
Dopo vino, olio, carne di bufala e mozzarella, il nostro ?viaggio del gusto?, ha fatto tappa in una pescheria, o meglio dire, una pescheria doc. Siamo a Paestum, in contrada Laura, la zona degli alberghi e dei ristoranti più alla moda. Qui al centro, dove sono i semafori, troviamo la ?Pescheria Anna?, gestita da Liberato Serrapede (nella foto). Liberato è una persona squisita e disponibile che ci parla volentieri del suo lavoro, della sua passione a vendere il pesce, una passione che in famiglia si tramanda da oltre trent?anni. La storia ebbe inizio nel ?70, quando la signora Anna, mamma di Liberato, aprì una pescheria in Via Piave ad Agropoli. Successivamente nell?80 fu aperta una succursale in Via Risorgimento sempre ad Agropoli e poi ancora verso la fine degli anni ?90 un punto vendita anche a Paestum, che in poco tempo è diventata una tappa obbligatoria per chi cerca il pesce cilentano e non solo. Noi siamo stati in pescheria dopo due giorni di pioggia continua, e nonostante ciò, i banchi del negozio, igienicamente impeccabili, offrivano quanto di meglio il nostro mare possa offrire: spigole di mare, sogliole, seppie, triglie, mollame, cefali, polipi e sgombri. Inoltre non manca mai la pescatrice (o coda di rospo), il rombo chiodato, i frutti di mare (che generalmente arrivano da Chioggia) e i pesci d?allevamento (per chi non ha troppe pretese). Quotidianamente, Liberato si approvvigiona del pesce che i suoi pescatori di fiducia pescano lungo le coste di Agropoli, Santa Maria di Castellabate ed Acciaroli. Dopodiché, sempre in nottata, va al mercato ittico di Salerno per vendere il pesce in esubero ed acquistare quello che i suoi numerosi clienti gli ordinano; tra essi molti ristoratori ed albergatori che tutte le mattine di buonora arrivano da Liberato per accalappiarsi il pesce migliore. Naturalmente, quello più richiesto e gettonato è proprio quello del nostro mare. Chiacchierando con Liberato abbiamo scoperto qualche mania di clienti particolari, come quella di un ristoratore emergente della zona, che cerca solo il pesce raro e nostrano, quello che profuma di Cilento. Come dicevamo sopra, da Liberato non c?è solo Cilento, troviamo sempre gli astici vivi che arrivano dal Canada, oppure le anguille, le stesse che a Natale vanno a ruba. Ancora, il buono e umile baccalà, solo quello di qualità, poi troviamo i pesci affumicati: salmone, spada e tonno; i gamberi all?acqua, i pesci marinati come alici, salmone, orata e spada, poi, la bottarga e il succedaneo del caviale. Abbiamo chiesto a Liberato poche regole per riconoscere un pesce fresco: occhi lucidi, non scavati, branchie rosse, duro al tatto e colore vivo lucente. Adesso, dopo aver scritto, mi vien voglia di una bella fritturina di alici nostrane, naturalmente quelle di ?. Liberato.
Recapito: Pescheria Anna, Via F. Gregorio 5 ? 84040 Laura-Capaccio (SA) ? tel. 0828.851926
Diodato Buonora – aprile 2004










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