvvisamente la spinta con un pallone che non rimbalza sulla sabbia. Sul piano tecnico diremmo che è un vino più morbido e pronto, sappiamo invece che questa condizione non gli consentirà di vivere molto a lungo e soprattutto di evolvere in maniera più interessante di quanto sia in questo momento. In ogni caso, rapportato alle centinaia di bianchi campani del 2003, sicuramente è in pole position con pochi altri.

2002
Quello che è piaciuto di più alla sala. Anche in questo caso la difficoltà dell’annata è evidente a causa di piogge continue che hanno impedito all’uva di fare il proprio corso tranquillamente, ma il tempo passato in bottiglia ha equilibrato il vino in maniera perfetta, il rapporto tra legno e frutta è assolutamente perfetto. Non ha una struttura eccessiva, ma mineralità e freschezza da vendere, in questo caso, per usare la metafora precedente, il pallone rimbalza fino alla fine, dall’ingresso che fa salivare ai lati della lingua sino in gola terminando in maniera netta e molto precisa.

Concludendo: davvero il Pietraincatenta è un grande vino italiano. Bisognerà ancora fare i conti con la 2005 molto difficile, ma questa vendemmia 2006 promette scintille e la cominceremo a godere di questi tempi perché questo Fiano entra in commercio più o meno dopo un anno dalla raccolta delle uve. Le prime tre annate sono, ciascuna per un motivo diverso dall’altra, dei piccoli gioielli nel corso delle quali l’esperienza consente di lavorare sempre meglio le diverse partite. Una conferma delle grandi potenzialità di questa uva a bacca bianca in un territorio diverso dala culla irpina ma non per questo meno interessante e ricco di spunti. Per questo lo consiglio a tutti i miei amici del Vulture dove ha già dato magnifica prova.
Riferimenti: il sito di LucianoPignataro

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Da Amalfi a Sapri, da Scafati a Vallo della Lucania
la fantasiosa molteplicità di piatti della tradizione salernitana

UN GUSTOSO RICETTARIO STORICO
INTRISO DI SAPORI, PROFUMI
E AROMI INDIMENTICABILI

Una nuova collana per riscoprire una cucina semplice e succulenta
che ci riconcilia con la vita restituendoci i sapori dell?infanzia

IL LIBRO
Con La cucina salernitana (Marlin Editore, pp. 144, euro 11,90) di Carlo Galimberti, prende il via la nuova collana ?Le guide Marlin? sezione ?Mangiare all?italiana?. La fantasiosa molteplicità di piatti della cucina salernitana, affiancata alla grande diversità dei prodotti tipici e dei vini, è l?elemento centrale di questo libro, che vuol essere un gustoso ricettario storico della provincia di Salerno. Alcuni dei piatti presentati possono essere considerati dei veri capolavori per la combinazione dei sapori e per lo straordinario corredo di prodotti del territorio: pensiamo alla pasta con i ricci di mare o agli scialatielli con melanzane, a totani e patate o ai calamari ripieni, al cinghiale in casseruola o alle salsicce con broccoli di rapa, alla parmigiana di melanzane o alle zucchine alla scapece, al babà o alla torta Santa Rosa. Nonostante le profonde trasformazioni, svariando dall?antica repubblica di Amalfi fino ai lontani paesi del Cilento, terra d?origine della dieta mediterranea, questa cucina rimane un repertorio di profumi e aromi che attraverso i secoli non hanno perso la loro identità. In queste pagine c?è un pezzo della nostra storia, di quella vera, un piccolo universo culturale che cattura e guida il lettore alla suggestione di una buona tavola e di un gioioso bicchiere di vino.

LA COLLANA
L?enorme varietà delle tradizioni gastronomiche, risultante dall?insieme delle particolari cucine dialettali, ha reso famosa nel mondo la cucina italiana. La collana, che prende spunto dalla fantasiosa molteplicità dei piatti, affiancata alla diversità dei vini, ha inizio nelle aree campane (provincia di Salerno, Irpinia, Sannio, Casertano, Matese), e prosegue con la cucina di lago (Como, Garda, Maggiore, Iseo, Orta, Bolsena, Bracciano, Trasimeno), di montagna (Dolomiti), delle coste e quella di mare delle isole minori. Ciascun volume è così strutturato: introduzione, menù della storia, menù di Natale, menù di Carnevale, menù di Pasqua, antipasti, primi piatti, secondi (pesce e/o carne), contorni, dolci, prodotti tipici, vini abbinati.

L?AUTORE
Carlo Galimberti, 52 anni, dopo la laurea ha proseguito gli studi alla University Palo Alto in California, nella mitica ?strada del vino? di Napa Valley. Giornalista enogastronomico, ha lavorato in diversi quotidiani e settimanali, pubblicando nel 1975 il suo primo libro-inchiesta sui prodotti alimentari. Collaboratore di guide di ristoranti (?Guide dell?Espresso?), autore e consulente di trasmissioni televisive di successo (?Di tasca nostra?, ?Fornelli d?Italia?), scrive su mensili e riviste specializzate nel settore turistico, enologico, gastronomico (?Week end?, ?Bell?Italia?, ?Via del gusto?, ?@ugusto?). Libero docente di Comunicazione e storia delle gastronomie regionali in diverse università italiane, si occupa, per conto di scuole dell?obbligo e superiori, di analisi sensoriale ed educazione al gusto.

UN PIATTO DA RISCOPRIRE
<<Tra le tante ricette presenti nel libro ve ne anticipiamo una legata alla tradizionale festa della patrona di Positano: TOTANI FRITTI CON SALSA AL LIMONE
Ingredienti
Per la frittura : 800 gr totani – 150 gr farina bianca – 2 uova – olio extravergine di oliva – sale Per la salsa: 30 gr burro – 3 tuorli d?uovo – aceto di vino bianco – 1 cucchiaio di succo limone – scorzette di limone.

Gli abitanti di Positano festeggiano la patrona con un piatto che rappresenta la tradizione popolare, vestendo con l?abito della festa anche i totani dalla particolare doratura croccante. Abbiamo voluto aggiungere una salsa d?accompagnamento, preparata con i limoni del tipo sfusato della Costiera Amalfitana. Fondere il burro in un tegamino a bagnomaria e unire, mescolando continuamente col cucchiaio di legno, i tuorli d?uovo, l?aceto, la scorza ed il succo di limone. Insaporire leggermente col sale e pepe e togliere dal fuoco. Dopo aver sciacquato e tagliato a cerchietti non molto sottili i totani, si passano nell?uovo sbattuto e si infarinano abbondantemente. Friggere in una padella con olio bollente da entrambi i lati e servirli caldi con la salsa.

La frittura rende questo piatto brioso, leggero e, quasi, sfizioso. Il vino scelto è in prevalenza coda di volpe (consigliamo un Lacryma Christi del Vesuvio bianco), capace di freschezza e acidità ottimi per equilibrare piatti di antipasti leggeri e semplici, come nel nostro caso. Servire a 10-12°C.>>

Per informazioni sull?attività della Marlin Editore, interviste all?autore, invio di materiale fotografico, rivolgersi all?Ufficio Stampa (089 467774 ? ufficiostampa@marlineditore.it) e visitare il sito Internet www.marlineditore.it.

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Borgo di Terravecchia ? Bilancio Salotto del Vino
5mila visitatori e 40 aziende vitivinicole al Salotto del Vino
Oggi pomeriggio anche la benedizione del cardinale Martino

Oggi pomeriggio Raffaele Renato Martino benedirà il Salotto del Vino. Alle 18, infatti, il cardinale sarà a Giffoni Valle Piana per prendere parte all?iniziativa organizzata e promossa dall?Assessorato all?Agricoltura della Provincia di Salerno tra il Borgo Medievale di Terravecchia e il Convento di San Francesco.

Più che positivo il bilancio dell?importante manifestazione, che va visto tra l?altro anche la partecipazione di numerosi giornalisti (tra cui Lamberto Sposini del Tg5 che ha fatto da patron del Salotto) ed esperti del settore, ristoratori e produttori, rappresentanti del mondo politico ed istituzionale oltre che semplici appassionati di enologia. 5mila le presenze e più di 40 le aziende che hanno affollato la cittadina dei Picentini per prendere parte alla kermesse che dall?anno prossimo diventa itinerante. La seconda edizione, infatti, si terrà i primi di dicembre del 2007 a Cava de? Tirreni.

Oggi 2 dicembre, la giornata conclusiva della manifestazione è stata dedicata alla presentazione dell?Enoteca Provinciale. Camera di Commercio, Comune e Provincia di Salerno (quest?ultimo ne è il socio fondatore) hanno finalmente raggiunto l?intesa per realizzare nel centro storico la vetrina del vino salernitano di qualità. Palazzo Genovesi sarà la sede della struttura, dove verranno messi in esposizione i prodotti vitivinicoli del Salernitano. Al momento aderiscono al progetto Enoteca 22 aziende tra cui spiccano i nomi di Montevetrano, De Conciliis, Luigi Maffini, Marino, Alfonso Rotolo, Marisa Cuomo, Giuseppe Apicella, Episcopio, Carmine Botti, Azienda Agricola San Giovanni, I Vini del Cavaliere, Vinagri, Cantine Monte Pugliano, Andrea Pagano, Donna Clara, Mila Vuolo, Longo, Cantina Rizzo, Azienda San Francesco, Pietro Spera, Vini di Velia e Villa Divina.

Ma l?Enoteca non è l?unica novità del Salotto del Vino. Collegata al circuito dell?enogastronomia d?eccellenza verrà creata una rete di club di qualità. Tre in particolare saranno le strutture che avranno sede nei Picentini (presso il Borgo Medievale di Terravecchia), in Costiera Amalfitana e nel Cilento. Si tratta di realtà nelle quali sarà possibile non solo degustare e comprare vini, ma tutti i prodotti tipici della provincia di Salerno, oltre che organizzare iniziative culturali legate al cibo e al vino. L?Enoteca cioé diventa un marchio, riconoscibile soprattutto fuori provincia dove il territorio salernitano potrà candidarsi per attrarre enoturisti provenienti da ogni parte d?Italia interessati a scoprire quanto di bello e di buono c?è a Salerno.

Giffoni Valle Piana, 02/12/06
Ufficio Stampa
dott.ssa Maristella Di Martino
347 4641482

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?Anteprima Taurasi? – Taurasi (Avellino), 2 dicembre 2006
COMINCIATE LE DEGUSTAZIONI
NELLA SPLENDIDA CORNICE DEL CASTELLO:
QUARANTA GIORNALISTI VALUTANO L?ULTIMA ANNATA DEL TAURASI DOCG

Da mediocre ad eccellente, c?è attesa per il giudizio degli esperti sulla vendemmia 2003. Questa mattina (2 dicembre) il saluto di Buono (sindaco di Taurasi
e presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d?Irpinia),
Di Iorio (presidente Comunità Montana Terminio Cervialto) e Mercurio (enologo)

Taurasi (Avellino) – Singoli vini da assaggiare a scelta oppure una degustazione alla cieca dei 43 campioni a disposizione. Così i tanti giornalisti del vino presenti hanno aperto la rassegna ?Anteprima Taurasi?, nella splendida cornice del Castello di Taurasi, che per la prima volta ospita un?iniziativa pubblica. Obiettivo della manifestazione è valutare la nuova annata del Taurasi Docg, il rosso più autorevole del Centro-Sud Italia, da mediocre ad eccellente, ponendo sotto i riflettori la vendemmia 2003, vista in tutti i suoi aspetti.

La quinta edizione di Anteprima Taurasi – promossa ed organizzata dal Consorzio di tutela Vini d?Irpinia, in collaborazione con Regione Campania ? Assessorato all?Agricoltura e Attività Produttive, Provincia di Avellino, Comunità Montana Terminio Cervialto, Camera di Commercio di Avellino, Comune di Taurasi, Terre Antiche del Nocciolo, Borgo Terminio Cervialto, Banca della Campania, Matos, Ais Campania ? Delegazione di Avellino ? è già un successo di numeri: quaranta sono infatti i giornalisti che partecipano all?evento, molti dei quali hanno già visitato alcune aziende del territorio, Di Prisco di Fontanarosa, Cantina Giardino di Ariano Irpino e Terredora di Montefusco, e visiteranno ancora Contrade di Taurasi e Tenuta Ponte di Luogosano.

A dare il benvenuto in Irpinia ai giornalisti sono stati il sindaco di Taurasi e presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d?Irpinia, Antonio Buono, il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio e l?enologo Vincenzo Mercurio.
?Quest?anno ? ha affermato Buono ? ospitiamo la manifestazione Anteprima Taurasi in una struttura molto più adeguata alla sua importanza. Certo oggi è fondamentale il contributo dei giornalisti presenti all?iniziativa, sia in termini di immagine che di suggerimenti per correggere eventuali errori?. ?Lo scorso anno avevamo promesso che la nuova sede sarebbe stata il castello ? ha affermato Di Iorio -. Da queste parti siamo abituati a mantenere le promesse, e oggi siamo qui, in attesa del giudizio dei giornalisti, le cui annotazioni sul vostro vino saranno seguite con grande attenzione?. ?Quella del 2003 ? ha sottolineato Mercurio ? è stata l?annata più piovosa degli ultimi trent?anni, ma fortunatamente la pioggia non è caduta nel periodo vegetativo e nei mesi di maturazione, da maggio ad ottobre, abbiamo avuto tra i 200 e i 250 millimetri d?acqua. E? stata indubbiamente un?annata calda, ma in Irpinia la vite ha sfruttato il vantaggio dell?altitudine e dei venti che arrivano da Est, che hanno contribuito al raffreddamento della temperatura. Solo in pochi giorni sono stati superati i 35 gradi e la fotosintesi si è di conseguenza arrestata. Per il resto abbiamo oggi un?alta probabilità che questo vino possa rientrare nelle annate del Taurasi Docg adatte all?invecchiamento?.

Ora si attende il giudizio dei giornalisti presenti alla quinta edizione di Anteprima Taurasi. A loro la parola per la valutazione finale sulla nuova annata del re dei rossi: il Taurasi Docg.

Info: www.anteprimataurasi.com
info@anteprimataurasi.com

Organizzazione: Raffaele Del Franco ? 349/2675984
Ufficio Stampa: Paolo De Cristofaro ? 328/0651252
Diana Cataldo ? 349/6636971
E-mail: anteprimataurasi@alice.it

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GASTROBARZELLETTA ? Al solito ristorante?.un tipo chiede alla cameriera?

Un tipo va al ristorante e chiede alla cameriera: «potreste gentilmente servirmi del pesce non troppo fresco, delle patate non troppo cotte, del pane della settimana scorsa, un vino che assomiglia molto all?aceto e sedervi di fronte con la faccia arrabbiata».

«Ma signore» – risponde la cameriera – «perchè mi fa questa richiesta ?»

Il tipo: «Così, avrò l?impressione di cenare a casa !!!»

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